
pietro simonetti
L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ha formalizzato le proposte di modifica della legge regionale che regola le attività della Commissione del lucani nel mondo.
Si tratta di muove norme che snelliscono le modalità di predisposizione dei programmi,della loro gestione,del rinnovamento degli organismi e di nuove iniziative per ricucire il rapporto con i giovani e la rete organizzativa che negli ultimi anni è diminuita , passando da 170 associazioni a 125,in particolare all’estero,mentre in Italia sono stabili con qualche nuova adesione.
Le nuove norme raccolgono anche le nostre proposte per affrontare il declino determinato da gestioni lontane dalle esigenze delle comunità degli emigrati ed in particolare dei discendenti giovani. Attualmente sono oltre 120.mila iscritti all”anagrafe dei migranti all’estero a fronte di 800.000 lucani all’estero.
Si tratta adesso per l’Unibas di uscire dalla nebbia della ordinaria amministrazione per fermare l
a caduta degli iscritti passati dai quasi ottomila del 2014 agli attuali 5500. Nel 2023 erano circa 6000 dei quali 2200 fuori corso.

a caduta degli iscritti passati dai quasi ottomila del 2014 agli attuali 5500. Nel 2023 erano circa 6000 dei quali 2200 fuori corso.Una situazione del tutto sottovalutata dal gruppo dirigente e dalle stesse istituzioni nonchè dalle parti sociali che si accontentano di eventi e convegni.
L’occasione della prossima approvazione delle nuove norme citate dovrebbe spingere concretamente l’Unibas ,se vuole sopravvivere , a potenziare e innovare l’offerta formativa , ivi compresa compresa l’alta formazione dismessa da anni che si svolgeva nel plesso di Rossellino , che ora Unibas vuole vendere per sperare di fare cassa ,assieme al sito del rione Francioso un tempo sottratto ai bambini per istallare una serra da subito in disuso e diventata ferro vecchio . Così come urge rimettere in piedi un centro servizi e utilizzare come studentato provvisorio la sede dell’ex mensa di via Racioppi. Bisognerebbe poi fare il possibile e l’impossibile per attrarre nel prossimo triennio 2000 studenti con borse di studio utilizzando i vari fondi anche comunitar per ospitare Studenti dell’America latina,a partire dai discendenti lucani,e dalle nazioni dell’area mediterranea tramite accordi con i paesi rivieraschi,c ome fanno in Calabria e Sicilia. Sicuramente ci dovranno essere nuovi compiti per il Senato accademico di Unibas,al di fuori delle ritualità e degli eventi rituali e ripetitivi che non hanno arrestato il declino. Pertanto dovrebbe cambiare anche il ruolo di Ardsu, da tempo fermo alla distribuzione dei pasti e dei contributi agli utenti, per gestire accordi e intrecci innovativi di spessore nazionale e internazionale. Niente più scuse per carenze di risorse oppure lamentele per l’emigrazione universitaria!. La crisi idrica insegna che quanti si fermano all’ordinaria gestione senza lavorare per gli obbiettivi fissati nei programmi e negli statuti,non rispettano il mandato ricevuto e amministrano malamente Enti e Istituzioni. Perdere le risorse idriche potabili e’accaduto anche per responsabilità di esponenti dell’Ateneo protagonisti di consulenze, progetti ed incarichi vari. .Perdere l’Ateneo conquistato con lotte dopo il sisma non dovrebbe accadere.
Questo comporta la urgente messa a punto di una offerta formativa e di ricerca in relazione al documento strategico “Basilicata giardino del Sud e vivaio del Mediterraneo” , . Occorrono: a) piano: di forestazione ed assetto del territorio;B) piano contro lo spopolamento ed il riuso delle case sfitte; c) piano triennale per la formazione per almeno 30.000 lavoratori entro il 2026. E poi iniziative per la ristrutturazione nei comparti industriali, sostegno alla progettazione esecutiva centri accoglienza stagionali finanziati da PON Legalità per quindici milioni, piano di formazione e riqualificazione per la Pubblica Amministrazione.
Questo comporta la urgente messa a punto di una offerta formativa e di ricerca in relazione al documento strategico “Basilicata giardino del Sud e vivaio del Mediterraneo” , . Occorrono: a) piano: di forestazione ed assetto del territorio;B) piano contro lo spopolamento ed il riuso delle case sfitte; c) piano triennale per la formazione per almeno 30.000 lavoratori entro il 2026. E poi iniziative per la ristrutturazione nei comparti industriali, sostegno alla progettazione esecutiva centri accoglienza stagionali finanziati da PON Legalità per quindici milioni, piano di formazione e riqualificazione per la Pubblica Amministrazione.