ANZACRESA, E’ IL TEMPO DELLE PROPOSTE

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ida leonedi IDA LEONE

Ho passato molto tempo, in questo fine settimana, all’Anzacresa, la palestra ex CONI liberata per essere restituita ai cittadini del quartiere, e della città tutta. Ho parlato a lungo con i ragazzi dei collettivi, ho monitorato i social network e ho la sensazione che l’azione sia stata, per grandi linee, compresa. Però vale la pena ripeterlo: l’ex palestra Coni NON – ripeto – NON sta per diventare in via definitiva una cosa diversa da quello che era prima. Non sta per diventare un centro sociale, non sta per diventare un rifugio di squatter. Non saranno certo gli occupanti (anzi, i liberanti) a decidere cosa diventerà, non potrebbero e non ne hanno l’intenzione. L’auspicio di tutti – anche il mio – è che torni presto ad essere ciò che è sempre stata, ovvero un centro sportivo polifunzionale, dove si praticava basket, pallavolo, scherma, boxe, arti marziali. Con l’avvio di pubblici lavori di ristrutturazione.

Nel frattempo, all’Anzacresa è il tempo delle proposte. Ho partecipato a riunioni e quotidiane assemblee: la paura maggiore dei liberanti è diventare un buco nero, un luogo ignorato dai cittadini esattamente come lo era prima. La paura più grande è che la porta metaforicamente si richiuda, lasciando loro dentro ed il resto del mondo fuori, ad ignorarsi reciprocamente. “Coinvolgere gli abitanti di Montereale” è diventata la magnifica ossessione di ogni discorso. E come si fa a coinvolgere le persone? c’è un solo modo: provando ad intercettare bisogni, e fornendo servizi che siano di immediata utilità.

Lo sfalcio del verde, ad esempio: nel quartiere ci sono sentieri e passaggi pedonali ormai abbandonati, sporchi e diventati preda di erbacce e infestanti. Con una inevitabile sinergia con i “vecchi” P.A.Z. (Potentini Armati di Zappa) di Montereale  si è deciso di ripulirli e metterli in sicurezza, riparando i parapetti, cosa che darebbe ai pedoni vie alternative di transito rispetto alla strada di accesso al quartiere (da Castello attraverso via dei Ligustri a salire) che, complice la forte pendenza e la modifica dei sensi unici dovuti ai lunghissimi lavori programmati sul ponte, è diventata più trafficata, e quindi più infida e pericolosa di prima, soprattutto in caso di pioggia o neve / ghiaccio. Si pensa inoltre di organizzare visite guidate per far conoscere a tutti i “sentieri nascosti” del Parco di Montereale (l’ho fatto oggi, anche io ne ignoravo l’esistenza, e sono bellissimi).

Inoltre, il quartiere conta una cospicua popolazione anziana: si sta provando ad organizzare un servizio che consenta di ordinare la spesa al supermercato, o di mandare a prendere le medicine in farmacia, evitando ai residenti di muoversi, soprattutto ora che arriva l’inverno e la strada di accesso al quartiere ha i problemi più sopra evidenziati.

C’è poi la voglia di far diventare quel luogo un presidio multifunzionale accogliente. All’interno della palestra ogni giorno che passa c’è una cura nuova: decorazioni e disegni attaccati alle pareti, tende alle porte, divani e cuscini e luoghi dove riunirsi, tavoli e sedie per studiare e lavorare, una piccola biblioteca, organizzazione ferrea degli spazi, dell’ordine, della pulizia. Il verde è ormai regolato, è tutto ripulito, le scale messe (nei limiti del possibile) in sicurezza. Un ampio tendone davanti all’ingresso ripara dalla pioggia battente di questi giorni, ed evita di sporcare dentro con le scarpe infangate. C’è la massima cura ed attenzione a non intralciare nè infastidire in alcun modo gli abitanti del quartiere: si parcheggia vicino alla palestra solo per il tempo strettamente necessario a carico / scarico, la musica non è mai a volume troppo alto nè fino a troppo tardi. Si sorride molto, si sta allegri più che si può, ci sono sempre caffè e dolci da offrire. All’Anzacresa si sono svolti e si svolgono corsi di disegno, letture ed intrattenimento per i bambini, cene collettive, jam session di musica di ogni genere.

In attesa che comincino i lavori di ristrutturazione dell’amministrazione pubblica, l’Anzacresa è un luogo dove mi pare che tutti possano dare e prendere qualcosa; è come dovrebbe essere un “centro di aggregazione”, lemma abusato del quale forse solo ora comprendo il senso profondo. Provare per credere, venite anche voi.

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Sull' Autore

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

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