AL DI SOPRA DELLA LEGGE, AL DI LA’ DELLA VERGOGNA

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Giovanni Mussuto

Mercoledì sera, in perfetto stile da agguato notturno, i partiti di maggioranza hanno infilato un emendamento all’ultimo secondo nel decreto-legge “Elezioni”, in discussione alla commissione Affari costituzionali del Senato. Un colpo di mano sfrontato, compiuto nell’indifferenza verso le regole, verso le Istituzioni, verso i cittadini. Non una semplice modifica tecnica: un tentativo plateale di piegare le regole elettorali ai propri interessi, con l’eleganza di un bulldozer. L’emendamento prevede che nei comuni sopra i 15mila abitanti basti il 40% dei voti al primo turno per eleggere un sindaco, eliminando il ballottaggio tra i due più votati. Una misura pensata su misura per un centrodestra che al secondo turno tradizionalmente perde colpi. Ma che importa? Se la democrazia non funziona a tuo favore, la cambi. O meglio: la manometti. Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di disprezzo per le regole del gioco. A questa gente non interessa governare nell’interesse dei cittadini, ma perpetuare se stessa. Non conta più come si vince, basta vincere. Anche calpestando il senso stesso del processo democratico. Anche umiliando la legalità, la correttezza istituzionale, la Costituzione. Introdurre una modifica così sostanziale dentro un decreto che dovrebbe solo regolare lo svolgimento tecnico delle elezioni è una forzatura talmente sfrontata da far arrossire persino chi è abituato al cinismo della politica. Non siamo più davanti a scelte discutibili: siamo nel campo dell’arroganza pura, di chi si comporta come se le leggi non fossero altro che fastidi da aggirare, ostacoli momentanei da saltare lungo la strada per consolidare il proprio potere. Non a caso, le opposizioni si sono sollevate con forza. E non a caso anche dal Quirinale è arrivata una fredda contrarietà: il presidente Mattarella non è uno che si alza in piedi a ogni soffio di vento. Se interviene, è perché l’odore è quello acre dell’illegittimità. Forse l’emendamento verrà ritirato, forse no. Ma il messaggio resta: c’è chi pensa di poter riscrivere le regole , anche quando il “gioco” è in itinere, solo perché al momento ha i numeri. C’è chi confonde il potere con il diritto. C’è chi si crede intoccabile e al di sopra della legge. Ecco il vero pericolo per la democrazia: non gli avversari, ma gli impostori che si dicono “servitori dello Stato” mentre lavorano solo per se stessi. Gente che non ha rispetto per nulla se non per la propria ambizione. Gente che, purtroppo, si è convinta di essere invincibile perché troppo spesso non ha pagato il prezzo delle proprie scorrettezze. Ma la democrazia, se vuole sopravvivere, dovrà cominciare a presentare il conto.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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