
ANNA MARIA SCARNATO
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La seconda lista presentata per la competizione elettorale del 25 e 26 Maggio 2025, che vedrà eleggere il Sindaco e la maggioranza che guiderà il Palazzo comunale di Bernalda, presenta al vertice Giuseppe Gallotta con un seguito di candidati consiglieri espressioni di partiti che supportano da separati, come nel precedente articolo annunciato, l’aggregazione a sostegno dello stesso, senza nascondere la loro identità di centro destra (Forza Italia e Fratelli d’Italia). Decisi a non subire diktat, assumendo posizioni contrapposte nella scelta del candidato Sindaco che per alcuni era necessario rispondesse ad una chiara appartenenza politica, ricusando al tavolo delle trattative la candidatura della Matarazzo, caldeggiata dal consigliere Tataranno, per la sua “apparente civicità”. Dopo di che, una caduta di fronde in un campo, un’altra nel campo del vicino, hanno determinato una partecipazione in liste diverse di candidati forzisti. Un pò dalla Matarazzo, un pò nella lista di Giuseppe Gallotta. Anche la sezione di Fratelli d’Italia ha fatto due scelte di campo diverse. Ah, il Sindaco che dolor! Su questa figura inciampa spesso il buon senso, sulla capacità di superare l’ambizione personale, o di far spegnere la presunzione a chi presume di rappresentare meglio di altri una credibile candidatura. Ma non è un servizio la politica? Ma non ci siamo commossi per la perdita del nostro Santo Padre, ripetendo a memoria le sue parole: “Siate umili, la guerra è una follia, cercate l’armonia, servite il prossimo”. Non ha certo detto di battere i pugni e abbandonare i tavoli quanto invece di accorciare le distanze. Evidentemente le distanze si colmano con la retrocessione degli interlocutori, con le vittorie personali, con l’orgoglio uscito indenne, con l’arma della presunzione di maggiori consensi. Questa digressione forse anche complessa per chi non conosce il contesto politico, l’organizzazione e il funzionamento delle sezioni e forse ancora non bene l’animo umano,termina qui, forse anche mancante di qualche passaggio, ma non della sostanza. L’imprenditore Nicola Benedetto, già progettista di una lista vincente capeggiata dall’allora civico Tataranno, ha scommesso su Giuseppe Gallotta anch’esso non colorato da bandiere di partito. Quest’ultimo ha direttamente messo sù una lista di candidati, ricevendo personalmente richieste civiche di candidature, scegliendo i profili che meglio potessero rispondere al disegno di un programma da attuare. E anche qui alcuni rappresentanti di partiti di cdx, Forza Italia e Fratelli d’Italia, Udc e una candidata di 5stelle che, secondo il suo punto di vista, delusa da esperienze distruttive di sogni da coltivare, dopo l’incontro con Giuseppe Gallotta, ha scoperto invece l’opportunità di una “visione condivisa della politica come missione”. Il simbolo della lista è rappresentato dal Tempio di Hera e il mare di Metaponto, una scommessa, una sfida per lo sviluppo del turismo, per una migliore condizione di vivibilità dell’ambiente urbano e marino, la tutela delle importanti risorse territoriali. Si presenta accompagnato dalla scritta: Bernalda sotto l’icastico storico Tempio e mare di Metaponto. Se la prima lista, con a capo la candidata Matarazzo, ha scommesso sulla struttura amministrativa attuale, tenendo quasi tutti dentro, considerando il “vecchio” rassicurante compagno di un altro percorso, conoscendo voglie e passioni, strategie di tensione e distensione, modalità operative uniche, quella di Giuseppe Gallotta si presenta con il suo volto nuovo alla politica e una lista con più civici che personaggi già spesi nell’ amministrazione comunale. Alla fine, però, due figure civiche candidate alla carica di sindaco. Nessuno dei noti sostenitori politici che li sostengono, Tataranno per La lista PRIMA e Benedetto per BERNALDA, può negare la sua appartenenza politica attuale, Lega e Fratelli d’Italia. La differenza è nel vecchio che può aver stancato e nel nuovo alla politica che vorrà proporre un cambiamento. Attenzione che anche la già Sindaca propone una leadership nuova femminile perché “dove una donna guida, spesso, fiorisce cura e attenzione, dove una donna guida fiorisce il rispetto, c’è promessa di trasparenza”. Vuol dire che il suo sindaco non aveva avuto cura e rispetto in quanto uomo, non aveva usato trasparenza negli atti? Credo nelle donne, spesso, spesso non significa sempre, come dice la candidata. Credo nel rispetto, spesso, spesso come dice la candidata. Non sempre quindi la donna deve rispetto. Ma come rappresentante delle Istituzioni è un dovere. Non sempre evidentemente se alla presentazione del mio libro “Quando le storie ti nascono dentro” presentato presso l’Istituto Comprensivo “Pitagora” di Bernalda, né lei vicesindaco, né il Sindaco e giunta e consiglieri comunali, invitati dalla scrivente, accolsero l’invito. I loro posti restarono vuoti, occupati da persone comuni, le più gradite visto che solo per loro la memoria del passato che il libro narrava era importante per l’identità di una comunità. Forse perché la terza volta non li avevo votati? E il Sindaco di tutti diventa il sindaco della sua parte dopo la campagna elettorale e la vittoria? Le donne non rispettarono una donna. Spesso non sono gli uomini a non rispettare le donne.
Al popolo la scelta e non la rinuncia al voto.
A domani un pezzo per chiarire prima a me stessa e poi ai lettori la mancanza di un centrosinistra in questo appuntamento.
Bernalda 27-04-2025
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