AL DANNO DELL’EMIGRAZIONE, ANCHE LA BEFFA DEL NON VOTO

0

DI ARMANDO TITA

Questo articolo lo vorrei dedicare alle migliaia di famiglie lucane che vivono la mia stessa situazione. Sono famiglie che hanno visto espatriare, da oltre dieci anni, i loro figli verso i lidi del Nord Europa. L’on.le  Grisanti del Pd nei giorni scorsi ha incontrato gli italiani iscritti all’AIRE(Anagrafe Italiani Residenti all’Estero). A questi ragazzi iscritti all’AIRE non viene neanche data la possibilità di votare. I tanti cavilli burocratici fanno desistere i nostri figli dal raggiungere le sedi elettorali lucane. Preferiscono il “dono” del voto alle amministrative nel loro paese di residenza. Spero che l’on.le Grisanti  affronti seriamente questa incresciosa problematica. Non conosco le sue proposte e i suoi obiettivi. Caro on.le Grisanti al danno dell’emigrazione si associa la beffa del mancato voto. Rimbombano nelle mie orecchie i “choosy” della Fornero e i “Bamboccioni” di Padoa-Schioppa. Choosy e Bamboccioni molto presenti nella nostra meravigliosa società lucana, potentina, in primis. Molte volte mi sono chiesto se i Bamboccioni veri non siamo stati Noi …generazione del vecchio conio, privilegiati nelle nostre università e nei nostri percorsi professionali. A questi giovani, come i miei figli, e alle migliaia di ragazzi lucani, nati fuori tribù, è stato vietato l’ascensore sociale ed è stato concesso solo il privilegio di espatriare per un dottorato di ricerca o per un impiego in una multinazionale. Una triste sorte che accomuna decine di migliaia di famiglie lucane. Ripensando a Giulio Regeni e ai tanti giovani italiani sparsi nel mondo  che hanno scelto di aiutare gli ultimi e vivere di umanità, di democrazia, di libertà pur in presenza di autocrati e criminali della peggiore specie,  non posso che unirmi al coro dei tanti Bonini(giornalista di Repubblica) che qualche tempo fa nella trasmissione “Porta a Porta” di Vespa (che non ha mai avuto questi problemi con i suoi figli) ha definito questi ragazzi fuggiti dall’Italia la Meglio Gioventù. Sono i nostri figli che non abbiamo compreso fino in fondo, i loro progetti di vita, le loro passioni, le loro aspirazioni. Non abbiamo compreso i loro sussulti, i loro sacrifici immani, le loro rinunce, i loro sforzi sovrumani. Difficilmente capiremo le tante conferenze scozzesi, americane, indiane, lituane, estoni, finlandesi e ultimamente Bhutanesi (del Bhutan buddista). Forse mio figlio come i tanti giovani alla Giulio Regeni, hanno scelto di “emigrare” nel mondo, spinti dalla voglia di fare qualcosa di veramente bello, libero,  umano, originale, per trasformare una passione in un progetto di vita. Ripenso con tanta amarezza ai tanti giovani potentini che hanno evitato lo stress di lasciare la città e la regione, ai tanti  “choosy” che pensano troppo ai loro interessi trascurando concrete possibilità di sviluppo per la propria terra e per la propria cittadinanza. O forse colpa di una Basilicata, di un capoluogo o di una Università che realmente non offrono prospettive valide, o addirittura non offrono affatto prospettive? Qualunque sia la spiegazione e di chiunque sia la “colpa”, una cosa è certa: Potenza deve poter investire in giovani, formazione e occupazione, offrire nuove opportunità ai giovani, superare certe vecchie abitudini (clientelismo, sperpero delle finanze pubbliche e chi più ne ha, più ne metta) e diventare in generale un polo di attrazione per chi studia e inizia a lavorare. Così facendo, si eviterebbe l’invecchiamento di una città che, di questo passo, avrà un disperato bisogno di una nuova forza lavoro preparata e competente. La “Potenza dell’opportunità” di Antonio Candela cerca invano di scuotere le coscienze sopite da “secoli”.E’ una prima timida iniziativa di una Città capoluogo dopo decenni di torpore e di letargo assoluto vissuti all’insegna del piccolo cabotaggio e della misera e polverizzata clientela.

Tanino Bandiera

Quante occasioni perse lo dico da ex Responsabile delle Politiche Giovanili della Regione Basilicata, lo direbbe Antonino Imbesi, visionario e sognatore, esperto di politiche comunitarie e di startup, protagonista di tanti progetti-giovani e di tanti documentari di successo con la sua Euronet ? Lo direbbe pure Dino Nicolia, Presidente MedinLucania, funzionario UE che coinvolge migliaia di leader opinion per un progetto di Sistema, di rete e di Comunità, all’insegna delle politiche europee. Se me lo consentite  vorrei chiudere con una riflessione di un ragazzo potentino in fuga da oltre un decennio:

“ Ciò che auspico per la mia Città  risulta ancora vago e poco realizzabile nell’immediato, oltre che qualcosa che si è già detto e ripetuto spesso nel mondo politico e nel dibattito pubblico senza che si sia tradotto in vere e concrete iniziative (a parte, forse, Matera 2019, progetto che, però, non ha riguardato direttamente Potenza). Si prendano le mie parole, piuttosto, come un’amara constatazione riguardo ciò che non va della mia città e ciò che la mia città dovrebbe essere. Spero, tuttavia, che le cose cambino e che Potenza possa davvero cominciare ad attrarre più giovani, siano essi studenti o lavoratori”. Se tornerò anch’io in pianta stabile, nel caso? Difficile in realtà, per gli stessi motivi che mi hanno spinto ad emigrare, comunque, da potentino, mai dire mai! Mai dire mai lo diciamo pure Noi padri,  lucani maturi e di buona volontà, a una sola condizione: Il ritorno di questi stupendi giovani lucani “nel mondo” sia foriero di una vera rivoluzione copernicana che sprovincializzi questa nostra meravigliosa, amata e sciagurata regione, depurandola dalle oligarchie, dai disgustosi nepotismi, dagli egoismi, dalle clientele  e dalle maleodoranti “tribalità”. Un ultimo e accorato appello ai nostri governanti regionali: “ Tutte le volte che si tagliano le opportunità ai giovani lucani si restringono gli orizzonti e si ingolfa a dismisura l’esercito della senilità”.

Esercito della senilità in Basilicata …non più sopportabile.

Condividi

Sull' Autore

Lascia un Commento