Ieri, alla Camera, il Ministro Franceschini ha risposta ad una interrogazione dell’On.Cosimo Latronico in ordine alle risorse da destinare a Matera 2019. Ormai, ha esordito Latronico, mancano 800 giorni alla data dell’evento e il presidente del Consiglio Renzi aveva assicurato che ,dopo l’EXPO, Matera sarebbe stata stata l’occasione su cui concentrare strumenti e risorse per connettere Matera con il resto del mondo, valorizzando le sue risorse culturali che hanno una cifra millenaria.Ecco il tsto stenografico della risposta da parte del Minsitro “Signor Presidente, l’onorevole Latronico mi chiede quali iniziative, quali risorse e con quali tempi il Governo e, quindi, il mio Ministero, prevede di impiegare per valorizzare Matera. Confermo che l’intenzione, credo, del Governo, ma condivisa dal Parlamento sia davvero far diventare questo fatto di Matera capitale europea la sfida internazionale del Paese dei prossimi anni.
Nella legge di stabilità del 2015 sono stati previsti – e devo dire, per una volta, con un certo anticipo, perché nel nostro Paese abbiamo l’abitudine che, anche quando ci sono ricorrenze che sappiamo stanno per arrivare, ci si organizza o si trovano le risorse all’ultimo momento –, al comma 345, 28 milioni di euro, divisi dal 2016 al 2019. Sulla scorta di questa disposizione di legge, il 1 o maggio ho firmato ed approvato il programma di interventi della città di Matera per 17 milioni per l’attuazione di una serie di opere pubbliche condivise con il comune di Matera e, per il restante importo di 11 milioni euro, per una serie di interventi relativi proprio al dossier, al piano d
i comunicazione e al piano di assistenza tecnica.
Sempre nella stessa legge di stabilità, sono stati previsti, al comma 347, altri 20 milioni che sono stati assegnati al comune per legge, ma che il comune ha inteso, comunque, programmare insieme al Ministero. Anche questi sono già stati finalizzati al recupero di alcuni importanti contenitori culturali della città. Sono in corso di sottoscrizione i disciplinari d’obbligo fra il Ministero, il comune e la Fondazione Matera-Basilicata. Le procedure di gara per l’attuazione degli interventi saranno avviate entro il dicembre 2016 e il termine di ultimazione dei lavori è previsto entro il 2019.
Poi, sono stati previsti in altri fondi che non sono esclusivi per la città di Matera, nel PON «Cultura e sviluppo 2014-2020», 7.200.000 euro per il restauro e la valorizzazione del Palazzo Lanfranchi, 2.776.000 euro per altre opere e 4 milioni per il «Futuro remoto Basilicata 2019».
L’interrogante fa riferimento alle opere infrastrutturali: su questo è previsto il potenziamento della linea ferroviaria Altamura-Matera – sono già stati stanziati 44 milioni di euro e 50 milioni per il materiale rotabile; sono previsti interventi per il raddoppio a quattro corsie della strada statale 96 Altamura-Bari, con termine lavori previsto fra marzo 2017 e marzo 2018 e il completamento della strada statale 655 per la fine del 2017.
Resta un nodo che l’interrogante conosce bene, che è storico: la scelta della città di Matera, che dovrà essere compiuta dalla città insieme allo Stato e insieme alla regione, se privilegiare il collegamento su cui intanto lavoreremo, perché concretamente è possibile realizzarlo entro il 2019 verso l’aeroporto di Bari e verso l’Alta velocità o, comunque, gli Eurostar della linea sull’Adriatico o se, invece, proseguire, con costi molto superiori, il collegamento della Ferrandina verso Salerno e verso Napoli. Questo è un nodo che dovrà essere risolto strategicamente d’intesa tra i diversi livelli istituzionali, anche se è evidente che quell’opera non potrà in ogni caso essere completata per il 2019.
In sede di replica, il parlamentare lucano ha commentato che l’attenzione non è adeguata alla sfida che abbiamo davanti. “Marsiglia– ha detto Latronico- ha speso 2 miliardi di euro per collegare Parigi, per qualificare il porto; Genova, nel 2004, ha riqualificato il suo centro storico, il progetto di Renzo Piano si è potuto attuare per l’area portuale e potremmo citare tante altre storie.
Noi come Parlamento – ricordo bene – abbiamo assunto un’iniziativa per raddoppiare i fondi per la cultura, portandoli da 14 a 28 milioni: cosa utile, ma i nodi infrastrutturali sono decisivi, perché se non utilizziamo Matera capitale, come dice il Presidente Renzi ai giovani industriali in Liguria, la nostra capitale non è raggiungibile da milioni di persone che si attendono a Matera, ovviamente, è un deficit che paga il nostro Paese, che accetta le sfide, ma le deve compiere.
Il deputato lucano ha quindi chiesto al ministro di aprire un tavolo con il Governo per affrontare i nodi storici di Matera, primo tra tutti l’isolamento ferroviario.