Le infezioni da virus influenzali costituiscono un grave problema di sanità pubblica. Il Ministero della Salute è in allarme per la sottovalutazione che i cittadini stanno facendo di questo problema,a causa anche di una informazione distorta. Ecco perchè raccomanda di portare avanti questa campagna vaccinale del 2016/2016 con tutte le armi possibili e gli strumenti possibili. Invece sembra che qui non si sia afferrato il senso di questo appello, perchè tutto scorre come prima, con la stessa organizzazione di prima. Non si parte ad esempio dalla presa d’atto Nonostante le raccomandazioni però rileviamo comedel come e del perchè la copertura vaccinale sia andata progressivamente scemando nella nostra regione, infatti si è passati dal 72,6% della popolazione oltre i 65 anni di età della campagna vaccinale 2009/2010 (anno della famosa pandemia di influenza suina) al 47,9 della campagna vaccinale dello scorso anno. La scarsa sensibilità verso la prevenzione vaccinale contro l’influenza è dovuta ad un mix di fattori: a parte la disinformazione operata dai mass media legata alle note vicende degli ultimi anni, bisogna prendere atto che da un lato vi è una scarsa efficacia delle campagne informative istituzionali dirette sia ai soggetti che potrebbero beneficiare della vaccinazione e dall’altro che le modalità con cui si effettuano le campagne vaccinali presentano forti criticità. Infatti a differenza della provincia di Matera (con dati di copertura vaccinale nettamente superiori) nella provincia di Potenza la vaccinazione antiinfluenzale è affidata esclusivamente ai servizi di prevenzione dell’Azienda Sanitaria. Ma come sarà possibile invertire il dato negativo della copertura vaccinale se i servizi aziendale presentano modalità di apertura al pubblico assolutamente insufficienti? In 9 comuni della provincia di Potenza l’ufficio Igiene apre un giorno al mese, in 18 comuni due giorni al mese, in 22 comuni un giorno alla settimana e in 21 comuni due giorni alla settimana. Eppure basterebbe coinvolgere la rete dei medici di famiglia, presenti in tutti i comuni della provincia con un’apertura degli studi dal lunedì a venerdì con aperture mattutine e pomeridiane, per invertire questa tendenza. Il contatto diretto con i medici di famiglia consente di vedere meglio le situazioni di rischio e di fare una prevenzione massiva e consapevole.
VACCINAZIONE AI MINIMI TERMINI
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