A 43 ANNI DAL TERREMOTO, UNO SCENARIO DI PROFONDA CRISI. LA BUONA SPESA CERCASI

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pietro simonetti

La Basilicata negli ultimi 43 anni ha visto ridursi la popolazione residente dai 610.186 abitanti agli attuali 537.000. In 43 anni circa 70.000 persone , per effetto del combinato disposto + morti – nascite + flussi migratori, circa 70.000 personesono venutE meno . Il 2023 si chiuderà con circa 7000 decessi e 3300 nascite  Senza interventi mirati e programmati, la Basilicata rischia l’estinzione nel giro di qualche decennio. L’intero Paese  perderà  nello stesso periodo oltre 12 milioni di abitanti, DI CUI 6,5 milioni nel Sud. l’Istat prevede la perdita del 40%della popolazione lucana nello stesso periodo. In Basilicata dopo il 1980 sono stati investiti dallo Stato oltre 3500 milioni, per la ricostruzione e infrastrutture e circa 500 per il finanziamento delle aziende industriali . Nel contempo sono state recuperate con la escussione delle fideiusioni  oltre 125 milioni che sono tornate nelle casse dello Stato per inadempienze, e truffe sanzionate, a seguito del recupero del maltolto e degli esiti del lavoro della Commissione di inchiesta Scalfaro . L’attuale occupazione nelle aree terremotate lucane è di oltre 2000 lavoratori diretti, con leggero aumento rispetto allo scorso anno ,  e circa 1400 indiretti, contro una previsione di 6000, di posti di lavoro finanziati con contributi pari al 120% delle spese ipotizzate.  Delle 107 aziende finanziate ne rimangono circa una cinquantina sono in attività.Esiti migliori rispetto agli investimenti della legge 488 che ha avuto una resa occupazionale  pari al 20% del previsto. Ricordiamo che alcune aziende, tra quelle fallite o che non hanno mai aperto (circa 30) sono state  cedute oppure occupate abusivamente o cedute dai curatori fallimentari, con scarse attività produttive o occupazionali. Alcune aziende del Melfese sono ora utilizzate dal Stellantis  per deposito di automobili. Al momento circa 100 capannoni, o strutture similari, di cui una ventina finanziati da Legge.219/81 ed i restanti con le leggi 488/92 e 64/74, sono inutilizzatI, preda dei ladri di rame e di impiantistica , almeno tre sono state utilizzatI dai organizzazioni criminali per stoccare rifiuti ed ocobalLe. Ricordiamo i casi di Abl di Balvano, 17.000 mq, oppure della ex Ets di Tito ,che occupava 250 lavoratori, ora qualche decina, la Sinoro mai entrata in produzione con tre fallimenti dietro le spalle, quattro cambi di ragione sociale due condanne per truffa e bancarotta. In questa azienda ci sono ancora i macchinari imballati e mai utilizzati in attesa di essere recuperatI nel sistema produttivo. Molte aziende sono da anni in gestione fallimentare o sono state svuotate degli impianti che sono tornati alle aziende produttrici in Italia o vendute all’estero: Standartela, Ets, Etm,Abl. Gli impianti Parmalat sono da tempo utilizzati in Veneto dalla Vincenzi dopo la chiusura dello stabilimento di Atella e la successiva truffa di reindustrializzazione che ha determinato la disoccupazione di 120 lavoratori. Si tratta di un enorme patrimonio di immobili e infrastrutture di un valore stimabile attorno ai 200 milioni. Anche la riassegnazione di suoli e strutture e’ fallita. L’ultima legge approvata per  la  liquidazione dell’Asi e Api-Bas è completamente disapplicata. Nemmeno uno stabilimento è stato recuperato con le nuove norme Api-Bas. Alcune delle aziende finanziate con i fondi del post terremoto, come la Ferrero, la Barilla e altre mantengono alti livelli di occupazione di produzione.  La situazione economica attuale determina, soprattutto nelle aree interne dell’arco appenninico, che corrispondono in parte alle aree terremotate, una gravissima crisi demografica che, se non affrontata, diventerà la causa prima dell’impossibilità di risolvere la questione della creazione del reddito, dell’occupazione e del mantenimento dei servizi.La gravissima crisi del sistema socio sanitario lucano incide pesantemente sui cittadini. Mentre nelle altre aree italiane, in particolare del centro-nord, la caduta demografica, la mobilita’ sono compensate dai flussi migratori in entrata, anche con il contributo di una quota di giovani provenienti dal Mezzogiorno, nelle zone interne i flussi migratori dall’estero sono di passaggio e sostanzialmente legati per un terzo ai lavori di cura degli assistenti domestici. In Basilicata, su 44.000 lavoratori migranti occupati nel 2022 nei diversi comparti, la quota delle assistenti domiciliari corrisponde quasi al 40% del totale di forza lavoro. Tale situazione reclama con forza un piano di ripopolamento, anche per riutilizzare le case sfitte dei centri storici dei piccoli comuni, in particolare quelli ricostruiti bene con i fondi della legge 219. Soffre anche il comparto del turismo che dal 2018 ha perso oltre 700.000 presenze all’anno.  In Basilicata ci sono lavoratori espulsi del sistema produttivo, attualmente in cassa integrazione oppure percettori del reddito di inserimento. Circa 5000 lavoratori  che utilizzano i fondi regionali e quelli del petrolio per le attività di forestazione e manutenzione ambientale mentre il Progetto Europeo G.O.L ,con una dotazione finanziaria di 50 milioni di euro nel  triennio che dovrebbe sostenere il recupero lavorativo di 30.000 persone è al palo. Solo in questi segmenti abbiamo quindi oltre 8000 lavoratori che, a fronte di una proposta di riuso dei siti manifatturieri inutilizzati, una diversa ed efficace manutenzione e la salvaguardia ambientale, le attività di ricerca e di sviluppo, la qualificazione del sistema formativo e scolastico, insieme ai disoccupati, ai neolaureati e ai diplomati, ai migranti, potrebbero essere i protagonisti di una piattaforma programmatica per un modello di sviluppo diverso. Il quadro di riferimento finanziario e’ di circa 15 miliardi all’anno del bilancio pubblico allargato oltre al Pnrr. .Le risorse ci sono e sono tante.Il punto è la buona spesa.  L’architrave di un simile progetto, che ha bisogno del piano di ripopolamento, si fonda sui cicli agro-alimentari e turistici, su quello manifatturiero, dell’energia e della tutela del territorio. L’industria pulita dei polimeri solidi e liquidi, che sostiene sia l’industria estera che quella italiana nella componentistica auto, nel ciclo della plastica, nella sanità e nella farmaceutica, e’ una prospettiva importante. Strategica può essere la ricerca e l’utilizzo dell’idrogeno. Un vero e proprio distretto per la lavorazione polimeri e delle nuove energie. L’utilizzo dei polimeri nelle nostre aree potrebbe cambiare il paesaggio produttivo e occupazionale trattandosi di attivita’ non inquinanti per rifornire i distretti industriali che utilizzano i prodotti realizzati in Basilicata che diventerebbe un polo molto importante per verticalizzazione della produzione. Di fronte alla ristrutturazione in corso nel settore dell’auto,in un anno sono andati persi nell’area di Melfi oltre 2000 posti di lavoro per gli esodi incentivati ed altro,occorre una politica industriale seria ed efficace.

in copertina, la clamorosa  manifestazione  a Roma della popolazione terremotata

 

 

 

 

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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