PERCORSI D’ARTE SACRA: SAN MARTINO D’AGRI

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IOLANDA CARELLA E SALVATORE SEBASTE

carella sebaste

San Martino

Reperti archeologici (soprattutto vasi in terracotta) ritrovati in località Trifulco, Monte e Tempa Fornace e conservati nel Museo Nazionale di Policoro, attestano che la zona di San Martino d’Agri fu abitata in epoche lontane.

Secondo alcune fonti ha avuto origine dopo la distruzione di Grumentum fra il IX-X secolo; secondo altre nel X secolo quando, risalendo il corso dell’Agri, giunsero gruppi di monaci basiliani che si riunirono in comunità, diffusero la dottrina di San Basilio e insegnarono a coltivare la terra. Ancora oggi si ritrovano tracce greco-bizantine nei termini dialettali di San Martino.

In una carta del 1306, il sito è citato come Casale San Martini de pauperibus ed è detto che apparteneva alla Casa dei Templari. Fu proprietà della contea dei Chiaromonte, dei Templari e dei Cavalieri di Malta. Nel XV secolo il paese fu ripopolato da una colonia d’albanesi. Nel 1462 divenne feudo dei principi Sanseverino di Bisignano che, nel 1565, lo vendettero ai Sifola di Trani, poiché rappresentava per loro una scarsa fonte di reddito. San Martino appartenne alla famiglia Sifola fino alla soppressione della feudalità, nel 1806. Il terremoto del 1857 provocò disastri, morti e maggiore miseria. Alla fine dell’Ottocento, per la povertà della zona, accadde un forte movimento migratorio verso il sud America e gli Stati Uniti.

Il maggiore monumento cittadino è la Chiesa di San Francesco, (fig. 1) edificata nel 1512 e ristrutturata nel 1714. Appartenuta al convento dei Frati Minori Riformati, si presenta, all’interno, a navata unica con ricche decorazioni a stucchi.

Del polittico, quindici dipinti su tavola nel 1538 dal maestro di San Martino d’Agri e smembrato nel 1714, sono rimasti nove pannelli inseriti nel controsoffitto. I dipinti raffigurano: la Resurrezione, la Madonna in Trono con tre puttini, musicanti e santi, secondo l’iconografia francescana.

A destra dell’ingresso si notano: una grande pala dipinta su tavola del XVI secolo raffigurante (fig. 2) la Madonna del Rosario e scene della vita di Gesù, la tela dipinta ad olio (fig. 3) di Cristo Risorto tra la Vergine, un Santo Vescovo, San Francesco d’Assisi e San Carlo Boromeo del XVII secolo. In quest’opera lo sconosciuto artista ha tenuto presente la pittura caravaggesca, che antepone il valore delle cose e dei fatti all’universale dello spazio e della storia.

san martino d’agri 3 CRISTO RISORTO

Sempre a destra sono collocate le secentesche e settecentesche statue lignee (fig. 4) dell’Immacolata, di Sant’Antonio, di Santa Teresa d’Avila e di San Francesco, di scuola napoletana.

san martino d’agri 4 IMMACOLATA

A destra dell’altare si nota la statua lignea della Madonna della Rupe, realizzata nel XVII secolo su copia dell’antica Madonna lignea, d’origine bizantina.

Sul lato sinistro ci sono la tela dipinta ad olio rappresentante Madonna col Bambino e l’Eterno del XVII secolo e (fig. 5) il Crocifisso, di pregevole fattura del XVII secolo. La figura del Cristo è scarnificata, ridotta a pure linee di forza che sono accentuate e contrapposte in un equilibrio dinamico. Ancora a sinistra si trova il secentesco affresco (fig. 6) della Crocifissione con la città di Gerusalemme di Giovanni De Gregorio, detto il Pietrafesa, e le tele della Madonna con Bambino e di Sant’Antonio.

san martino d’agri 5 CROCIFISSO

Fanno parte dell’arredo artistico della chiesa le tele ad olio: Madonna con Bambino (due dipinti) del sec. XVIII, la Madonna del Soccorso della prima metà del Seicento, l’Immacolata del 1743 di Pietro Digiampietro di Brienza, l’organo del XVIII secolo e un raffinato coro di legno intagliato, realizzato nel 1727 da Nicolò La Sala, di Potenza.

san martino d’agri 6 CROCIFISSIONE

san martino d’agri 7 CHIOSTRO

In sacrestia c’è la tela dipinta ad olio raffigurante l’Addolorata, di scuola napoletana del XVIII secolo.

Nel chiostro sono da ammirare gli affreschi settecenteschi (fig. 7) con ricche decorazioni floreali e (fig. 8) immagini di Madonne e di santi, secondo l’agiografia francescana.

Nella parte più alta e più antica del paese si nota (fig. 9) il Palazzo Baronale Sifola, modificato in gran parte nelle varie ristrutturazioni eda

san martino d’agri 8 MADONNA

attualmente abitato da dieci  famiglie.

Il centro storico, in un intreccio di stradine, piazzette, vicoli, sottoportici,  scalinate ripide strette e tortuose, presenta

) semplici case in pietra con alcuni palazzi arricchiti da loggette e (fig. 12) portali decorati come quello del Palazzo Sivolella.

9 PALAZZO BARONALE SIFOLA

La Chiesa Madre di San Lorenzo Martire, (fig. 13) dedicata alla Vergine della Rupe, fu ricostruita nel 1893 su una cappellina edificata sopra una rupe. 

san martino d’agri 10 PALAZZO SIFOLELLA

Essa custodisce tele dipinte ad olio e sculture lignee del Seicento, Settecento, 

Bibliografia

  • Giacomo Racioppi, Storia della Lucania e della Basilicata, Roma, Ermanno Loescher & C., 1889. Ristampa anastatica, Matera, Grafica BMG.
  • Anna Grelle Iusco, Arte in Basilicata, Roma, De Luca Editore, 1981.
  • Comunità Montana Alto Agri, Guide Galery, Villa d’Agri, GGalery, 1993.
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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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