A BERNALDA LA POLITICA SI ALLONTANA DALL’ELETTORE

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Pinuccio Rinaldi

Guardando quello che accade nel mondo non ci può sfuggire come alcune decisioni politiche abbiano fatto saltare schemi e paradigmi e introdotto nuove priorità. La “politica dei dazi” introdotta dal Presidente degli USA, TRUMP, è una parabola il cui esito è tutto da scoprire nel tempo, ma di certo oggi essa rappresenta il luogo nel quale le decisioni assumono il valore della supremazia su ogni altro aspetto, sia economico che finanziario e militare. Dunque la politica è tornata ad essere al primo posto nell’attività di una democrazia, la finanza, l’economia, la tecnica e gli apparati burocratici e militari, come già detto sono tutti dipendenti dalla volontà politica. Quest’inversione di ruoli ha collocato l’uomo al centro dei processi decisionali e ha anche subordinato l’economia finanziaria a quella reale. Il ritorno prepotente della politica nella società democratica, con un grande peso e con un valore decisorio assoluto è il nuovo paradigma sul quale poggerà e si svilupperà la relazione tra gli Stati. Tutto sarà diverso, dalla geopolitica alla stessa geografia (intesa come espressione di luoghi) e nulla sarà più uguale a come ora siamo abituati a vedere. Ora passare da considerazioni cosi globali a considerazioni locali, è certamente stridente ed è imparagonabile con qualsiasi aspetto, eccetto con quello della volontà di rendere grande la società a cui si appartiene. Per Trump vale il principio “America first” per il futuro nostro sindaco dovrebbe valere “Prima Bernalda” e poi tutto il resto. Questo principio ispiratore, che nelle imminenti elezioni dovrebbe essere (fare tutto, fare bene e farlo nel tempo giusto) però, non sembra essere considerato da quelli che aspirano a governare la nostra collettività. Le ragioni che fanno pensare a questa scarsa considerazione sono tante e nessuna si esse può ritenersi di scarso valore. Basta guardare a quanto sta avvenendo per la composizione delle liste
elettorali e la scelta del candidato sindaco. A pochi giorni dalla scadenza dei termini per la presentazione delle liste elettorali e del candidato sindaco, nessun gruppo ha ancora chiuso la lista elettorale e per alcuni anche la scelta del candidato sindaco. Queste procedure, includendo anche il programma delle cose da fare, hanno un valore grandissimo per il principio ispiratore e residuale per il principio burocratico. Questa oggettiva difficoltà a generare liste e scelta del personaggio sindaco, genera non poche considerazioni e certifica la distanza del cittadino dalla politica. La disaffezione dalla politica che sta emergendo è figlia di tanti fattori, che su questo giornale, in altri articoli non abbiamo mancato di evidenziare, ma ora ci preme sottolineare come a Bernalda la “politica” è percepita dai cittadini elettori, come un luogo nel quale il principio ispiratore non è “prima Bernalda”. Quando saranno ufficializzatele le liste e saranno definitivamente noti i personaggi concorrenti, allora sarà possibile avere la documentata spiegazione della disaffezione dei cittadini elettori alla politica. Insomma contrariamente a quanto avviene a livello globale, nel quale la politica e il suo livello decisorio hanno il valore della supremazia, (quindi valore ambito) qui a Bernalda invece pochi sono disponibili ad avvicinarsi ad essa. Ne riparliamo dopo il 26 di Aprile.

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Sull' Autore

Sono nato a Bernalda il 04-02-1947 e qui vivo. Ho studiato presso l’università di Salerno e nel periodo lavorativo sono stato un quadro di Telecom Italia- Sono felicemente sposato con due figli e sono nonno di due ragazzini. Sono stato presidente di cooperativa edilizia, consigliere di amministrazione di un giornale locale, gestisco la mia azienda agricola, ed amo la pesca e la musica classica. Mi interessa la politica e ne analizzo i fatti per quello che ne sono capace.

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