ACQUEDOTTO LUCANO, URGE CAMBIARE LA GOVERNANCE

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La ormai prossima convocazione dell’Assemblea dei soci di Acquedotto lucano presente le  caratteristiche di una assemblea straordinaria, data la gravità della situazione idrica e la constatata impotenza dell’Ente a risolverla in fretta. E’ bastata una stagione poco piovosa per mettere a nudo la debolezza di un sistema di gestione, sia nella parte di programmazione degli interventi che in quella di gestione oculata delle risorse. Per di più, ci si è messo di mezzo il blitz espropriativo del Governo sulla risorsa che non solo ha tolto ogni titolarità alla Basilicata in tema di risorsa idrica, ma ha anche impedito che una regione ricca comunque della risorsa avesse una propria voce nel nuovo Ente. Cornuti e mazziati, come si dice a Napoli. Ora è vero che l’acquedotto lucano non ha colpe specifiche riguardo al passaggio di competenze , ma è pur vero che che la sua composizione societaria , pubblica e con la partecipazione di tutti i Comuni oltre che della Regione (che detiene una quota importante), ne fa la sede più appropriata di un dibattito ampio che riguarda lo stato delle cose, gli interventi da fare, il modo complessivo  con cui governare la risorsa, le priorità da assicurare, e via dicendo.  Ed essendo una società a partecipazione degli enti locali, frutto della volontà dei legislatori di assicurare l’ampia presenza della comunità regionale alla vita dell’azienda  ci si incomincia a chiedere se l’assetto dirigenziale della società sia coerente con questa impostazione e specificamente se al posto dell’Amministratore Unico non sia più coerente e anche più funzionale pensare ad un Consiglio di Amministrazione, così come ce l’ha Acquedotto Pugliese che, in quanto a dimensione e ad attività, è un’azienda ormai a dimensione nazionale.  In altri termini  , l’amministratore Unico non sembra poter rispondere alla eventuale maggioranza dei soci pubblici ma unicamente al socio di maggioranza relativa che è la Regione, allontanandosi così, come figura e funzione, da quel rapporto con la Comunità regionale che si è inteso costituire in sede legislativa.  Quanto all’efficienza e alla funzionalità, ormai i fatti hanno sfatato questo falso mito di uno solo al comando. Che poi uno solo non è perché stranamente sotto l’attuale amministratore non ci sono due alti dirigenti di settore, uno amministrativo e uno tecnico, ma c’è un direttore generale che alla fine diventa, se opera in piena libertà, un vero e proprio doppione dell’amministratore unico . E dunque, c’è da riflettere su questo tema, e forse c’è da presentare una proposta per alimentare il dibattito. Da sfatare anche l’aumento dei costi per una governance così modificata: con gli emolumenti di un amministratore unico si possono benissimo compensare sia il presidente sia un numero ridotto di membri del cda.  Sarebbe un modo per far capire che rispetto alla gestione e al controllo della risorsa idrica, non stiamo con le mani in mano, ma incominciamo a dare segnali importanti. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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