Obrigado Felipe: l’addio di Massa al mondo della F1

0
Marco Di Geronimo

Marco Di Geronimo

È stato un gran finale, degno d’un film. L’uscita di scena di Felipe Massa si terrà solo ad Abu Dhabi, ma sembra già avvenuta. Il pilota brasiliano quest’anno si ritira dalla F1 e ha corso la gara di casa nel clima più magico di tutto l’anno.

È andato a muro e si è disperato, e all’entrata in pit-lane i team lo hanno accolto presentandosi tutti fuori a rendergli omaggio. Obrigado Felipe, «grazie Felipe», uno slogan e un hashtag che in questi giorni fa il giro dei social. Perché il piccolo carioca ha conquistato il cuore di molti tifosi.

Felipe Massa ha debuttato in F1 in Sauber ed è stato poi assunto dalla Ferrari alla fine del 2005. Rubens Barrichello aveva deciso di lasciare il Cavallino e a Maranello decisero di sostituirlo col più giovane connazionale. Di cui si mormora che fu proprio Rubens ad averlo suggerito a Montezemolo, in tempi non sospetti, come collaudatore del team.

Massa colse quell’anno la sua prima vittoria, e vinse a Interlagos. Una pista con cui ha un rapporto speciale. I brasiliani sono molto latini e hanno un rapporto sanguigno con i propri piloti: specie da Senna in poi. E se su Barrichello l’affetto era stato vanificato dalle continue randellate di Schumacher, per Massa sembrava un’altra storia. Sembrava.

Massa perde il titolo 2008Compagno di squadra di Kimi Raikkonen, ha avuto la sua grande occasione nel 2008. Un’annata in cui il finlandese avrebbe potuto bissare – a vedere dalle prime gare – ma che poi prese la direzione di Felipe. Il giovane era riuscito a muovere lo sviluppo della F2008 nelle linee che preferiva e riuscì a giocarsi ottime carte per vincere il titolo.

Senonché, ultima curva dell’ultimo giro dell’ultima gara (per di più proprio a Interlagos), Lewis Hamilton gli sfilò l’iride da sotto il naso sorpassando Timo Glock. Il pilota della Toyota era su gomme d’asciutto quando era venuto giù il diluvio: ecco perché l’inglese della McLaren era riuscito a rimontarlo e superarlo, strappando per un punto il titolo al vincitore della gara. Massa.

Nel 2009 il pilota brasiliano scontò l’infortunio: dalla Brawn GP di Barrichello si era staccata una molla nelle qualifiche del GP di Ungheria. Dopo una lunga riabilitazione, Felipe tornò in Ferrari l’anno dopo. Con una decisione che all’epoca passò sotto silenzio, Maranello licenziò Raikkonen per l’operazione del secolo: l’acquisto di Fernando Alonso. E la coppia Alonso-Massa sembrava destinata a far scintille.

Ma poi il pilota carioca subì l’onta del «Fernando is faster than you» («Fernando è più veloce di te»: messaggio in codice per “fallo passare”). Il GP di Germania 2010 spense il brasiliano più veloce degli ultimi anni. Già a fine 2010 Massa era sesto, ultimo e ben staccato dai piloti dei top team. Tremende le annate successive: nel 2011 non si beccò neanche un podio, 2012 e 2013 non andarono molto meglio. Al punto che la Ferrari è sembrata molto spesso sul punto di licenziarlo, alimentando enormi voci sul mercato piloti. Il punto di massima frizione è stato quando, in agosto 2012, Maranello lasciò scadere l’opzione per il rinnovo del contratto. Sembrava condannato a rimanere senza sedile: poi arrivò un nuovo contratto, «alleggerito» di qualche milione.

«Non possiamo continuare a correre con una sola macchina» è stato lo slogan dei tifosi per anni. La stampa è stata inclemente nei suoi confronti. Ma è stata scottata da un fatto in particolare: se il brasiliano fosse stato più veloce, probabilmente Alonso avrebbe in tasca uno o due titoli in più. Avrebbe sottratto quei 4-5 punti a Vettel che servivano alla Ferrari per vincere i titoli 2010 e 2012.

Il trasferimento in Williams era partito con le migliori intenzioni. E con un roseo futuro davanti a sé. Ma non è andata così. Felipe Massa ha rischiato fin da subito di perdere le stellette da capitano (Valtterri Bottas, suo compagno di team, è uno dei giovani più veloci della sua generazione). Al punto che alla seconda gara del 2014 un brivido è corso lungo la schiena del carioca: dal muretto gli arrivò il messaggio «Valtterri is faster than you». Una scelta di parola condannata da tutti i giornali.

Adesso si conclude l’avventura di Massa in Formula 1, e bisogna ammettere che il personaggio mancherà all’ambiente. Non è stato il campione che tutti si aspettavano sarebbe diventato, ma ha continuato ad appassionare e suscitare affetto nei tifosi e perfino negli addetti ai lavori. E le belle parole che ha riservato all’ambiente, che pure lo ha tanto maltrattato, fanno riflettere su quanto sia bello per un pilota perfino un quinto posto. Anche se tutti i TG dicono il contrario.

Condividi

Sull' Autore

Direi di scrivere soltanto questo: "Potentino, classe 1997. Mi sono laureato in giurisprudenza a Pisa".

Lascia un Commento