Missione compiuta da parte della Juventus che con il minimo sforzo e il massimo rendimento archivia la pratica Cagliari. Ci pensa uno stratosferico Gonzalo Higuain a decidere la partita con gli isolani. Due reti che permettono all’argentino di agganciare Dzeko al comando della classifica dei cannonieri. Due marcature che evidenziano la straordinaria capacità di questo giocatore. Non solo come infallibile cecchino dell’area di rigore, ma soprattutto come elemento dotato di classe cristallina per il modo elegante con il quale scavalca con un delizioso scavino il portiere del Cagliari e poi per essere diventato un elemento determinante negli schemi bianconeri perché è capace di mettersi al servizio dei compagni ed è diventato un insostituibile uomo squadra. Il suo modo di stare in campo nella Juve è diverso rispetto alle precedenti esperienze nel Napoli. E la semplificazione di questa metamorfosi è dimostrata dal secondo gol segnato a Cagliari. Su un angolo della squadra di Rastelli, Higuain libera l’area bianconera e fa ripartire l’azione della Juve affidando il pallone a Cuadrado. Ma non si ferma perché si fa quasi 70 metri di corsa a rimorchio del colombiano che lo sente alle sue spalle e appena al limite dell’area rossoblù gli affida il pallone che Higuain trasforma nella seconda marcatura della sua splendida serata. Ormai non ci sono più aggettivi per definire uno dei più prolifici attaccanti del mondo. Sulla prestazione della Juventus non c’è molto da dire. Nel senso che anche la partita di ieri sera non è tra quelle da ricordare per il gioco espresso. Quello che contava era raggiungere i tre punti e la Juve ha centrato l’obiettivo spendendo anche non troppe energie. E quando mancano 10 giorni all’appuntamento di Champions con il Porto non è roba di poco conto. Con la sensazione netta che complessivamente la Juve gode ottima salute mentale e fisica, oltre che tecnica in tutti i suoi interpreti. Compresi quelli come Rugani che, entrato a freddo al posto di Chiellini uscito per precauzione, è stato irreprensibile nello scacchiere difensivo risultando uno dei migliori in campo. L’impressione che si ricava dopo le due gare in trasferta a Crotone e a Cagliari è di una squadra che sa sempre quello che deve fare e in che modo lo deve fare. Non era il caso di sprecare energie inutili quando la stagione sta entrando nel vivo e arrivano gli impegni nei quali dare il massimo. Di sicuro anche ieri si è avuta la conferma che il nuovo corso tattico pensato da Allegri, si sta dimostrando il più appropriato per far volare la Juventus. Fin qui l’analisi dei 90 minuti in Sardegna. Ma adesso non si può non fare un cenno alla solita, indegna, squallida campagna mediatica di aggressione sistematica alla Juventus. Che sembra non debba mai avere fine e che si arricchisce sempre di nuove puntate. Tante in questa settimana. Partite dalle polemiche fuori luogo dell’Inter contro l’arbitraggio di Rizzoli nella partita di domenica scorsa con la Juve, per arrivare alla violenza delle frasi pronunciate da Nainggolan con alcuni tifosi giallorossi e da quest’ultimi registrati e poi mandati sui social e per concludersi, almeno per questa settimana, nella Domenica Sportiva della Rai di ieri sera dove era ospite il presidente degli arbitri Nicchi. Insomma non ci siamo fatti mancare davvero niente. Tornando allo storico contenitore sportivo della Rai, la presenza di Nicchi sarebbe stata l’occasione per fare un bilancio serio del comportamento degli arbitri e degli assistenti fino a questo momento, di parlare delle prospettive che si aprono con la prossima introduzione della Var, la moviola in campo. E invece sapete su che cosa si è incentrato l’interrogatorio, perché di questo si trattato, di Nicchi? Per quasi tutto il tempo della presenza di Nicchi nello studio, l’unico argomento trattato, ovviamente strumentalmente e con un fine ben preciso, è stata ancora una volta Juve-Inter con particolare riferimento alla cosiddetta sudditanza degli arbitri nei confronti, tanto per cambiare, della società bianconera. Tanto da scatenare la decisa ed anche irruenta reazione di Mario Sconcerti che storicamente amico della Juve non è e non è stato mai. Sconcerti , opinionista della Rai dove è approdato da Sky ad agosto dello scorso anno, in maniera molto chiara e senza giri di parole ha detto che aver dedicato un tempo spropositato ancora a Juve-Inter e al problema della sudditanza, è stato come parlare del nulla. Specificando che è assurdo sentir parlare di sudditanza quando ci sono di mezzo Juve e Inter. Con una foga fuori dal comune, conoscendo la pacatezza dell’esperto giornalista, ha espresso le sue opinioni che sono sembrate anche un’accusa molto precisa e chiara ai conduttori della trasmissione più vecchia della Rai per il modo e i contenuti con i quali hanno dialogato con Nicchi. Ma i tifosi della Juve non si meravigliano più di tanto di fronte a queste sceneggiate e al fango che si getta puntualmente sulla Juve. E che, statene certi, non si fermeranno a Juve-Inter. Non oso immaginare che cosa potrebbe succedere quando si giocheranno Roma-Juve e Napoli-Juve e in quale stato d’animo si presenteranno gli arbitri e gli assistenti che saranno designati per queste sfide. Ma di certo una considerazione si può ripetere fino alla noia: le polemiche, le accuse, il fango che vengono lanciate sulla Juve hanno un effetto boomerang. Visto che il gruppo bianconero che di stimoli e motivazioni ne ha in quantità industriale, ha la grande capacità di trasformare il veleno degli altri, in grande risorse per se stesso
AGGETTIVI FINITI PER HIGUAIN
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