AL SAN CARLO, NEONATOLOGIA COL FIATO GROSSO

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Sono 18 le Regioni o Province Autonome che hanno avviato il programma di Screening Neonatale Esteso (SNE), mentre in tre Regioni (Abruzzo, Basilicata e Calabria) il sistema SNE e’ ancora in fase di attivazione. Quattordici i laboratori dotati di “spettrometria di massa tandem” e 15 quelli che fanno anche il test di conferma diagnostica. Sono questi alcuni dei risultati del primo Report di monitoraggio sullo stato di attuazione della Legge 167/2016 e del DM 13 ottobre 2016 sullo Screening Neonatale Esteso in Italia. Il reparto di neonatologia al san carlo, pure nato come fiore all’occhiello del nosocomio potentino, vive attualmente forti difficoltà in relazione alla mancanza di medici e di infermieri e, senza un potenziamento degli organici, ha difficoltà a far partire il rapporto col territorio. Eppure i successi  si sono avuti e anche tanti, a cominciare dal clamoroso avvenimento di un parto a 22 settimane, che è andato su tutti i media nazionali. Insomma un reparto stressato.

La Legge  167 ha posto l’obiettivo di effettuare lo screening a tutti i nati per un numero significativo di malattie metaboliche ereditarie e detta tempi di risposta che devono essere rapidi in modo da consentire, grazie a diagnosi tempestive, di attuare precocemente, ove possibile, terapie in grado di influire favorevolmente sulla storia naturale della malattia.
Il Report, tuttavia, evidenzia anche le carenze da sanare: solo otto Regioni (38%) hanno individuato il Centro di Coordinamento Screening. Inoltre, la copertura nazionale della popolazione neonatale non raggiunge ancora il 100%. E’ quindi necessario rafforzare ulteriori sinergie soprattutto in direzione della cooperazione sul territorio in modo che la legge trovi l’applicazione piu’ estesa e piu’ capillare possibile. In questo e’ fondamentale il supporto e la collaborazione di tutti: dalle Istituzioni centrali alle Regioni, ai centri clinici, alle associazioni di pazienti e famiglie fino alle societa’ scientifiche, soprattutto per garantire ai nuovi nati l’equita’ nell’accesso allo screening”.
Lo screening neonatale e’ un programma complesso, integrato e multidisciplinare di prevenzione sanitaria secondaria. Lo scopo e’ quello di identificare, su tutta la popolazione neonatale, i soggetti che presentano alterazioni biochimiche indicative di determinate malattie, procedere all’accertamento diagnostico e, in caso di diagnosi confermata, avviare il paziente al trattamento specifico per la malattia da cui e’ affetto e assicurargli il successivo follow-up. In Italia, lo screening neonatale rivolto a tutti i nati, include la  enilchetonuria, l’ipotiroidismo congenito e la fibrosi cistica. Lo screening neonatale per queste tre patologie e’ diventato obbligatorio per tutti i nati sul territorio nazionale con la legge n. 104 del 5 febbraio 1992 e successivi regolamenti attuativi.

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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