ALBANO, IL DEPURATORE MAI ENTRATO IN FUNZIONE E I REFLUI CHE FINISCONO NEL BASENTO

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Giovanni Benedetto

Nel mese di novembre, la crisi idrica ha monopolizzato la cronaca giornaliera dI Potenza e provincia. Una cronaca che è partita dal prosciugamento della diga Camastra e si è allargata a macchia d’olio a tanti altri problemi:  mancanza di collegamento con altri invasi, stato fatiscente della rete idrica di adduzione e distribuzione, inquinamento del Basento e lo stato precario di molti depuratori.
A tale proposito vengono in mente i fatti che mi raccontava mio padre, classe 1919, quando il mio paese nativo, Albano di Lucania, era privo sia di una rete idrica sia quella fognaria.
I cittadini usavano le fontane pubbliche, dove in alcune c’erano anche i lavatoi e gli abbeveratoi per gli animali.
Per lavare pochi panni e per la pulizia personale, si usavano “conche” metalliche, riempite sempre alle fontane pubbliche.
La plastica “moplen” la inventarono negli anni del boom.
Per i bisogni fisiologici si andava in posti appartati nei punti più periferici dell’abitato.
I cittadini hanno dovuto aspettare la fine degli anni cinquanta, con la costruzione delle rete idrica pubblica, per usare i primi rubinetti e i water casalinghi.
Anche se in molte famiglie si continuava a riempire i recipienti dalle fontane pubbliche.
Oggi mi sembra di rivivere i tempi di mio padre, quando non c’era acqua, con l’unica differenza che le acque reflue le produciamo a casa, ma finiscono negli stessi punti in cui si recavano i cittadini del primo novecento, cioè sversate appena fuori il paese, nel costone che scende al Basento .
Mi sembra che un paese come Albano, situato in cima al monte San Leonardo a 900 slm, sia nelle condizioni altimetriche favorevoli, dato l’accentuato dislivello col letto del fiume basento, per creare un depuratore col relativo condotta fognaria.
Un paese di circa duemila abitanti con punte anche di 2700 abitanti nei mesi estivi, di fatto è privo di un depuratore funzionante.
Un depuratore che risulta in vita solo sulle bollette di Acquedotto Lucano per indicare la quota spettante a ciascun utente.
Infatti il comune di Albano, tranne per brevissimi periodi, non ha mai avuto un depuratore funzionante.
Il primo, degli anni sessanta, situato nella zona Nord, ha funzionato poco e non era sufficiente per il fabbisogno del paese.
Fu costruito un secondo depuratore negli anni ottanta , situato nel lato sud, su un costone, in corrispondenza della direzione del fiume basento. Addirittura fu costruito una tubazione sollevata di due metri per collegare i due depuratori e fare fronte al fabbisogno del paese.Ma con scarsi risultati.
All’epoca i sindaci che si sono succeduti erano i responsabili sanitari e dell’impianto, ma non sono stati mai messi in condizioni di adeguarlo tecnicamente e normativamente.
Hanno solo perso tempo ed energie  a rispondere alle convocazioni della procura di Potenza.
Si sperava che con la presa in carico dell’impianto da parte di Acquedotto Lucano, nel lontano 2002, tutto si sarebbe risolto.
Vane promesse. Rimane la beffa, che i cittadini di Albano, versano ogni quattro mesi la quota per la manutenzione della rete fognaria e del depuratore mai utilizzato.
Speriamo che questa esperienza emergenziale stia spronando tutti a mettersi al passo con la legge e con la funzionalità degli impianti. Ma il sospetto che , acquetata, speriamo, l’opinione pubblica grazie a Giove Pluvio, l’indifferenza e l’incoscienza riavranno il sopravvento sull’interesse a servire il cittadino.

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Sull' Autore

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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