ALBUM DI FAMIGLIA

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PATRIZIA BARRESE

Nell’era digitale in cui viviamo, l’utilizzo sempre più diffuso di telefoni cellulari e dispositivi digitali ha trasformato radicalmente il modo in cui immortaliamo e condividiamo freneticamente i momenti della nostra vita quotidiana, a cui spesso non poniamo il giusto significato, rimanendo immagini perse nell’oceano digitale. Ormai si delega tutto allo smartphone e piuttosto che vivere i momenti, si resta dietro una fotocamera perdendo suoni, colori e sensazioni che un obiettivo non potrà mai restituire. In passato, quando la fotografia tradizionale era basata sulla pellicola e ogni scatto aveva un costo tangibile e limitato, prima di premere “l’otturatore”, bisognava riflettere facendo una selezione accurata di ciò che si desiderava scattare, conferendo maggiore valore a ciascuna foto. 

Nel mondo contemporaneo molte persone e in testa alla classifica gli influencer, alla stregua di Chiara Ferragni e di chi tenta di emularne le gesta, fanno della fotografia un lavoro o un’attività di forte risonanza personale e di lauta retribuzione, condividendo ampiamente le proprie immagini attraverso social media o altri canali online. Tuttavia la costante pubblicazione di momenti apparentemente perfetti e straordinari può contribuire a creare aspettative irrealistiche e generare ansia sociale tra coloro che osservano da lontano fotografie spesso prive di reale importanza, inoltre le foto pubblicate possono essere utilizzate impropriamente da terzi e manipolate in modo non previsto o desiderato.

Ma mentre la tecnologia digitale offre accesso immediato, praticità e spesso immagini prive di valori educativi, è fondamentale il valore intrinseco delle vecchie fotografie che, come tesori visivi, narrano la storia di luoghi ed emozioni congelate in modo unico e affascinante. Raramente gli album di famiglia vengono rispolverati, veri e propri tesori che rappresentano passaggi fondamentali della vita: l’album ha ormai ceduto il posto alle raccolte digitali ma, la carica emozionale delle cartelle contenute nel proprio Smartphone o nel  computer, sicuramente non può competere con le immagini che ricordano abitudini e tradizioni che, maggiormente nel piccolo contesto di paese, fa tornare a galla momenti e rapporti sociali che hanno subito un’evoluzione nel tempo. 

Tra gite fuori porta, matrimoni e processioni, si intrecciano storie, tasselli di vita e l’aspetto dei propri cari ripresi in età giovanile talvolta sorprendenti, suscitando in chi le guarda sensazioni profonde che riportano la mente a ricordi perduti nel passato, facendo riaffiorare momenti felici o malinconici. Le vecchie fotografie sono molto più di semplici istantanee di momenti passati, sono una grande cassaforte di valori inestimabili, capsule temporali che catturano il contesto culturale e sociale di un’epoca, autentiche porte spalancate su un passato ricco di sfumature e dettagli. Ogni scatto, conservato su carta, racconta storie silenziose di persone, luoghi e avvenimenti che hanno plasmato la comunità nel tempo: il dettaglio architettonico di un centro storico, un rituale di vita quotidiana, diventano frammenti di un racconto più ampio in cui scopriamo anche il modo in cui la moda, la tecnologia e le relazioni umane si sono trasformate negli anni.

Avvicinarsi alle foto è come spalancare una finestra su un mondo addormentato ma mai dimenticato perché sebbene possa sembrare lontano, ha contribuito a definire ciò che oggi siamo.  Ogni strada, edificio o volto presente in una fotografia rappresenta un tassello prezioso del mosaico della nostra collettività. Esse documentano l’evoluzione di un paese, la trasformazione di paesaggi urbani, rurali o di quartiere, un mercato affollato o una scena quotidiana che ci connette con le persone attraverso il tempo, con coloro che hanno modellato il tessuto sociale, possono farci sentire parte integrante di quel particolare contesto permettendoci di conoscere il tempo ormai passato. La transizione dalla pellicola al digitale ha portato benefici innegabili, ma ha portato a una democratizzazione, talvolta pericolosa della fotografia, rendendola accessibile a tutti, quantità enormi di immagini che affollano la memoria dei cellulari e la perdita della sensazione tangibile di un’istantanea catturata su carta.

Con il loro carattere unico e la patina del tempo, le antiche fotografie ci ricordano l’importanza di rallentare i ritmi vorticosi del tempo in cui viviamo invitando a riflettere sulla durata e la persistenza della memoria, e a contemplare il passato apprezzando la storia che ci circonda e che ci è stata consegnata. Preservare e apprezzare le vecchie fotografie è fondamentale anche per salvaguardare la nostra eredità culturale e il patrimonio da tramandare alle generazioni future, un tesoro spesso dimenticato e sottovalutato che collega il passato al presente. Scatti storici che ricordano antichi scorci o palazzi gentilizi ormai abbattuti o semmai abbandonati e in grave stato di degrado che dovrebbero essere valorizzati e portati alla luce per essere resi visitabili.

Forse il ricordo della fotografia è più radicata nel Mezzogiorno con immagini che riportano all’istruzione – quando rispetto ed educazione avevano valenza fondante – alla cultura popolare, la religione con le sue chiese e antiche confraternite, le sue feste patronali e le bande musicali, e le testimonianze dei fedeli, la spiritualità della gente più umile che aveva radici profonde legate al territorio.  Ma le immagini delle antiche foto parlavano anche, specie nel mondo contadino, del ricorso alla superstizione ricorrendo alla magia quale pratica utilizzata nella precarietà della vita quotidiana ovvero “l’antica seduta psicologica” contro i malanni e le carestie. 

Nella corsa verso il futuro digitale, è fondamentale non trascurare l’importanza delle radici visive del nostro passato. Le vecchie fotografie, con la loro capacità di trasportarci indietro negli anni, ci invitano a contemplare la ricchezza della nostra storia locale e nazionale, dimostrando che, anche in un mondo digitale, il passato rimane inestimabile e conservare, apprezzare e condividere ciò che non è una mera carta ingiallita, è un atto di preservare la nostra cultura, di consentire alla nostra mente di viaggiare sensorialmente attraverso il tempo e di onorare coloro che ci hanno preceduto. 

 

 

 

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Sull' Autore

Insegnante lucana con la passione per la scrittura. Amo la mia terra sebbene per lavoro io risieda a Milano. Scrivere e condividere la passione per la scrittura e poter divulgare anche da lontano per rendere "maggiormente visibile" il nostro paese è uno dei miei desideri. Il mio paese natio è Rionero in Vulture.

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