na composizione moderata , inserita nei popolari europei , che non ama definirsi di destra ma di centro e che rivendica di essere lontana anni luce da Salvini e da chi teorizza l’uscita dall’Euro. Aprendo la conferenza programmatica ieri a roma, Alfano mette le mani avanti: “Noi siamo contro chi ci vuole portare fuori dall’Europa e dall’euro. Siamo il centro del sistema politico italiano, vogliamo essere un movimento europeista, abbiamo un giudizio chiaro sui populismi e sul fatto che con una certa destra non si può stare”. Dopo le elezioni siciliane in cui il partito ha corso con il centrosinistra, registrando un risultato deludente, il 4,2 per cento, diversi quotidiani hanno parlato di un partito al bivio, E Alfano si incarica di indicare la direzione: correre da soli, rivendicando le proprie idee, perchè noi “non siamo cambiati”:siamo quelli che si battevano contro ogni oppressione fiscale, burocratica, giudiziaria. In questi anni abbiamo eliminato le tasse sulla casa, l’Irap, in materia di giustizia abbiamo fatto la riforma della custodia cautelare in carcere, approvato la riforma delle intercettazioni, introdotto la responsabilità civile dei magistrati, e sul mercato del lavoro abbiamo abolito l’art.18 e intrapreso una direzione più liberale. E’ vero , non stiamo a favore di vento e il Pd è un interlocutore possibile.
Ma se ripristina l’articolo 18 e torna indietro sul Jobs Act non ci si può stare, il tema delle alleanze sta un passo indietro rispetto agli impegni presi. Insomma palla avanti e pedalare verso il tre per cento, con l’impegno di mettere facce nuove e giovani avanti. Il problema è sempre lì: la nomenclatura che non intende farsi da parte, è sempre brava a farsi trovare al bivio giusto e al momento giusto e a far credere di avere una forza che non ha. Se Alternativa popolare si vuole salvare, deve iniziare da un repulisti di carattere eccezionale.