ALZARE LA QUALITA’ DI VITA, CAMBIANDO LE REGOLE DEL GIOCO

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Ogni volta che si parla di sburocratizzazione o di semplificazione ,il pensiero generale va alla categoria degli appalti, delle gare e delle norme sulle costruzioni. E’ un riflesso spontaneo nella classe politica, chissà perchè. E invece il tema della semplificazione è un tema talmente generale da riguardare tutti i settori della vita economica e sociale, nel senso che è un tema strettamente legato alla qualità della vita del cittadino, sia quando paga le tasse, sia quando fruisce di servizi, sia quando frequenta gli uffici pubblici. E’ un fatto che tutta  la legislazione italiana è impostata sul sospetto: niente viene concesso alla responsabilità dell’utente e tutto deve passare per la responsabilità del rappresentante pubblico: l’autorizzazione, il controllo preventivo dei documenti, la adozione di un atto, il controllo. E ogni volta che qualcuno si è cimentato a eliminare qualche passaggio, la montagna ha finito col partorire il topolino. Ecco perchè la paura è che anche questa volta, con la sbandierata battaglia sulla semplificazione che il Governo ha annunciato,il tutto si esaurisca in norme straordinarie e contingenti finalizzate solo a snellire la spesa, che pure è operazione necessaria, ma parziale e insufficiente rispetto alla necessità di semplificare la vita al cittadino. Prendiamo la sanità.  E’ assolutamente anacronistico che gli ammalati cronici debbano ogni volta fare attese presso l’ambulatorio del medico di famiglia. Potrebbero andare direttamente in farmacia a ritirare i farmaci sulla base di una prescrizione permanente o al massimo pluriennale. La stessa cosa per  i pazienti affetti da malattie rare la cui cura diventa praticamente permanente. Quando c’è una invalidità da accertare si muovono tre commissioni diverse, ognuno riempita di professionalità diversa a seconda del tipo di handicap da accertare, ma anche a seconda della finalità che l’utente si prefigge: se è per la pensione, se è per la 104, se è per la patente. Logica vorrebbe che una commissione possa decidere il tutto. se ha diritto alla pensione, se ha diritto alla 104 e quale tipo di patente può ottenere. Non parliamo dei presidii sanitari , per avere i quali ogni volta bisogna ricorrere dallo specialista che ti certifica se una scarpa ortopedica ti occorre. Basterebbe finirla lì, sotto la responsabilità del medico di famiglia e alla luce dell’invalidità accertata. invece bisogna fare la richiesta all’Asl, portare il certificato dello specialista e aspettare che gli uffici decidano, magari con l’aiuto dell’ennesima commissione. E ci sarebbero tanti e tanti esempi, che solo una accurata sforbiciata di norme e disposizioni potrebbe cancellare dalla mattina alla sera. Finanche il parcheggio dei disabili, consentendo a questi ultimi di sostare nelle strisce blu, lì dove il parcheggio contrassegnato dalla carrozzina è occupato o è lontano. Insomma guardare a come migliorare la qualità della vita, dovrebbe essere un compito degli amministratori , di tutti, non solo di quelli che portano una sensibilità speciale verso gli amministrati. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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