L’AMORE DEI POVERI

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friolo dueDOMENICO FRIOLO

Un braciere ardente, riempito di carboni infuocati dava tepore nei  pressi dei letti; dalla parte opposta, il focolare, incavato nel muro: una catena scendeva dall’alto, attaccata  ad un ferro interno al camino e sorreggeva una pesante “cavrara” in rame martellato, tutta annerita all’esterno per il continuo contatto con il fuoco. Agganciati ai chiodi delle pareti, due treppiedi di cui uno piccolo adibito ai tegami. In un vecchio scolapasta in disuso, adagiato sulla brace, un bimbo con in mano una asta, residuo di una paletta di legno per alimenti rimescolava castagne, lì poste ad arrostire; un bimbo, più piccolo, ne rosicchiava una coi denti, stizzito da quella pellicola del frutto, amara e pelosa che ogni tanto, dopo averla smussata, sputacchiava per terra. Il padre, chiedeva alla figlioletta  un po’ di quella carta velina che lei usava per i ricami a mano, insegnamenti della sarta vicina di casa, e, avutala, la tagliava in pezzi uguali e ne arrotolava il trinciato forte, un tabacco più puzzolente che aromatico e profumato. Creava, con maestria, un abbozzo di sigaretta, e, per risparmiare un fiammifero di legno, anche quella era austerità, carpiva con l’attizzatoio un frammento di brace e dava il via al suo minuto di godimento. Che poi la lancetta dei minuti non arrivava a fare il suo giro che già l’uomo tossiva , di una tosse profonda e incontenibile che provocava sussulti in tutto il corpo. Era allora che la moglie, fino ad allora silenziosa e affaccendata , sbottava con un moto di trionfante riscatto: “”Ti avevo detto di non fumare, ma tu….

 Le castagne intanto erano cotte e messe a tavola con una divisione perfettamente democratica, come se le contasse con le mani ad una ad una. Poi veniva automatico il gesto di alzare la fiamma dell’unico lume posto a mò di lampadario sul tavolo, ed era allora che le facce davano il loro aspetto più gioioso  e sereno.  Davvero molto bello quel lume: un cimelio, un regalo avuto alle nozze: tutto in vetro colorato di ambra trasparente, si vedeva il petrolio che faceva la corte ad una striscia di velluto e questa che si faceva di tutti i colori, a mano a mano che ne giravano, dall’esterno, la rondellina regolatrice della fiamma.  Ci voleva perizia nel muoverla perché si rischiava di spegnerla ed allora bisognava iniziare tutto daccapo, magari con i piatti posti sul tavolo e la fame che non voleva aspettare. Questa era la cena  tipo, in quella dimora: castagne raccolte nel bosco, un po’ di pane, una fettina di lardo con in mezzo una striatura di carne rosa, due olive, un bicchiere di vino per gli adulti. Poi, tutti a nanna: i piccoli tutti in un lettone, chi a capo, chi a piedi, senza sapere dove fosse capo e dove fosse piede, poi il sonno prendeva anche i genitori, in altro letto…ma un piccolo, vegliava, pensava, registrava nella mente. Quei ricordi, divennero racconti, poesie , storie di vita del popolo lucano.

L’AMORE DEI POVERI

Là, dove vecchie, povere dimore,
messe su con pietre 
estirpate alla collina
da mani callose,
da braccia nerbute…
Là, dove già splende
bellezza primitiva
posta affascinante,
sotto miriadi di stelle,
con suoi intimi orpelli, 
giunge, 
la carezza tiepida del vento.
Scuote l’audacia,
quel soffio di tepore di sole, 
un fuoco che avvolge,
per farne scaturire cristallina 
la poesia più intima:
Quel fluire di sciolti capelli, 
fiamme dell’ atavico istinto 
dell’amore puro, 
da cogliere
in quello slancio di sensualità, 
che evade dal seno delle donne 
che forte, infiamma anche le pietre,
carpendo i sensi, allontanando disagi,
Diviene naturale, il dibattersi dei corpi 
nelle mura di quelle povere dimore:
è l’orgasmo felice 
unica perla vincente sulla miseria,
ma anche testimonianza 
della bellezza più candida
dell’amore tra i poveri.

by Domenico Friolo.

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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