Una volta si chiamavano distretto produttivi, oggi si chiamano cluster. che passare dall’italiano all’inglese ci porti un po’ di più di quello che sappiamo. I distretti nascevano con una logica similare, mettere insieme, sullo stesso territorio i generatori di imprese innovative, università, formazione, enti di ricerca e imprenditoria. Il cluster invece prescinde dal territorio e mira a fare sinergia operativa, cioè chicchi che formano un grappolo d’uva, intorno ad una idea, un settore, una materia. Ieri è stato presentato il cluster sull’economia, ed è stata sottoposta ai giornalisti l’idea che sta mettendo insieme Università con 5 Dipartimenti, l’Alsia rinnovata e rilanciata da Colangelo, le imprese, l’agrobios che poco tempo fa è entrata nell’orbita di Alsia e si interessa di ricerca in agricoltura. Prendiamo i noccioli di olive, e trattiamole come elemento di produzione dell’energia per l’azienda, prendiamo i rifiuti organici e ampliamo il ciclo del biogas, e via dicendo sulla riutilizzazione intelligente dei prodotti di scarto. Ma sono solo esempi di una filiera; di filiere ce ne possono essere tante: per costruirle i mattoni sono le idee che vengono dal basso, la malta è la ricerca e la cucchiaia per espanderla sono gli imprenditori. Non so se ho reso, ma , a partire dall’agricoltura, si tratta di capire che cosa si può fare di più e meglio., e soprattutto con energia a costo zero. Cioè riutilizzo delle materie, ampliamento del ciclo produttivo intorno ad un prodotto, utilizzazione degli scarti per altri processi. Insomma tante idee che agli altri sono venuti e in altri territori hanno contribuito alla crescita del Pil, passando dall’agricoltura all’agrindustria che ne lavora, trasforma e riutilizza i prodotti. C’è una misura del Psr che consente di mettere insieme energie pubbliche ed energie private per fare sperimentazioni intelligenti e possibilmente trasformarle in start up. Ci sono poi due strumenti operativi dell’associazione: l’aver identificato una sede operativa a Metaponto e aver realizzato un portale web (http://cluster.ideama.it) per ottimizzare le attività di comunicazione. All’interno del sito è stata aperta una sessione che consentirà di interloquire con il cluster, proponendo idee progettuali per avviare scambi tra imprese e il cluster. Datevi da fare. Vediamo se funziona.