di ROCCO PESARINI
Entri nei locali di SognaLibro (in via Angilla Vecchia, nei pressi del sottopassaggio, NdA) e ti rendi da subito conto di essere entrato in un luogo diverso rispetto a ciò che ti aspetteresti di trovare sapendo di entrare in una libreria.
Angela mi accoglie con un radioso sorriso mentre, stupito ed ammirato, mi guardo intorno in un ambiente di un’eleganza e di una sobrietà non comuni e ne rimango colpito.
Angela, complimenti innanzitutto. SognaLIbro non è una libreria tradizionale o sbaglio?
Non sbagli. SognaLibro è una libreria motivazionale.
Libreria motivazionale?
Mi spiego. Qui non conta entrare e comprare sic et simpliciter un libro. Il nostro intento è fare in modo che chi entra da SognaLibro, parta da una frase, da una citazione, da un’emozione, da una curiosità, per poi arrivare a scegliere quel determinato libro piuttosto che un altro. Scegliere un libro che lo accompagni in un percorso di crescita personale.
Come nasce l’idea?
L’idea nasce per promuovere una riflessione sul rapporto tra la cultura, l’educazione e i bisogni culturali di bambini, giovani e adulti e intende diventare nel tempo un vero e proprio centro polivalente al servizio del territorio e delle istituzioni che sapranno riconoscere e valorizzare la sua funzione. E’ fondamentale oggi dare un valore alla cultura dei ragazzi in particolare cogliendo e sviluppando autonomia di pensiero, senso critico e creatività.
Spiegaci meglio…
Mi sono posta il problema del comunicare con l’altro e mi sono inventata una strada diversa per scoprire il reale, noi stessi e ciò che ci circonda: la strada è quella che passa per la fantasia. In una società razionale organizzata come quella in cui viviamo, la fantasia è una “meravigliosa scappatoia” per arrivare direttamente alla mente e al cuore dell’uomo. E’così che ho capito quanto l’uomo abbia bisogno di uno spazio fisico e mentale in cui conoscenza e capacità di mettere e di mettersi in relazione possano aprirsi ad una luce nuova che illumini e faccia “capire il senso”.
E l’idea di adottare il giardino e restituire un’area verde alla città come nasce?
Il principio al quale mi sono ispirata è questo: “Le parole sono semi”. La parola diventa il seme, la luce che si accende da una scintilla. La parola consente all’uomo di coltivare, ritrovare e ampliare la propria socialità e cultura e costruire una comunità libera, creativa, pensante. Da una società fondata su una visione individualista e competitiva, si passa ad una società orientata alla crescita personale che punta sulle esigenze delle nuove generazioni intercettando la sapienza di un tempo.
I ragazzi di Volume Zero sono stati bravissimi e hanno colto esattamente l’essenza del mio progetto sposandola in toto. Ne è nato uno splendido orto botanico tutto da vivere e scoprire.
Insomma la cultura al centro di questo progetto imprenditoriale?
Cultura e educazione sono le chiavi di volta del cambiamento. Basti pensare al significato delle due parole: educare, dal latino educere, “tirare fuori” per indicare un processo che porta alla valorizzazione di ogni essere umano; cultura, dal latino, colere che significa “coltivare” per indicare un insieme di modi di fare, rivolti alla cura di qualcosa o di qualcuno
Davvero molto carino…
Grazie. Mi piace molto il parallelismo che intercorre tra il prendersi cura di un giardino ed il prendersi cura della propria crescita interiore e dei propri sogni.
Complimenti per l’ottimismo…
Lo sono! La mia è una sfida. Potenza può rivelarsi inizialmente un pò refrattaria alle novità, ma è giusto spendersi per essa. E’ fondamentale impegnarsi per renderla sempre più vivibile ed accogliente.
Come nasce il nome SognaLibro?
Merito di mio figlio, Paolo. Anche il logo è merito suo almeno a livello di idea. E l’apertura di questa libreria è un segnale per la sua crescita. Mi piace l’idea che possa crescere non facendosi influenzare dalla negatività, ma con il desiderio di realizzare tutti i suoi sogni.
Ottimismo che deve però tradursi anche in rientro economico…
Io ci credo. La cultura fa la differenza, ti permette di crescere e di essere libero. Ma la cultura può e deve creare economia e reddito.
Come stai facendo conoscere SognaLibro?
Sono fautrice della politica del “fare”. Ci sono diversi partner con i quali ho avviato delle collaborazioni e già nei prossimi giorni conoscerete tutti i percorsi che intendiamo attivare.
Il mio format, vuole innovare, svincolandosi dal modello tradizionale di libreria “librocentrica”. L’obiettivo è quello di creare una libreria familiare e specializzata, che sappia dedicare una maggiore attenzione ai bisogni e ai desideri della comunità. Potenza è la mia città, il posto in cui mi piacerebbe impegnarmi per creare risorse sul territorio perché la qualità possa diventare la strada del nostro futuro, consapevole che ci possa essere spazio per le idee, la cultura, le capacità e il talento.
Essendo in fase di avvio e in considerazione di ciò che hai appena detto, desumo che molte cose siano in fase di progettazione e programmazione…
Davvero tante! Sognalibro è prima di tutto un luogo dove fare e promuovere cultura. L’ho concepito come catalizzatore di creatività, spazio per colmare i bisogni: pensare, collaborare, parlare, inventare, cercare, trovare e produrre informazione dedicando le risorse più alle idee e alle persone che solo ai libri. Insomma, una “libreria non solo libri”, un’idea store, come dicevo, un centro polivalente realizzato con uno stile attraente con all’interno libri, mostre, incontri, opportunità per il tempo libero, spazi e attività per bambini, per genitori e nonni. Un libreria motivazionale in cui trovare libri e testi che raccontano il “ben-essere” e che ispirano alla crescita personale.
Quali sono gli obiettivi?
Il Sognalibro si offre come luogo dove poter avvicinarsi alla cultura attraverso diversi mezzi, come la lettura, il gioco, il cinema, le attività artistiche, con l’obiettivo della crescita e dello sviluppo della propria personalità; luogo dove poter incontrare persone preparate in grado di consigliare l’acquisto dei libri, confrontarsi su varie tematiche educative ma anche luogo dove poter incontrare esperti.
Cosa pensi delle associazioni di questa città?
Se non ci fossero, quasi tutto ciò che si vede realizzare in giro non esisterebbe. E mi auguro sinceramente di diventare un’interlocutrice di quante più realtà associative possibili per organizzare eventi ed iniziative.
SognaLibro e le altre librerie potentine?
In realtà non mi vedo come una loro concorrente per il semplice motivo che facciamo cose diverse.
Per concludere, come ti vedi in questa nuova (e ti auguro lunghissima) avventura?
Mi definisco una formica. Sono volenterosa ed operosa. E sono convinta che tante formiche insieme possono spostare montagne.




1 commento
Gentilissima ho avuto modo di leggere su Controsenso della settimana scorsa l’interessante intervista che mi ha incuriosito e solleicitato a scriverLe perché interessato all’iniziativa,particolarmente utile in questo periodo di forzata ” clausura “.
Per questo mi permetto di segnalare la mia condizione di recluso a casa che mi impedisce il contatto umano con le Persone verso le quali da qualche trempo mi dedico attraverso l’Associazione che presiedo dedicata all’assistenza dei Pazienti Diabetici.
Tale condizione mi ha portato a ricordare i miei trascorsi girni che mi videro giovanissimo ( appena sedicenne ) ad abbandonare gli studi e venire da Lauria a Potenza per iniziare a lavorare , nel lontano 1958, per sostenere la famiglia.
Tale condizione mi ispirò una poesia che mi piace oggi riepilogare in quanto ben si addice ai tempi odierni.
Poesie: Il mio Paese
Ho nostalgia di te , della tua pace, di quella cortesia che qui non trovo;
del bar, gli amici, le risate gaie, le barzellette spinte all’ombra del vial.e.
Pensando al mio paese mi vien freddo;
un brivido percorre tutto il corpo;
normale sensazione di paura;
paura che il mio sogno non si avveri.
Il sogno divenuto una ossessione;
mi turba nelle notti e non ho pace;
di ritornar credo giammai trai miei, al mio paese.