ANNI ’30 – SOLSTIZIO DI UN FASCISMO DI MEZZA ESTATE

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LUCIO TUFANO

 

 «Ravvolta nella bandiera tricolore la signora[1] Delia Suglia recita le poesie del Regime. Il ballo del sabato sera al Circolo Lucano del Littorio, nelle alte sale dello Stabile, è una costante abitudine della borghesia. Il direttore di sala è Guido (Tiranna, con la iazz-band del maestro Gioia e con un sontuoso buffet della ditta Laurita, gestore del Caffè Pergola».

Nel peristilio del teatro si opera la pesca di beneficenza, la riffa, per l’Opera Nazionale Balilla, e l’illusionista Chabernot, tanto insuperabile che il pubblico applaude calorosamente. Un mago misterioso che con eleganza e rapidità eccezionale tiene aggiornati tutti, giovani, vecchi, donne e ragazzi. Non ci si stanca di richiedere ancora di essere imbrogliati (scrive la stampa).

Al cinema Moderno, di piazza Prefettura, si susseguono le repliche di “Donna Divina”, con l’acclamata attrice dell’arte muta. Il film sonoro e parlato, eccezionale è “Terra madre”. Seguono i cartoni animati sonori e altre visioni della “Luce” e della “Cines”. Al teatro, la compagnia di Emma Gramatica, con scelto e numeroso pubblico e la sala elegantissima; la grande Emma è stata applaudita a scena aperta e chiamata più volte alla ribalta.

Nei giorni successivi si è tenuta la conferenza dell’oratore francescano Padre Leopoldo Nardone che ha trattato il tema sull’antico e moderno mondo musicale.

La “Brigata dell’arte” composta da pregevoli filodrammatici del Dopolavoro Provinciale ha dato, a beneficio delle opere assistenziali del P.N.F., Largaspugna di Arnaldo Fraccaroli: “successo completo, entusiastico, dovuto principalmente a Lelio Monta.

 

Interpreti suggestivi: la civettuola signorina Maria Cornero (una Nori insuperabile per dizione e verve, il bravissimo Italo Squitieri e l’ameno Guido Ciranna. La signorina Dora Tanin, Ida Pomponio, Rosa Stolfi ed i giovani Nicola Torio, Francesco Cocca, Giuseppe Bompresa, Ugo Squitieri, Mimi Paiamone, Attilio Viola, Tonino Costabile, si sono esibiti con successo. La paziente concertazione diretta dal dott. Federico Gavioli[2], direttore e realizzatore di tutto. Sala gremitissima di sfolgoranti toelette per le serate a beneficio dell’Ente Opere Assistenzali: “Topaze” di Marcel Pagnol, Lelio Monta, protagonista, Maristella Cornero nella parte di “Suzi”, Italo Squitieri, stilizzatore di pura arte recitativa. DoraTanin e Ida Pomponio, D. Palomone, A. F. Forlenza, G. Bompresa. Brillante e simpatico scrittore, Federico Gavioli, ha fatto di “Muche” una creazione. Suggeritore di ruolo, il dott. Vincenzo Montesano, animatore instancabile e, dietro le quinte, il cav. Domenico Bavusi.

Si proietta “Nerone”, con l’interpretazione di Petrolini. Il concerto vocale e strumentale a beneficio dell’ONB, al piano la signorina Omelia Janora, Maria De Bonis, Emilia Moscardelli, Elvira Solimena, Lichinghi, il maestro Orlando, la signorina Lucia Gioioso dell’ONB, al piano la signorina Omelia Janora, Maria De Bonis, Emilia Moscardelli, Elvira Solimena, Lichinghi, il maestro Orlando, la signorina Lucia Gioioso che ha cantato, con voce di soprano, brani di opera.

Nicola Maldacea al teatro Stabile, 29 ottobre 1932, i coniugi cav. dott. Gioacchino Viggiano e signora Giulia, sono stati allietati, a Napoli, dalla nascita di Beatrice. La compagnia Fleurvllle (Fascino Azzurro, la Duchessa del tabarin), Les soubrettes. Le Fleurville girl’s, Brodway Baby ‘s Ballet.

[1]Notizie tratte dalla Stampa del 1932, Potenza.

[2]Federico Gavioli, illustre chirurgo del periodo, radiato dal Regime fascista ed iscritto al Partito Socialista, rappresentò, nell’immediato dopoguerra per Vincenzo Torrio e la sinistra di Potenza, una necessaria e importante personalità della borghesia da inserire nel quadro dirigente della politica in Basilicata. Dalla dotta e fine dialettica, all’illimitata cultura, Federico Gavioli apriva il varco sociale del PSI frontista alla media borghesia ed ai professionisti di Potenza. Ecco perché tutti gli uomini più noti della sinistra propendevano al suo impegno politico e militante, utilizzandolo come oratore nei vari comizi della provincia di Potenza. Le lettere di saluto e di richiesta di impegno politico, e oratorio, sono di volta in volta redatte e firmate da Vincenzo Torrio, e dai vari dirigenti del PSI, come Pasquale Franco e Vittorio Mecca, da Pietro Valenza, da Gino Grezzi, e da altri esponenti della sinistra socialcomunista, che oltre ad articoli per le riviste come “Lucania”, rivista di cultura edita nel 1955.

in copertina ; 1924 – Bar del Teatro Stabile: Ruggiero Raffaele, Franco Cantore, Vittorio Cerverizzo, Nicoletti Michele, D’Elia Amedeo

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Sull' Autore

LUCIO TUFANO: BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE “Per il centenario di Potenza capoluogo (1806-2006)” – Edizioni Spartaco 2008. S. Maria C. V. (Ce). Lucio Tufano, “Dal regale teatro di campagna”. Edit. Baratto Libri. Roma 1987. Lucio Tufano, “Le dissolute ragnatele del sapore”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “Carnevale, Carnevalone e Carnevalicchio”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “I segnalatori. I poteri della paura”. AA. VV., Calice Editore; “La forza della tradizione”, art. da “La Nuova Basilicata” del 27.5.199; “A spasso per il tempo”, art. da “La Nuova Basilicata” del 29.5.1999; “Speciale sfilata dei Turchi (a cura di), art. da “Città domani” del 27.5.1990; “Potenza come un bazar” art. da “La Nuova Basilicata” del 26.5.2000; “Ai turchi serve marketing” art. da “La Nuova Basilicata” del 1.6.2000; “Gli spots ricchi e quelli poveri della civiltà artigiana”, art. da “Controsenso” del 10 giugno 2008; “I brevettari”, art. da Il Quotidiano di Basilicata; “Sarachedda e l’epopea degli stracci”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 20.2.1996; “La ribalta dei vicoli e dei sottani”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Lucio Tufano, "Il Kanapone" – Calice editore, Rionero in Vulture. Lucio Tufano "Lo Sconfittoriale" – Calice editore, Rionero in Vulture.

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