ANNI 60, SI APRE IL POZZO DELLA “CULTURA CONTADINA”

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GLI ANNI ’60 E IL DOPO LEVI

LUCIO TUFANO

Sulla scia degli interessi culturali e di scoperta antropologica e folk che il libro di Levi ha suscitato, ecco fra gli altri la irruzione di Ernesto De Martino nella storia, denunciata e conosciuta, delle classi subalterne in Basilicata, di contadini già impegnati nell’occupazione delle terre ed ora sollecitati dalle motivazioni politiche. Nei loro confronti si rivolgono ancora antropologi e sociologi, quasi allo stesso modo dei militanti politici, dei nuovi poeti e degli intellettuali.

In effetti, se un tipo di intellettuale nuovo si è formato, questo è sicuramente iscritto nelle sezioni del PSI e del PCI, uscito dai Licei o dalle Università e dalla cultura classica di Croce e Gentile, si è accorto che esiste una nuova realtà. Il quadro di riferimento teorico è nel marxismo, con le sue articolazioni progressiste, di analisi e di ricerca politico-culturale, e nella mentalità antagonistica. Il mondo contadino non viene più visto come mondo tradizionale, ma diventa oggetto di studio, come “cultura subalterna” ed il suo essere “classe oppressa”. Insomma fare la storia ora significa intervenire a vantaggio delle comunità arretrate, promuovendo il loro sollevamento morale e materiale.

La “civiltà contadina” diventa, per una buona parte degli anni ’60, non solo tema degli intellettuali in una società in “trasformazione” ed in una prospettiva di rivendicazione e di intervento sociale “di cui sia la ricerca condotta dagli antropologi, sia le tematiche introdotte dal Levismo costituiscono, in un certo senso, il riferimento di base”.

Già alla fine degli anni ’50 ed agli inizi degli ’60 ,le tematiche sul mondo contadino si focalizzano sulla “transizione e sviluppo della campagna”. Inizia il discorso del Nord, dei triangoli e quadrilateri industriali dove sorgono centri ed istituti di ricerca e di sociologia industriale. La “cultura urbana” diviene il nuovo oggetto degli interessi di studio focalizzati su temi come l’emigrazione, l’integrazione urbana, lo sviluppo (è il caso di Rossi Doria con le “aree di sviluppo” e il “demanio silvo pastorale”), l’industrializzazione. Nel corso degli anni ’60 si verifica il passaggio dalle forme espressive proprie del mondo contadino a quelle del movimento operaio, dalle campagne alla città, dalla cultura contadina alla cultura urbana.

Per dirla con Bosio «L’egemonia della città sulla campagna, come forma adatta di dominio e di espansione del capitalismo contemporaneo, pone gli intellettuali ed i politici difronte ad una scelta, o i temi della “civiltà contadina” del Levismo ed i temi delle ricerche antropologiche si riducono a disciplina tradizionale, o si trasformano in mezzo per la conoscenza delle società lucane (Bosio “L’intellettuale rovesciato”, edit. Bella Ciao, 1975).

In quegli anni a Potenza, opera un gruppo di giovani intellettuali, i quali, a differenza di quanto ripropongono i temi del Levismo, ormai divenuti la costante e pedissequa forma di argomento degli inviati delle grandi testate giornalistiche del Nord e di buona parte dei programmi trasmessi dalla Rai-Basilicata, elaborano invece temi nuovi ed attuano iniziative culturali diverse, più urbane e che ineriscono alla storia del ‘900 potentino e lucano».

Insomma si sta avviando gradualmente alla nota produzione dei poeti anni ’30 e ’40, che riportavano l’interesse culturale sui luoghi di Carlo Levi, sul contadinismo, sui Sassi di Matera, con l’assidua raccolta di testimonianze ed interviste.

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Sull' Autore

LUCIO TUFANO: BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE “Per il centenario di Potenza capoluogo (1806-2006)” – Edizioni Spartaco 2008. S. Maria C. V. (Ce). Lucio Tufano, “Dal regale teatro di campagna”. Edit. Baratto Libri. Roma 1987. Lucio Tufano, “Le dissolute ragnatele del sapore”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “Carnevale, Carnevalone e Carnevalicchio”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “I segnalatori. I poteri della paura”. AA. VV., Calice Editore; “La forza della tradizione”, art. da “La Nuova Basilicata” del 27.5.199; “A spasso per il tempo”, art. da “La Nuova Basilicata” del 29.5.1999; “Speciale sfilata dei Turchi (a cura di), art. da “Città domani” del 27.5.1990; “Potenza come un bazar” art. da “La Nuova Basilicata” del 26.5.2000; “Ai turchi serve marketing” art. da “La Nuova Basilicata” del 1.6.2000; “Gli spots ricchi e quelli poveri della civiltà artigiana”, art. da “Controsenso” del 10 giugno 2008; “I brevettari”, art. da Il Quotidiano di Basilicata; “Sarachedda e l’epopea degli stracci”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 20.2.1996; “La ribalta dei vicoli e dei sottani”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Lucio Tufano, "Il Kanapone" – Calice editore, Rionero in Vulture. Lucio Tufano "Lo Sconfittoriale" – Calice editore, Rionero in Vulture.

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