ARPAB E LA DRAMMATICA IMPOTENZA

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PIO ABIUSI

Pio Abiusi

La scelta di prendere professionalità non direttamente legata alla mission di Arpab non è nuova: già nel 2010 venne bandito  un concorso  per professionalità non utili agli scopi Arpab:  un architetto con funzioni dirigenziali,  due esperti nella comunicazione nel grado iniziale della carriera direttiva,  4  esperti in materia giuridica   e poi ancora due di cui un  dirigente per compiti squisitamente  amministrativi  e per completare il quadro un ragioniere. Era il tempo della moria dei pesci nel Pertusillo e si pensò che l’architetto potesse tornare utile per progettare le bare per i piccoli pesciolini morti nel’invaso e che sarebbero state  disegnate su misura.Lo scenario ad oggi non è cambiato e drammaricamente c’è in evidenza la mancanza di professionalità in grado di intervenire con successo in questa emergenza che si profila di un possibile inquinamento delle falde acquifere.

Oggi nella Basilicata petrolifera il petrolio  c’è ma quello uscito dal Cova non si sa dove è andato a finire,potrebbe finire nel fiume Agri e poi nell’invaso del Pertusillo. Quisquilie! avrebbe detto Totò. Abbiamo già avuto modo di dire che i monitoraggi nell’area si sono sviluppati verso altre matrici ambientali e non già su suolo, sottosuolo , acque sotterranee o di falda.  Il risultato è che un pozzetto della rete fognaria ha fatto la “spia” circa la perdita  di petrolio greggio ma poi dove si è indirizzata quella perdita non si conosce perchè Arpab  non conosce le reti piezometriche esistenti infatti a specifica richiesta la risposta non è arrivata.Conoscerà le falde acquifere o arriverà in soccorso il dirigente regionale addetto alla prevenzione che ne esclude semmai l’esistenza?  La  nuova rete piezometrica predisposta dall’ENI,parliamo delle serie S-EST  e S   non figura sul sito della Agenzia dove, comunque, nulla è stato reso pubblico su quanto Arpab sta fecendo. La bacchetta da rabdomante non è collegata ad un computer. Arpab non conosce neppure la rete piezometrica predisposta a suo tempo da Agrobios e che per l’area industriale di Viggiano constava di 50 piezometri su un totale di 475, quelle reti sono state eseguite e collaudate e sono in capo alla Regione Basilicata ma di queste bisogna verificare la loro idoneità ed efficienza…..anche questo è un capitolo a se stante a  partire dallo assorbimento dei dipendenti Agrobios in Arpab, della integrazione mancata ed è   l’ ennesimo pasticcio regionale. Non è finita ancora perchè con il POV-Programma Operativo Valdagri del 2011- Eni realizzò 4 Piezometri serie PZ ai confini del centro, poi con una convenzione tra Arpab ed Unibas- pagata non si sa da chi-, questa ultima ha realizzato altri 20 piezometri della stessa serie sconosciuti all’Arpab ma a noi conosciuti perchè pubblicati in rete ma non è dato sapere l’utilità pratica di quello studio per Arpab. In buona sostanza confusione ce n’è tanta,  di reti piezometriche sul sito Arpab non se vedono anzi non c’è una parola sull’inquinamento in atto e chi dirige l’orchestra è ENI ed il ruolo dell’ARPAB quale è?

 

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Pio Abiusi

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