
ENZA BERARDONE
“La Basilicata è agonizzante, imprigionata in un umiliante immobilismo sia culturale che politico, destinata ad esistere e non a vivere”
Qual è il senso dell’arte, in cosa consiste il valore della bellezza? Entrambe suscitano emozioni, mettono a nudo l’ anima , ridisegnano le nostre vite. Non basta organizzare mostre, riempire spazi, allineare quadri di valore, l’ importante è farli diventare qualcosa di familiare , un’esigenza importante, essenziale, come il mangiare e il bere, tasselli preziosi di vita vissuta, immaginata, sofferta, capaci di completarci come essere umani. L’arte azzera le disuguaglianze , scavalca i confini del tempo, il quale non è altro che una limitazione ideologica, abbatte i muri dei pregiudizi, delle differenze sociali . La Letteratura, la poesia, l’ arte educano alle emozioni, ci allenano a riconoscerle e ad accoglierle, a porci in una condizione di ascolto, di apertura ,senza filtri, verso realtà distanti , e qualche volta , anche antitetiche alla nostra. La bellezza è un diritto di tutti, è un’ arma efficace contro la rassegnazione, l’omertà, la paura, è una fedele alleata della democrazia e della tolleranza. I Greci con l’ espressione “Kalòs kai agathos “ sancirono l’ inseparabilità tra estetica ed etica : “buono è anche bello”, il bello porta al buono. La bellezza è catarsi , è capacità di riordinare il caos, ma diventa tale ,quando viene vissuta e condivisa. Vorrei che tutti i musei e le biblioteche del mondo diventassero un accogliente spazio di dialogo e rinascita emotiva, la memoria fisica delle città e di chi ha contribuito alla loro nascita, luoghi speciali , che curano relazioni e cuori rotti , cimiteri ufficiali dell’ ignoranza, della superstizione, calda dimora, rifugio sicuro di una cultura libera, vera che sappia coniugare pathos e logos, percepire l’uomo come fine e non come mezzo, come risorsa e non come minaccia, cassa di risonanza delle nostre idee, perché un territorio senza cultura, intellettuali ,idee è un territorio povero, spento, ferito, senza identità, senza futuro. La Basilicata è agonizzante, imprigionata in un umiliante immobilismo sia culturale che politico, destinata ad esistere e non a vivere. Necessita ,come non mai, di una politica dialogante, che dia voce a chi non ce l’ha, che si faccia carico dei problemi dei cittadini, desiderosa di progettare e valorizzare tutti i giacimenti culturali con diversa valenza (storica, antropologica, religiosa)di cui è ricca la nostra terra, ma soprattutto di intellettuali veri, liberi, coraggiosi ,uniti nel rompere atavici silenzi e resistenze di ogni sorta, pronti a dismettere i panni dei narcisisti, interessati solamente alla propria affermazione personale. La Basilicata ha conosciuto ,purtroppo, l’ aspetto più turpe del progresso, il suo fiabesco, arcaico, magico mondo, sfiorato appena dalla modernità , pe molti è soltanto da redimere, correggere, penalizzando ,snaturando ,così, scioccamente la sua autenticità e indicibile bellezza .La civiltà contadina lucana, paradossalmente rappresenta un’ alternativa a quella industriale, la quale non ha fatto altro che provocare notevoli disastri alla regione, dovuti agli insediamenti petroliferi e anche alle scelte scellerate di politici inetti .Gramsci parlava di intellettuali organici , i quali tentarono , romanticamente di affiancare i proletari , nel loro tentativo di riscatto , tanto agognato quanto temuto, a noi ,invece, basterebbe che praticassero la strada della denuncia seria , della libera informazione, del coraggio , coraggio di cantare fuori dal coro. Ma quel che più conta , come scrisse Tabucchi è di non essere noi stessi , o meglio è esserlo essendo altri, vivere in modo plurale, come è plurale l’ Universo.