“Chi si trova a gestire il delicato mondo dei trasporti, nella sua più ampia e palese complessità, non può abbandonarsi ad una semplice “caccia alle streghe”. Il compito dell’istituzione è quello di sollecitare le coscienze collettive a compiere quello scatto di reni di cui il mondo dei trasporti più di ogni altro necessita. A quello scatto ci siamo affidati ad ogni tavolo ed in ogni confronto, sia con i sindacati, sia con le aziende. È inutile negare che tutto questo ha portato a periodi di buio, sfociati anche in alcuni momenti di protesta collettiva, poiché il cambiamento, quello vero, non è mai indolore. L’assessore al ramo è incaricato di traghettare il sistema in questa delicatissima fase di transizione, costituita da una serie di spinosi aspetti: un nuovo piano per l’organizzazione dei servizi, le gare, il vuoto lasciato sulle risorse, i servizi da garantire a fronte di una scadenza contrattuale già più volte prorogata dalla precedente amministrazione. L’assessore dunque, seppure donna, libera e consapevole è l’ultima a dover intervenire sulla questione Ferrara: il rischio è quello di trasformare gli sforzi immani fatti per la comunità lucana in un attrito o in una disfida personale. Le aziende che compongono il Cotrab sono tutte lucane, ad eccezione della Sita; a loro non sfuggono di certo gli sforzi e le sollecitazioni dell’assessore Merra: sollecitazioni che non possono toccare, per il ruolo ricoperto, la dimensione etica e morale, ma devono riguardare la sola dimensione della lealtà nei confronti di autisti ed operatori, la conoscenza di un settore e di come questo si è (… o non si è …) fino a questo momento sostenuto. Sono loro, le aziende, che decidono in piena coscienza. L’assessore non si lancerà in valutazioni di natura etica e morale, scostandosi dal suo ruolo in questo momento così delicato e per un servizio così fondamentale. Avallare posizioni, sebbene assolutamente vicine alla sua più profonda sensibilità, ma che nulla hanno a che fare con il ruolo della istituzione che rappresenta, non giova alla risoluzione di un annoso problema come quello del trasporto. Lascio la questione etica e morale alla competenza di chi, nell’esercizio delle proprie funzioni è deputato a valutarla. Conservo per me un altro nodo, non meno insidioso da sciogliere: dare finalmente a questa regione un servizio di trasporto consono al territorio e a chi lo vive”.
Lo dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità, Donatella Merra, in riferimento alla richiesta, che arriva da più parti, di esprimere una posizione rispetto alla riconferma al vertice del consorzio Cotrab, dell’attuale presidente Giulio Ferrara.
L’assessore ai trasporti Merra risponde alle sollecitazioni di chi voleva che facesse sentire la propria voce sulla vicenda Ferrara-Cotrab ma la sua risposta non convince perchè non coglie il problema e lo sposta, non so se volutamente. Lei dice di badare alla sostanza del problema che è la nuova gara per l’autotrasporto e la gestione del periodo transitorio che la costringe comunque a trovare l’intesa con il Consorzio attuale. Se di questo si tratta ha dato un segnale di debolezza , sostenendo,con una espressione forte e inappropriata, che non ha tempo di dare la “caccia alle streghe”. Caccia alle streghe? Sono le battaglie che altri hanno fatto da vent’anni a questa parte e che le hanno permesso di sedersi dove siede, in nome di quella parità di genere che altri hanno rivendicato per anni e ottenuto per lei. pensa forse che qualcuno si sia svegliato la mattina e abbia fatto il mondo un pò più eguale, se non fossimo partiti dalle battaglie di Ester Scardaccione e via via della Marroccoli, della Pipponzi, della Coviello, della Fanelli ,della Blasi e via dicendo. Lei aveva il dovere di esprimere il suo pensiero di donna libera, giovane e che, non casualmente, oltre ad essere assessore è l’unica presenza femminile in giunta. E se quel mondo dei trasporti è turbato da episodi di violenza sessuale, di maschilismo e di machismo lei non può far finta di non vederlo ma anzi deve agire per richiedere cambiamenti e comportamenti. Chi parla è consapevole del buon lavoro che sta facendo nel settore e dell’impegno che sta mettendo per trovare soluzioni a un problema complesso e con molte incrostazioni clientelari. Ma quale cambiamento reale possiamo aspettarci se lei parte con la debolezza di chi fa finta di non vedere l’arroganza e la violenza di una scelta da padroncini? rocco rosa