
FRANCESCO PIETRANTUONO*
Il governo ha preteso da Stellantis di massimizzare la produzione di auto in Italia ad almeno 1 milione di vetture. Ma chi comprerà le auto elettriche prodotte a Melfi? Una premessa è d’obbligo. Il settore auto ha rappresentato e rappresenta (meno e speriamo che non lo sia ancora per poco) il manifatturiero vero, ricco di simbologia e di lavoro, su cui si è fatto un pezzo rilevante dell’Italia e della Basilicata! L’evoluzione del settore auto ha anche rappresentato, spesso anticipando i cambiamenti sociali diffusi, l’evoluzione del Paese: dalle spinte alla società del benessere di massa, ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, alla globalizzazione del mercato, alla spinta all’innovazione e specializzazione, ecc… La sensazione che si ha oggi, invece, è che il destino del settore auto si è totalmente scisso da quello dell’Italia. Un settore che sta affrontando il cambiamento più radicale della sua storia con un governo di Destra che va nella direzione opposta, giocando sempre sul ripetitivo registro che ha fatto la sua fortuna politica: la paura del cambiamento riversata nel solito immaginario di un tempo passato. Soluzioni per il futuro: zero! Meno di zero è la battaglia tutta isolata e unica tra i Paesi in corsa, di considerare fattibile una mobilità diffusa con l’utilizzo di biocarburanti. Più che neutralità tecnologica, sembra il richiamo al passato “tranquillo del rombo dei motori a scoppio”: l’evocazione di un immaginario di un passato spensierato di una popolazione sempre più anziana! Perché la voglia di scommettere sui biocarburanti non ha invece nulla di concreto: impossibile competere con l’elettrico per efficienza, per quantità di materia prima necessaria, per impatto emissivo, per impatto sulla salute delle persone, ecc… Il dramma è vedere le percentuali, le quote di mercato che l’auto elettrica sta conquistando in giro, nei vari Paesi. E se in Europa ormai l’elettrico viaggia già al 15% di quota di mercato, in Italia siamo al 4%! Eppure abbiamo miliardi del PNRR non spesi, per incentivi robusti e mirati, per colonnine elettriche, per il fotovoltaico su ogni tetto, per batterie, ecc.. Tutto normale? Le auto elettriche che il gruppo Stellantis sfornerà dall’impianto di Melfi chi le dovrà comprare? Come si fa a chiedere un incremento di volumi produttivi senza scommettere e incentivare innanzitutto la domanda interna? E’ evidente che gli incentivi non possono essere selettivi sul Paese di produzione, ma è anche vero che se questa Destra fossile si mettesse a lavorare seriamente, investendo su ricerca ed energia rinnovabile, potrebbe rilanciare l’ orgoglio vero degli italiani e della loro passione verso i motori in questa nuova grande sfida senza combustione ma a forte propulsione, senza rumori ma con un sound personalizzabile, senza emissioni ma con un nuovo equilibrio, ma che siamo sicuri avrebbe trovato ancora una volta gli italiani ad eccellere! Costretti invece a guardare, spaventati ormai dal futuro, alla decadenza di un Paese che non ha più voglia di sfide! E la Basilicata? Nemmeno alcune cose elementari come un’azione massima per diffondere sistemi di ricarica privati. Basterebbe cambiare il noto bando “non metanizzati” in una misura aperta a tutti quelli (anche metanizzati) che veramente vogliono transitare ad un nuovo modello energetico. Ed inserire altri tipi di investimenti incentivabili come i sistemi di ricarica a casa dei veicoli elettrici.
* EUROPA VERDE