Ha fatto benissimo il presidente del Consiglio regionale ,Marcello Pittella, a bruciare i tempi per la discussione sull’autonomia diffferenziata, anche se poi è stato costretto a spezzare il dibattito in due parti, ufficialmenet per consentire al consigliere Chiorazzo, anmcoa in convalescenza di partecipare ma anche , del tutto evidentemente, per consentire a Bardi di raccogliere una posizione unitaria capace di preservare la compattezza della maggioranza su una questione spinosissima. E bisogna dire che da anni non si assisteva ad un dibattito così intenso e così qualificato, segno ad un tempo della qualità del Consiglio che è cresciuta in virtù dei nuovi arrivi e di alcuni rientri, e della particolare delicatezza di un tema che tocca o dovrebbe toccare la responsabilità di ciascun consigliere in funzione del ruolo di rappresentanza del popolo lucano che lo ha eletto. E questo richiamo a discutere senza alzare bandierine di partito è venuto da più parti, ma non sembra che abbia suscitato il coraggio necessario per saltare gli ostacoli dei vincoli partitici, un po’ perché c’è gente nella maggioranza che è veramente convinta di come questa legge Calderoli sia una opportunità da cogliere per dare alle regioni la responsabilità di tracciare il proprio futuro , un pò’ perché ci sono ragioni da entrambe le parti che però non si riesce a trasferire in una posizione unitaria. Al di là della cronaca dei lavori lavori (di cui pubblichiamo la pregevole sintesi predisposta dall’Ufficio stampa del Consiglio regionale ma che andrebbero pubblicati in versione integrale per consentire all’opinione pubblica di immergersi finalmente in questa materia, anche in vista del probabile referendum abrogativo), , è interessante cercare di riportare una visione dall’alto , cercando di spiegare che cosa emerge da questa disccussione, quali sono le posizioni e che cosa si può intravedere come sbocco di questa che per i lucani è la vertenza delle vertenze. Dall’opposizione viene oviamente l’invito ad annullare subito e totalmente gli effetti di questa legge, considerata da tuti nefasta per il Mezzogiorno e per la Basilicata. Lacorazza è stato il più esplicito nell’invitare Bardi e la sua maggioranza a seguire l’esempio di altre Regioni e ad appellarsi alla Consulta per un giudizio di costituzionalità. E’ un modo- ha detto- per uscire dalle posizioni di parte attenendosi ad un giudizio che più alto e sereno non potrebbe esserci e che ,in quanto tale, consentirebbe di uscire in maniera unitaria dal dibattito.. Giudizio negativo di questa legge da Marrese, Araneo, Verri , Cifarelli, Bochicchio e Vizziello,per i quali non ci sono garanzia circa la giusta applicazione della legge e la sola conseguenza sarà un allargamento della forbice tra regioni ricche e regioni povere.. Dall’altro versante ( Fanelli, Napoli, Leone, Tataranno, Casino, dopo aver tutti o quasi tutti fatto la premessa che ci troviamo in questa situazione per colpa della riforma del 2001 fatto dal Pd di Dalema, si è ricorsi alla convinzione che i timori espressi dalla sinistra sono infondati, che la legge in sé da opportunità di attivare veramente il protagonismo delle Regioni e che quindi è una sfida da accettare. Grande enfasi e ancora più grande ottimismo hanno connotato l’intervento di Galella , secondo cui oggi abbiamo la possbilità di fare quello che in trent’anni la sinistra non ha fatto e cioè valorizzare le tante cose che abbiamo, dai beni naturali al sistema dei parchi che altrove creano sviluppo e da noi spopolamento. Mancava solo che dicesse Grazie Calderoli per chiudere coerentemente il suo intervento. In mezzo ci sono due posizioni di mediazione, espresse da Polese e da Morea. Per il primo,bisogna seguire con attenzione l’applicazione operativa, fare squadra con le altre regioni e valutare ogni singolo aspetto dell’accordo. Ci sono perplessità sui meccanismi attuativi, , è il giudizio del primo.Per il secondo bisogna contrastare ogni accelerazione del processo attuativo se prima non si hanno serie e solide garanzia sui Lep. Posizioni insomma che sancirscono la tripartizione dello schieramento consiliare, tra sinistra pronta alla reazione, destra ,abbasstanza schierata in difesa e centro ,con una posizione perplessa che pretende ulteriori verifiche, Vedremo quale sintesi saprà fare Bardi e quali decisioni verranno prese. Rocco Rosa.
AUTONOMIA DIFFERENZIATA, GRANDE DIBATTITO IN CONSIGLIO REGIONALE
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