BANDITORE, SEGNALATORE, SISMOLOGO

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LUCIO TUFANO

LUCIO TUFANO

Nelle logore copertine dei codici, in calce ai contratti dei notari, nelle sacrestie di campagna umide e muffose, nei registri parrocchiali dello stato civile antico, dove le nascite e le morti segnano il confine dei tempi, si segnala il determinato passaggio di personaggi chiave interpreti-registi dell’ignoto.
Una sonda lanciata nella cultura popolare ci rinvia al significato delle comete, dei globi di fuoco, delle meteore che facevano sollevare il capo agli antenati e mormorare giaculatorie propiziatrici.
Fenomeni inspiegabili come il colera, le eclissi, la grandine, creavano una disperata subordinazione al trascendente contro il quale nulla si può fare, ma che s’imponevano nella coscienza per un immediato, spontaneo, impulsivo rapporto con la terra.
E i millenni sono raccolti nelle tavole dei rabdomanti, nelle memorie di presenze medianiche sensibili a qualsiasi prodigio, collegate ai cicli e ai fenomeni terrestri, al terremoto che nel profondo delle notti faceva crollare i tetti e suonare le campane, cadere i muri delle case, screpolare le chiese, al padre terremoto che dalle viscere scuote il regno delle montagne. Gli annunciatori delle calamità lette nelle sfere lesionate e nei quarzi delle rocce lunari, si tramandarono di padri in figli il vecchio libro dei prodigi, le civette imbalsamate e le lettere gialle col re solitario, ricette di salvezza, breviari di formule.1943ILBANDITOREDELUCAPAOLO
Ma la natura implacabile segue il suo corso senza curarsi dei moscerini agglomerati nei tuguri e nei palazzi.
Lo straripamento dei fiumi sconvolge le case e i raccolti, la peste compie stragi indiscriminate, il terremoto squassa la terra; l’anima dei padri imprigionata negli avvertimenti e nelle implorazioni lasciati nei chiostri, sulle pareti delle chiese, negli archivi dei dotti, trasmette ai posteri e ai secoli l’incerta grafia e il presentimento degli avvenimenti.
Domenico Chiummiento, banditore degli anni trenta, indovinatore, fotografo, inventore e consigliere del popolo, visse e scrisse da sismologo a Potenza.
Redasse una mappa di scuotibilità del vicolo, stabilendo un vademecum di postuma salvezza per le popolazioni terremotate.
Un opuscolo scritto alla buona, nella sua lingua e con la sua sintassi, una legislazione degli astri e delle congiunzioni, legata ai numeri della cabala e del lotto, non disgiunta dalla geografia delle mani, dalla chiromanzia delle carte e dalle evocazioni spiritiche.
Trema la terra! Urlano i giocatori della morra per un padrone e sotto. Nel vecchio gioco dei politici il pugno si scaglia con tre dita spiegate. Il tre si bestemmia nella terra per antiche maledizioni o ancestrali paure, si riscatta nella vittoria gutturale con l’ingordo bicchiere scolato, sopravvive nei solchi delle facce, ai cataclismi, alle fughe, alla fatica dello stento, al lungo tremore dell’inconscio.
Un incubo che nasce e vive con noi, le scarpe accanto al letto, i vestiti a portata di mano, per le notti di sonno degli insicuri padri per ogni fuoco che si accende, per ogni tuono che si sente.
Da noi ci sono le case nane, le minime e le massime.z09f61
C’è chi parla di altre notti in cui caddero le case della città percorsa dai cavalli lanzichenecchi, dagli unni e i boati rovinarono le chiese, i monumenti, antichi palazzi e le travi dei contadini, i muri delle città medioevali.
Prima dei sismografi: il cavaliere. Le pupille trasparenti, vetri di fondo grigio pieni di segni zodiacali, calendari del barbanera; fotografo delle pieghe e dei contrasti in bianco e nero, di pose per tessere e matrimoni.
“Io Domenico Chiummento conosco i tempi delle nubi e predico l’amore del vicolo e il destino dei soldati sul fronte, la virulenza delle epidemie, la durata delle siccite, delle carestie.
Brutte e belle dame, astri meteore, milionari e poveri in canna, ambiziosi e sfruttatori, scienziati, filosofi, avvocati, imbroglioni e bari della politica, idioti e tutti gli altri preparatevi. Imprevedibile cavaliere io sono, scienziato della cabala, oracolo del lotto, indovino dei pulvini e delle grandinate, scaramantico terremotato, sismografo vivente, pitagorico delle tavole per temi, quaterne e quintine, giocatore dell’orsa maggiore, delle comete per le ruote dei pianeti, nuovo ingegnere delle barriere antisisma, storico delle morti e dei feriti, compilatore di statistiche, Domenico Chiummiento, io sono autore, in nome e per la salvezza del popolo, di un meraviglioso libro inventato ogni qual volta che la terra tremota … “.76716
“Il terremoto sarebbe non altro che un fenomeno originale del mondo creato da una forma che non può attraversare i secoli. Se tali spiegazioni non saranno seguite, si formeranno moltissime persone che andranno in cerca della loro moneta nel momento che la terra tremota e resteranno nelle macerie insanguinate. Tutti quelli che vengono dichiarati morti col terremoto sono tutti quelli che vengono colpiti dalle abitazioni crollate e non dal movimento della terra. Quindi poiché si ottiene la fortuna di trovarsi fuori delle abitazioni possiamo dire che il terremoto potrebbe essere uno “scherzo ballabile”. Da ciò la commovente storia del suddetto terremoto con tanti altri relativi successi sui morti e feriti, che stavano nelle tristi macerie cercando l’aiuto”.
Dalle crepe, nei segmenti della terra rivoltata, nei trapezi di zolle, dal magma che sgorga rosso sangue, dalle più profonde braci accese dell’inferno non catalogato nella stratigrafia dei geologi, eco, eclissi di sole, grigio elemento della notte, schiuma e diluvio per i propizi sortilegi, humus del vicolo, visiera grintosa per i creduli del tempo, il “cavaliere” dei sentieri e degli incroci e dei destini del palmo delle mani stende il mantello su un giro dei disastri, sul terremoto A, B, C, P, prima di mezzogiorno, a mezzogiorno, a mezzanotte, penetra l’avvenire nelle aperture della terra per estrarne morti e feriti e tentare la fortuna del popolo scritta sui biglietti giocati per tutte le ruote con tre numeri distaccati dalla pagina otto, riuniti al solo numero dei morti.
“Settanta, sette, quarantatre, quarantuno, tredicidi, diciotto, novanta ossia quarantasette, settantatre, ottantanove, quaranta, quarantasei, ciquantaventi, settantasei, a cinque numeri fanno coppia nei trapassi. All’età, ai giorni al cinque del mese confrontare il sesto giorno per la soddisfazione di vincita durante il corso della vita. Banditore bandito alle regole della città, angelo sacerdote per ottenere la fortuna mandata dalle anime sperdute”.
Proprietà letteraria copringhe per sè e per i figli, copia originale stampata in Italia per uso di dare salvezza al popolo il 13 ottobre 1953″.
Dal trenta all’ottanta il terremoto fa novanta, la faglia tra le ciglia del popolar Chiummiento. Ecco un’altra delle virtù del cavaliere indovino,
banditore, di assicurarsi l’orologio col bottone, mediante il sistema, primitivo ed antifurto, dello spago che parte dal panciotto che attraverso i tiranti si attacca al manicotto e quindi al polso dello stesso camiciotto.
C’era stato il banditore precedente che chiamavano Ferrone, figura imponente con baffoni militari ed il cappotto – berretto con stemma del Comune. Abitava nella torre della piazza nel ventotto, con la trombetta; “chi vòle la carna vaccina, punta di piett na lira i custat a ventdòi sold”. Era l’araldo, con un berretto a visiera, di panno o di feltro, il berretto usato da Solone, come racconta Plutarco, una sorta di pilidion, tra la vera e propria cuffia ed il cencio.
Come decifrare la poetica scrittura che dalla prima pagina alla futura, si riversa discontinua e prematura lungo i dirupi della scucitura, delle tasche e delle case la scarupatura?
Versi riflessivi e irregolari, corti lunghi e da canzonatura, poesia visiva di tipografia, ondulatoria, oscillografica, come il pennino a cavallotto di un fortunato pregiotto si impunta sulla carta per un’urna o un diaframma, la scala di Mercalli e dei percalli, la pomata dei calli. L’autore coabita col sisma, convive, lo registra nei brividi che l’orecchio coglie dalla punta alla conta, alla pianta dei piedi.
Anche come paura, trema la sua scrittura, toccato nelle corde del gran simpatico, sospesa tra l’anelito spiritico del dotto paralitico all’intuizione per / astra. Malachìa della scossa, i numeri nella fossa. E il libro riporta, da sismografo-calligrafo, le vibrazioni dell’uomo tra domanda e risposta, naturale e soprannaturale, fisica e metafisica dei segni ammonitori, il sentore dei gatti, il calore che si sprigiona dai tetti, dai getti, la fuga dei ratti.
È questa una sorta di scrittura che contiene una sua decifrabile grammatura, il peso filigranato, l’ortografia della paura, la consonante che oscilla e la vocale che si tronca, la grammaticatura, il codice delle linee e dei tratti, dei punti, degli strappi. Si tratta di un modo di alfabetizzare, un cifrario telegrafico, il codice Morse del tremore, il battito del cuore, intermittenti sentimenti di salvezza o di stupore.

 

copertina da altervista.org

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Sull' Autore

Lucio Tufano

LUCIO TUFANO: BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE “Per il centenario di Potenza capoluogo (1806-2006)” – Edizioni Spartaco 2008. S. Maria C. V. (Ce). Lucio Tufano, “Dal regale teatro di campagna”. Edit. Baratto Libri. Roma 1987. Lucio Tufano, “Le dissolute ragnatele del sapore”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “Carnevale, Carnevalone e Carnevalicchio”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “I segnalatori. I poteri della paura”. AA. VV., Calice Editore; “La forza della tradizione”, art. da “La Nuova Basilicata” del 27.5.199; “A spasso per il tempo”, art. da “La Nuova Basilicata” del 29.5.1999; “Speciale sfilata dei Turchi (a cura di), art. da “Città domani” del 27.5.1990; “Potenza come un bazar” art. da “La Nuova Basilicata” del 26.5.2000; “Ai turchi serve marketing” art. da “La Nuova Basilicata” del 1.6.2000; “Gli spots ricchi e quelli poveri della civiltà artigiana”, art. da “Controsenso” del 10 giugno 2008; “I brevettari”, art. da Il Quotidiano di Basilicata; “Sarachedda e l’epopea degli stracci”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 20.2.1996; “La ribalta dei vicoli e dei sottani”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Lucio Tufano, "Il Kanapone" – Calice editore, Rionero in Vulture. Lucio Tufano "Lo Sconfittoriale" – Calice editore, Rionero in Vulture.

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