La campagna elettorale amministrativa ha consentito al presidente Bardi di posticipare di un altro mese il tema del rimpasto di giunta e del riequilibrio del potere all’interno della coalizione, ma già a partire da lunedì della prossima settimana dovrà cambiare l’ordine del giorno delle priorità e mettere al primo punto la risoluzione dei problemi relativi all’assetto da dare alla compagine in questi otto mesi finali della legislatura regionale. E se non gli è stato mai facile trovare soluzioni idonee , al punto che ad ogni rimpasto ha perso dei pezzi, questa volta c’è il rischio che si imbuchi in un tunnel senza uscita , che potrebbe segnare lo stop alla sua ricandidatura. Anzi , si potrebbe dire che la partita in questi mesi è cambiata e che le forze politiche di maggioranza , nessuna esclusa, più che guardare agli spazi di potere da difendere o da acquisire, stanno ragionando sul come e quando cambiare la guida della coalizione , ritenendo questo cambio essenziale per il futuro della stessa maggioranza. Se in Forza Italia la questione viene sussurrata da una parte importante del partito, alla quale la Casellati ha imposto il silenzio ma non ha bocciato il progetto, in Fratelli d’Italia e nella Lega non si fa mistero di far esplodere la crisi per fare i conti una volta per tutte, col risultato che un blocco della attività di governo in un momento in cui è indispensabile correre per non perdere il treno dei grandi finanziamenti, significherebbe bruciare definitivamente l’immagine del Governatore, fino a renderla non spendibile per la ormai prossima tornata elettorale. Il più convinto della necessità di tirare una linea netta a questa conduzione temporeggiatrice che ignora i problemi politici e dilata i tempi di risposta, è l’ex senatore Pepe, al quale Salvini avrebbe dato mano libera in un recente incontro a Roma. Non è estraneo a questo nuovo atteggiamento il fatto che in una eventuale trattativa per il “dopo” , la Lega potrebbe assicurarsi la guida della regione, atteso che Forza Italia si tiene stretta la Calabria e Fratelli d’Italia sta puntando su Fitto per la successione ad Emiliano. Alzare il tiro delle polemiche e individuare responsabilità al di fuori del partito è essenziale per fermare la caduta libera che la Lega sta registrando in Basilicata oltre che per rilanciare l’immagine di un aspirante candidato alla presidenza della Regione.. Tattica che piacerebbe anche agli esponenti di Fratelli d’Italia, a partire dal senatore Rosa ma che sono costretti a tenere coperta per evitare che si chiami la Meloni ad un’azione pacificatrice e di mediazione : meglio se i colpi arrivano da altri versanti!. Quale che sia il Bruto incaricato di uccidere Cesare , la verità è che nella maggioranza sta serpeggiando la convinzione che con Bardi non si vince e non si può impostare un secondo tempo. Le accuse sono univoche: tattica dilatoria, poca capacità di mediazione politica, delega spropositata ad un cerchio magico sostanzialmente estraneo alla Basilicata, poca o nessuna collegialità nelle decisioni, personalizzazione del potere e così via. Vera o falsa che sia questa la narrazione che viene fatta da molti esponenti dei tre partiti della destra lucana . La domanda è se Bardi sia o meno consapevole della situazione che si è creata e se questo mese in più di riflessione gli abbia suggerito le contromisure necessarie, come potrebbero essere, nell’ordine, una franca chiarificazione su come procedere insieme fino alle elezioni e una franca ammissione della limitatezza numerica e politica di questa maggioranza che non si può ad oggi permettere di cambiare un pezzo senza che crolli il tutto .Esempi più o meno recenti gli dicono che potrebbe contare su persone o gruppi non disposti ad assistere allo sfascio dell’istituzione Regione in un momento così delicato per il futuro della comunità lucana. Potrebbe essere questa la leva con cui operare, almeno per giungere al traguardo in piedi e non azzopparsi all’ultimo miglio. Rocco Rosa
BARDI : DIETRO L’ANGOLO, LA RESA DEI CONTI
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