Il 30 novembre scadono le proroghe dei contratti servizio sia provinciali che comunali. A partire dal 1° dicembre prossimo l’intero sistema del trasporto pubblico su gomma potrebbe andare in tilt con conseguenze devastanti sia per l’utenza che per i lavoratori del settore. Della potenziale bomba sociale che potrebbe scoppiare una prima avvisaglia sono lettere di pre avviso di licenziamento inviate dalla SITA ai proprie dipendenti il recupero degli aumenti salariali rivenienti dall’applicazione del CCNL a causa del mancato trasferimento delle risorse finanziarie dalla Regione al COTRAB. Tagli che hanno inciso per diverse centinaia di euro sulla retribuzione dei lavoratori. I contratti con i quali sono stati affidati i servizi sono scaduti nel 2017. Da allora si è proceduti con proroghe in attesa dell’approvazione del Piano Regionale dei Trasporti e del successivo Piano di Bacino. L’AGCM , interpellata da Regione Basilicata, con nota del 23 febbraio 2018 pubblicata sul Bollettino n. 13 del 9 aprile 2018 si pronunciava nel senso che la proroga << potrebbe essere giustificata, in una prospettiva concorrenziale, solo per il tempo strettamente necessario al completamento senza indugio della procedura di affidamento con gara>>. Si evidenzia che nella stessa nota l’AGCM evidenziava che non può essere l’inerzia dell’Amministrazione statale o locale motivo tale da giustificare la proroga dei contratti di servizio in essere. Stiamo parlando del 2018. In sostanza dopo la proroga dei contratti di servizio in essere Regione Basilicata avrebbe dovuto procedere con l’approvazione dei Piani di Trasporto e di Bacino per poter indire le gare. Da giugno 2018 siamo arrivati a novembre 2019 e dopo che la precedente maggioranza di governo regionale di fatto si era limitata ad approvare il solo Piano Regionale dei Trasporti, l’attuale maggioranza in Consiglio regionale ha continuato a discutere incapace di dar corso a quel cambiamento sbandierato in campagna elettorale. Le ipotesi di Piano di Bacino sulle quali la maggioranza si è confrontata sono state fondamentalmente due. La prima prevedeva un bacino unico suddiviso in sei lotti, il secondo, quello che la maggioranza regionale ha fatto proprio, un bacino unico suddiviso in tre lotti coincidenti con le province di Potenza e Matera e con i servizi a carattere regionale. Le due ipotesi prevedono una diversa governance del TpL. Con l’ipotesi di bacino unico suddiviso in sei UTOR anche una riduzione della spesa pubblica in presenza comunque di un aumento di chilometri autobus prodotti. Le diverse posizioni non riguardano tanto le risorse finanziarie da impegnare quanto la diversa governance che viene fuori dalle due ipotesi di Piano di Bacino. E’ sul modello di governance del sistema di TpL che viene fuori il conflitto all’interno della maggioranza con pericoli seri per il bilancio del Comune di Potenza. La prima ipotesi a livello di Governance prevedeva l’affidamento delle UTOR alle province e per quanto riguarda i servizi ricadenti nei comuni di Potenza e Matera e dei rispettivi hinterland agli stessi comuni. Al comune di Potenza sarebbero stato affidato l’UTOR Potenza – Marmo – Platano comprendente servizi comunali ed extracomunali rientranti nell’unità. Con l’adozione della seconda ipotesi e cioè bacino unico con tre UTOR, due dei quali coincidenti con i territori provinciali e il terzo con i servizi regionali si pone il problema per il sindaco di Potenza Guarente di Potenza che ha fatto una campagna elettorale promettendo la costituzione di una società comunale alla quale affidare il trasporto pubblico. L’idea prospettata da Guarente è quella di trasformare l’ACTA in una holding alla quale affidare in aggiunta alla raccolta dei rifiuti la gestione del trasporto pubblico comunale. Il progetto del Sindaco Guarente si scontra con la mancanza di una legge regionale che gli consentirebbe di fare un’operazione di questo genere. Il prossimo 19 novembre nel consiglio regionale verrà portata in discussione il disegno di legge con il quale il Consiglio Regionale di Basilicata, richiamando l’art. 5 punto 5 del regolamento Comunitario proroga i contratti in essere fissando il limite massimo entro il quale indire le procedure di gara e affidare i servizi ai nuovi gestori. Dalla lettura della proposta di legge discussa nella competente Commissione regionale non si evince nulla del genere. Dal confronto in corso interno alla maggioranza in consiglio Regionale si evince che il disegno di legge regionale possa essere emendato dando la possibilità ai comuni di procedere con l’affidamento in house del servizio di trasporto comunale. Se un tale emendamento al testo della legge regionale dovesse venire approvato l’elezione di Guarente a Sindaco del Comune di Potenza, primo sindaco leghista di un capoluogo di regione del sud, verrà pagato a caro prezzo da quei cittadini che speravano in un cambio di passo della politica comunale e regionale. Dietro l’angolo si nasconde l’ennesimo dissesto finanziario del Comune di Potenza. Ciò che fa specie è che per consentire a Guarente di mantenere l’impegno assunto in campagna elettorale è stata bloccata l’ipotesi di un bacino unico suddiviso in sei UTOR che da tutti i punti di vista si presentava come quello capace di riformare in positivo il sistema di TpL regionale. Da quanto esposto il governo del cambiamento promesso a livello comunale e regionale è da intendersi come una vera e propria involuzione della governance del TpL comunale e più in generale regionale. I potentini hanno una buona memoria e ricordano sicuramente come il dissesto del bilancio comunale,che con fatica la Giunta De Luca ha risanato, sia dipeso per larga parte della gestione a dir poco allegra del servizio urbano del Comune di Potenza. Fa specie che a far da sponda al Sindaco di Potenza sia in consiglio regionale chi da assessore comunale, per risanare il bilancio, ha dovuto tagliare della metà i servizi di trasporto comunale per ridurre la spesa delle casse comunali. In conclusione appare sempre più chiaro che il cambio delle maggioranze non necessariamente porta a un cambio in positivo delle politiche. rocco rosa