Della serie, come fai fai,sbagli. Il grado di disunione di questa maggioranza alla Regione lo si percepisce ad ogni stormire di foglie. Neanche il tempo di fare una cosa e già parte un comunicato stampa da file amiche. Adesso la presa di distanza di un gruppo variegato di consiglieri regionali sul caso Barresi e sulla delibera di Giunta che praticamente cancella la motivazione con cui l’Ufficio Legale aveva difeso la posizione di Barresi, sostenendo in una memoria , con una buona dose di superficialità, che tra i motivi che inducono a ricorrere c’è anche l’apprezzamento della nuova Giunta per il lavoro fatto dal manager del san Carlo, cui , di fatto, è stata data fiducia. Un’argomentazione così insensata e così fuori posto da dubitare che un rappresentante legale della Giunta possa averla scritta in maniera innocente. Qui al Tar non c’è in discussione la capacità o meno di Barresi. C’è in discussione un preciso punto di rilevanza giuridica: e cioè se quella nomina, a legislatura scaduta, poteva configurarsi come atto di ordinaria amministrazione. Il Consiglio di Stato ha detto no ed ha rinviato nel merito la decisione al tar. E lo ha fatto, scrivevamo un mese fa, con l’aggiunta di un ragionamento che di fatto è già di per sé un indirizzo preciso di interpretazione legislativa. Ha detto che la nomina di un Direttore Generale nella sanità è un atto di alta Amministrazione, in quanto si sceglie una persona cui viene affidato il compito di tradurre operativamente le linee di indirizzo di un Governo regionale. Questa definizione esclude quindi che possa trattarsi di un atto di ordinaria amministrazione, cioè un atto che possa farsi anche a Consiglio regionale scaduto e con l’amministrazione provvisoria in corso. Con la pronuncia del Consiglio di stato, il Governo Bardi è stato chiamato in causa per il fatto che,mentre prima poteva non sapere, adesso sa e gli tocca rimediare, attraverso l’istituto dell’autotutela. E Giustamente l’Assessore Leone non ha voluto abbracciare la croce di una responsabilità penale e contabile, chiedendo alla Giunta di rimediare a quella improvvida difesa d’ufficio, ben consapevole che, non facendolo, in caso di pronuncia del Tar sulla illegittimità dell’atto di nomina, non solo sarebbero annullati tutti gli atti prodotti dal Direttore Generale del San Carlo, ma si amplierebbe la catena delle responsabilità legali e contabili riferite all’ intero periodo di gestione. Che poi in questa iniziativa di Leone abbiano pesato anche altre motivazioni di tipo più politico come il fatto di essere stato praticamente messo da parte in questa vicenda coronavirus e la necessità di dimostrare che non intende fare da capro espiatorio di tutta la situazione , sono fatti aggiuntivi, a supporto di una decisione che è sacrosanta. Resta da chiedere come mai un ufficio legale possa agire in maniera così superficiale. Rocco Rosa
BARRESI AL TAR SENZA COPERTURE
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