BENI STORICI DA PRESERVARE: LE PICCOLE STAZIONI DI MARATEA

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Emanuele Labanchi
di Emanuele Labanchi

Sono tre: Con quella di Acquafredda e di Marina c’è, per così dire, quella centrale di Maratea, tutte accomunate dal destino riservato in Italia alle stazioni dei piccoli paesi, da nord a sud, a seguito della progressiva informatizzazione del sistema ferroviario.

MARINA DI MARATEA

Appaiono visibili, lungo i binari, immagini di abbandono in luoghi, una volta di vitale importanza, che ora ben possono essere considerati “storici”, triste testimonianza di un tempo che non c’è più e da non dimenticare mentre, anche nel nostro Mezzogiorno, si va verso “l’Alta Velocità”.
Si tratta, infatti, di luoghi da preservare e spesso, come per Maratea, con caratteristica di fondamentale porta di accesso al suo territorio, insieme al Porto turistico, alla ss.18 (dal 30 novembre dell’anno scorso chiusa al traffico per la nota, grave frana a Castrocucco) e alla Sp3 con arrivo dalla vicina Trecchina. È pur vero che prima era richiesta una presenza capillare del personale anche nelle stazioni più piccole, in particolare per gestire l’arrivo e la partenza dei treni con un capostazione, al quale con eventuale famiglia veniva garantito un alloggio al piano superiore della stazione. Celebre è rimasto il film “Destinazione Piovarolo” con la storia di Antonio La Quaglia, interpretato da Totò, e il suo desiderio di trasferimento in una stazione più grande. Non è, comunque, il caso di lasciare le piccole stazioni ad un progressivo declino in assenza di manutenzione ordinaria e straordinaria e, come in tanti altri casi, almeno parte dei locali delle stazioni di Acquafredda e Marina sono stati concessi in locazione ed ospitano l’Ufficio postale e una falegnameria nella prima e un bar minimarket nella seconda. Non più necessaria la presenza di un capostazione e, a seguito dei trasferimenti del personale, un po’ ovunque il luogo ha cambiato aspetto in negativo e l’appartamento è rimasto disabitato e non più riutilizzato, nonostante Rete Ferroviaria Italiana abbia nel tempo previsto un programma di riqualificazione degli immobili concedendoli anche in comodato d’uso gratuito a Enti pubblici ed Associazioni.
Così già tanti soggetti concessionari, anche a volte con condivisione degli spazi, hanno reso possibile la destinazione dell’immobile a pubblica utilità, per attività di volontariato, biblioteca, sala concerti, centro di accoglienza per i migranti, centro culturale o, addirittura, ostello e così via.
Ci si augura che l’iniziativa abbia ancora diffusione ed attuazione e sarà certamente opportuno pervenire a tanto anche nella nostra Maratea, dove soprattutto la piccola, importante Stazione centrale, con sola biglietteria, sala di attesa e bar, priva ormai della storica e cara figura del Capo, reclama opportuno, ampio intervento di riqualificazione con possibile, adeguato riutilizzo del piano superiore, secondo quanto previsto e consentito da RFI in favore della collettività.

IN COPERTINA. STAZIONE DI ACQUAFREDDA, 1900

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Sull' Autore

Nato il 31 luglio 1951 a Maratea (PZ) dove risiede, dopo aver conseguito il Diploma di Maturità classica, si è laureato in Giurisprudenza nel 1973 presso l’Università “Federico II” di Napoli con voto 110/110. Coniugato con tre figli. È stato Docente di Discipline giuridico-economiche ed ha esercitato la libera professione forense (Albo presso il Tribunale di Lagonegro) con studio legale in Maratea, dove ha ricoperto la carica di Consigliere comunale dal 1975 al 1990. È stato ed è particolarmente attento alle tematiche ambientali e socio-culturali della Basilicata e del Mezzogiorno d’Italia. È da qualche anno un blogger amatoriale: https://isolasantojanni.blogspot.com/

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