Bernardi si dimette da sindaco ma continua a tenere in carica la sua giunta al completo. Il vicesindaco, secondo lo statuto, reggerà la giunta nei 20 giorni che seguono l’atto formale notificato dal primo cittadino al Prefetto. Una mossa tardiva e che non aiuta certo la ricerca di una soluzione condivisa. Non solo ma le dimissioni senza l’azzeramento dell’esecutivo nasconde la riserva mentale di non mettere tutto in discussione ma di trovare ancora una volta un aggiustamento dettato dalla buona volontà degli altri. Volontà che , per quanto riguarda il Pd non c’è , essendosi la principale forza di opposizione espressa in aula e nelle sedi decisionali interne di partito per una dichiarazione formale di crisi e della constatazione ufficiale da parte dell’assemblea comunale che quella maggioranza non esiste più e che è necessario trovare intese nuove che possano dare concretezza a quest’ultima fase di consiliatura. Un passaggio che Bennardi non ha ritenuto di fare, considerando l’atto come una dichiarazione di fallimento del suo mandato. Adesso le segreterie de cinquestelle e dei partiti di centrosinistra lavoreranno di fino per trovare , se c’è, una via d’uscita e provare a vedere se una maggioranza alternativa può nascere , magari con la sostituzione dell’intero esecutivo con nomi altisonanti e di sicuro prestigio per accompagnare dignitosamente questo fine corsa della consiliatura. Una condizione che , per chi mastica di politica è passaggio obbligato, ma che per il Sindaco di Matera rappresentano una richiesta assurda. Non è un caso che nel suo comunicato di preannuncio di dimissioni, Bennardi arriva al massimo a dire che “ con le sue dimissioni si chiude un ciclo politico e con l’auspicio che possa riaprirsi un altro, per una nuovo inizio, con maggiore vigore ma con medesimo entusiasmo e una nuova stagione di ampia e inclusiva programmazione politica. Che è come dire all’opposizione datemi una mano per la programamzione e tiriamo avanti fino alla fine perchè “il Commissariamento di una città comporta un tipo di amministrazione ordinaria senza indirizzo politico e programmazione, con la nefasta conseguenza per Matera di poter compromettere molti cantieri, soprattutto quelli legati al Pnrr. Cioè un ritorno al punto di partenza, a quando il Pd aveva chiesto di prendere atto della inefficienza di quelal conduzione e di mettersi a disposizioen della volontà del Consiglio comunale. Chiedere adesso, ed ancora, al partito democratico, facendo la vittima, davanti agli elettori, di sostenere la sua maggioranza, facendola passare come una costrizione ed un tradimento da parte del PD che nel frattempo ha incassato il suo sostegno alla Provincia, è un ulteriore passo falso che lo porterà direttamente allo scioglimento. Il Partito democratico ha offerto tutte le exit strategy possibili, finanche quelle di sedersi ad un tavolo con tutti i consiglieri comunali di opposizione e di maggioranza per provare a fare sintesi nell’interesse della città di Matera. Una mossa azzeccata che in realtà ha messo di fronte ad una scelta ancor più difficile il sindaco. Lunedì pomeriggio alle 16 è prevista la firma del notaio, la direzione regionale del partito democratico riunitasi ieri ha deliberato il percorso. Percorso che in assenza di fatti nuovi, ha un solo epilogo: il commissariamento.. r.r.