Meraviglia che il Sindaco Bennardi non abbia tratto esperienza dai danni causati dai tanti cambi di casacca motivati da logiche ricattatorie di consiglieri che si mettono insieme per arrivare ad un assessorato e continui invece a modificare l’assetto in funzione di comportamenti disdicevoli che non interessano i cittadini . L’esperienza di Bardi alla Regione è stata in questo senso illuminante per tutti e soprattutto per lo stesso Presidente che in questo nuovo giro non intende più andare appresso alle pressioni singole e ha saputo allargare le responsabilità guardano al nuovo.. Bennardi invece non guarda allo sforzo che bisogna fare per chiudere la legislatura con i fatti , né tiene da conto il nuovo scenario politico in costruzione dove il campo alternativo alla destra va costruito in una responsabilità collettiva e si blocca davanti al timore che ogni singola mano alzata o lasciata sul banco possa decidere la fine della consiliatura. A quasi quattro anni dall’inizio della stessa, subire il ricatto dei voti è sulo segno di debolezza o di puro istinto di sopravvivenza. La politica è guardare avanti e anticipare i nuovi scenari che si sono andati foirmando dopo le regionali e dopo le europee e che vedono un cinquestelle non più arroccato e autorefernaiale ma inserito in una logica di collaborazione con i partiti del centrosinistra. E qui anche il pd dovrebbe dimostrare lungimiranza, comprendendo che l’interesse primario è dare la possibilità ad un Sindaco di portare il proprio valore aggiunto al nuovo quadro politico che si sta delineando e non il senso di una sconfitta. Ci sono delle interlocuzioni tra partiti, ma che riguardano tutto. Provincia, Comune e futuro prossimo. Il Pd ovviamente prova a capitalizzare il massimo del risultato con il minimo sforzo. Chiede al Movimento Cinque Stelle sostegno per un suo candidato in provincia e la non ricandidatura di Bennardi al comune di Matera in cambio di un sostanziale accordo di desistenza di fine mandato. Ovvero un non ingresso in giunta, ma una morbida opposizione. Come al solito, la richiesta è sempre la stessa, botte piena e moglie ubriaca. Del resto così è se vi pare, ma chiedere a Bennardi di fare una scelta, non scelta, per un sostegno che lo liberasse dal ricatto dei santochiricani (Paterino, Di Lecce e Visagi) che in questa circostanza, così come nelle precedenti in cui ci fu un avvicendamento di giunta, chiedono postazioni in cambio del voto consiliare, significa spingere la coalizione Bennardi a continuare sulla strada dell’autosufficienza, nonostante si potesse iniziare un cammino per stare insieme e vincere le prossime sfide elettorali. In questa logica, la proposta dal PD di rivedere in un quadro più generale l’ipotesi dell’elezione del presidente del consiglio, potrebbe rappresentare l’inizio di un camino che vedrebbe, finalmente, il protagonismo dei partiti rispetto ai singoli consiglieri, a cui certamente va il rispetto e la dignità che meritano, ma non il lasciapassare per continuare ad utilizzare il ricatto del pollice sù o pollice giù per continuare a tenere in ostaggio il sindaco e la città. Rocco Rosa