BERNALDA AL VOTO. CENTROSINISTRA…. DESAPARECIDO

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ANNA MARIA SCARNATO

Cari cittadini, quest’anno, sui tabelloni di pubblicità elettorale che saranno lì a indicare le liste dei candidati per le amministrative del 24 e 25 Maggio, non troverete, forse per la prima volta che io ricordi, il simbolo dei partiti di CSX, PD, AVS e 5Stelle. Il PSI nel nostro paese ormai si è disintegrato e confluito dove ha ritenuto opportuno. Icasticamente si potrebbe vedere traccia in Azione con il suo candidato nella lista Prima. Gli affezionati elettori di centro sinistra, in assenza di rappresentanza identitaria, potrebbero votare contro coscienza, pur di esercitare un diritto, potrebbero scegliere indifferentemente tra le due liste. Magari con la tristezza in cuore per un’occasione persa dal suo partito assente di tornare a contare per il proprio paese. E qui il testo della canzone napoletana di Gragnaniello, con la parola indifferentemente, mi rimanda allo stesso sentimento di rassegnazione espresso dall’autore: ”famme chello che vuò indifferentemente tanto ‘o ssaccio che so’ pe’ te nun so’ chiù niente!”Il cittadino che deluso, compie un gesto come un altro, senza un fine. Altri potrebbero cercare nelle due liste il nome di un amico, di un parente, di un compare, di un imprenditore che gli dato lavoro, di un medico che lo ha visitato gratuitamente o con parcella ridotta, di un giovane che vive i valori cristiani nel volontariato, in Chiesa, un commercialista, un avvocato che lo tratta con gentilezza, un ingegnere che si è impegnato molto per i lavori del 110. Troverebbe almeno un motivo per votare in assenza di un principio ideologico. Ma già odo grida di tradimento all’indirizzo dei poveri partiti. Gente che non si dà pace del mancato accordo per formare una coalizione alternativa di csx. Sono i
nostalgici di un tempo passato, di quando si affrontavano notti intere per trovare un’armonia di intenti da inglobare in un programma condiviso, e all’alba si trovava la quadra e si festeggiava con un bicchiere di vino. Non sanno, però, che tanti sono stati gli incontri a Bernalda nelle sezioni dei partiti e nella sedi dei civici per assemblare un programma, e che, giunti al punto di scegliere il candidato Sindaco, dopo le varie proposte in discussione da parte dei vari gruppi, rilevata l’opzione donna come necessaria alla valorizzazione di genere, si escludevano naturalmente altri possibili candidati maschili (Carbone Daniel e Petrocelli Giuseppe) ai quali rispettivamente il gruppo Insieme e PD era stata fatt  pr posta. Le sedute, i dibattiti e le interruzioni di lavoro, si sono conclusi con l’accordo tra i partiti di Centrosinistra e Insieme sul nome della candidata per il PD di Antonella Marinaro, già candidata nelle ultime Regionali. Accordo fatto grazie anche alla rinuncia dei 5 stelle alla candidatura a sindaco di Tiziana Viggiano. A soli 20 giorni dalla data della presentazione delle liste, la Marinaro revocava la sua partecipazione per motivi personali. I 5Stelle, ispirati alla desiderata espressa da un componente del gruppo presente di civico-laici per il genere femminile, reclamavano il diritto alla candidatura della loro coordinatrice Viggiano. In disaccordo il gruppo Insieme che proponevano il brillante giovane Marco Dipierro. Su questo punto si sono infrante le possibilità che si trovasse un accordo per andare uniti nella consultazione. Il PD ora al centro di veti incrociati delle due parti in contrapposizione, dopo tentativi di formare comunque una lista tutta PD capeggiata dal Segretario Alagia, procedeva a raccogliere le candidatura dei consiglieri. Se la proposta poteva sembrare suicida e già sconfitta in partenza comunque assumeva un valore ideologico e politico oggi raro. Ma l’esiguità del numero dei candidati proposti non ha reso possibile che la proposta venisse presa in considerazione. In Assemblea, dietro proposta di alcuni iscritti, e solo per contribuire alla possibilità di vincere le elezioni Comunali con una lista civica che non fosse la fotocopia dell’uscente Amministrazione, invitava due candidati a proporsi, Marinaro e Lovecchio, a supporto della lista BERNALDA del candidato sindaco Gallotta. Ci mancava, dopo tanto lavorio, un nuovo passo indietro della Marinaro che neanche come consigliere accettava la candidatura. Ecco lo sconcerto e la solitudine di un partito che non può prendersi le colpe che non ha. “E damme stu veleno nun aspettà rimane pe’ recità l’ultima scena” (Indifferentemente). Le decisioni in ritardo di qualcuno che forse non sentiva l’importanza di un servizio al partito in questo momento storico, di gratitudine alla coalizione che l’aveva promossa, al suo partito che l’aveva sostenuta alle Regionali, non poteva sottrarsi ad un impegno preso nel tempi tardo che ben conosceva. Se giuste le motivazioni di ordine personale, altrettanto giusto il rispetto del lavoro altrui e in primis della coerenza. Il parlare chiaro è importante, soprattutto per chi fa politica e vuole far parte delle Istituzioni. Nessuna colpa al PD? La crisi del PD di cui si parla in ogni dove è la crisi di tutti i partiti, quando il potere diventa il prioritario traguardo da raggiungere, al di sopra del bene comune. Altrimenti non vedremmo diatribe in ogni contesto urbano per rivendicare posizioni apicali. Ciò che divide e  spesso l’alterigia, la presunzione di essere il miglior prodotto elettorale. Anche il CDX di Bernalda non si è trovato unito sulla candidatura di Matarazzo e si è spaccato in due tifoserie. La prima ha rappresentato una scelta di carattere opportunistico, valutando la possibilità di vittoria della consolidata amministrazione attuale ripropostasi quasi integralmente, l’altra più difficile perché andava ad incontrare il nuovo, una nuova esperienza tra persone diverse, pochi politici e molti esponenti civici, un Sindaco non rodato in pubbliche amministrazioni né con un profilo politico definito e che ha accettato di aprirsi ad un impegno civico senza sicurezze alle spalle di un apparato che con il potere ne ha creato altro. Non ci si soffermi in attacchi di rabbia e di delusione per la mancanza di una lista alternativa in cui i cittadini potessero rivedersi. Esempi di correttezza, saggezza e moderazione hanno contraddistinto tre personaggi indicati come candidati a sindaco dai rispettivi gruppi di appartenenza, Daniel Carbone, Giuseppe Petrocelli e Marco Dipierro, dimostrando come la politica non deve dividere le persone, covando astio e rancore. Convinta che essi stessi andranno a votare anche in assenza del loro simbolo di appartenenza politica o civica, come cittadina invito alle urne, scegliendo persone che ci rappresentano nei valori in cui crediamo, in una società più giusta e non nelle promesse personali che non sono diritti per tutti.

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