Il Comune di Bernalda, insieme alla frazione di Metaponto, si prepara a un’ importante sfida elettorale. Il 25 e 26 maggio i cittadini saranno chiamati a scegliere il nuovo sindaco tra due candidati: Matarazzo, vice sindaca uscente con la lista civica “Prima Bernalda e Metaponto”, e Gallotta, a capo della lista “Bernalda-Metaponto con Gallotta sindaco”.
Una competizione che va oltre i nomi, toccando la storia e l’identità profonda della comunità.
Bernalda è infatti terra dalle solide radici democratiche e di sinistra, una realtà che ha espresso nel tempo un forte senso civico, progressista e popolare. D’altronde l’ex sindaco fu eletto inizialmente come esponente del Centro Democratico (centro sinistra) , per poi scoprirsi leghista per caso.
Un patrimonio politico e culturale che oggi rischia di essere svuotato o, peggio, strumentalizzato.
Tra i candidati della lista Matarazzo figura anche l’ex Sindaco Domenico Raffaele Tataranno, attuale consigliere regionale eletto con la Lega.
Un dato che ha suscitato più di una riflessione: può Bernalda, storicamente distante da certe derive nordiste e populiste, riconoscersi in un progetto che include rappresentanti di un partito che ha costruito la sua fortuna politica anche sulla contrapposizione Nord-Sud?
Pur mascherata da lista civica, la presenza leghista nella competizione è evidente a partire dal PRIMA…. Ed è lecito interrogarsi su quanto questa scelta rappresenti davvero la volontà e il sentire profondo di una comunità che ha sempre fatto dell’antifascismo, del lavoro e della solidarietà i propri cardini ideali.
Sul piano programmatico, i temi sono quelli sentiti da tutti: sviluppo di Metaponto, rilancio del turismo, servizi pubblici, manutenzione urbana e rurale, inclusione sociale, trasparenza e buona amministrazione. Ma oltre ai programmi, è lo spirito con cui si affronta la sfida a fare la differenza.
Bernalda merita una campagna elettorale rispettosa, che valorizzi le idee senza inquinare il dibattito con ambiguità o operazioni di facciata.
Gli elettori non chiedono acrobazie ideologiche, ma coerenza. E soprattutto, rispetto per la loro intelligenza e per la storia del proprio territorio.
La scelta spetta ai cittadini. Ma una cosa è certa: chi si candida ad amministrare Bernalda deve farlo nel solco della sua identità, non contro di essa.
Una competizione che va oltre i nomi, toccando la storia e l’identità profonda della comunità.
Bernalda è infatti terra dalle solide radici democratiche e di sinistra, una realtà che ha espresso nel tempo un forte senso civico, progressista e popolare. D’altronde l’ex sindaco fu eletto inizialmente come esponente del Centro Democratico (centro sinistra) , per poi scoprirsi leghista per caso.
Un patrimonio politico e culturale che oggi rischia di essere svuotato o, peggio, strumentalizzato.
Tra i candidati della lista Matarazzo figura anche l’ex Sindaco Domenico Raffaele Tataranno, attuale consigliere regionale eletto con la Lega.
Un dato che ha suscitato più di una riflessione: può Bernalda, storicamente distante da certe derive nordiste e populiste, riconoscersi in un progetto che include rappresentanti di un partito che ha costruito la sua fortuna politica anche sulla contrapposizione Nord-Sud?
Pur mascherata da lista civica, la presenza leghista nella competizione è evidente a partire dal PRIMA…. Ed è lecito interrogarsi su quanto questa scelta rappresenti davvero la volontà e il sentire profondo di una comunità che ha sempre fatto dell’antifascismo, del lavoro e della solidarietà i propri cardini ideali.
Sul piano programmatico, i temi sono quelli sentiti da tutti: sviluppo di Metaponto, rilancio del turismo, servizi pubblici, manutenzione urbana e rurale, inclusione sociale, trasparenza e buona amministrazione. Ma oltre ai programmi, è lo spirito con cui si affronta la sfida a fare la differenza.
Bernalda merita una campagna elettorale rispettosa, che valorizzi le idee senza inquinare il dibattito con ambiguità o operazioni di facciata.
Gli elettori non chiedono acrobazie ideologiche, ma coerenza. E soprattutto, rispetto per la loro intelligenza e per la storia del proprio territorio.
La scelta spetta ai cittadini. Ma una cosa è certa: chi si candida ad amministrare Bernalda deve farlo nel solco della sua identità, non contro di essa.