BERNALDA: DUE “LOGHI” PER UNA PINACOTECA CHE NON C’E’

0

L’idea di creare una Pinacoteca Comunale per ospitare un museo d’arte moderna e contemporanea appartiene al Prof. Salvatore Sebaste, artista conosciuto in Italia e oltre i confini nazionali per le sue opere di grande pregio pittorico-plastico-scultoreo, molte delle quali esposte permanentemente presso il Museo Acheologico di Metaponto e il Politecnico di Milano. Lo stesso artista l’aveva messa in piedi, più di 20 anni fa durante l’amministrazione del Sindaco G. Petrocelli e l’assessorato alla cultura F. Sbiroli, aprendo il contenitore culturale in una sede provvisoria, poi trasferita al piano terra del Castello Mediovale di Bernalda in piazza San Bernardino, nel centro storico del paese, ospitando nella sua collezione  opere di artisti famosi che lo stesso Sebaste, nominato Direttore Artistico, è riuscito a farsi donare in comodato gratuito. La collocazione della Pinacoteca in questo luogo è stata colta come opportunità di lanciare una sfida museografica di arte moderna e contemporanea in una visione di dialogo tra arte e architettura del luogo ospitante, tra passato storico architettorico e presente artistico, alla quale è corrisposta l’apposizione di una “targa” logo a specificare la volontà di un popolo al recupero, attraverso l’arte, di un nuovo rapporto tra l’essere umano e l’ambiente, fondato proprio sullo spazio che diviene così ricco di grande significato. L’arte in quel contesto, ricerca dell’identità storica, architettonica e religiosa di una comunità!

salvatore sebaste

E gli elementi si ritrovano tutti in armonia nel contesto fisico in cui la Pinacoteca ha trovato allocazione: il Castello Mediovale e la sua storia, la Chiesa e la crescita spirituale, la piazza S. Bernardino il Patrono della città. Il museo d’arte come luogo d’incontro e conoscenza del patrimonio culturale locale, regionale e nazionale dove le storie di uomini e il loro cammino artistico contribuiscono allo sviluppo culturale di una comunità. Un logo originale creato dalle mani   del famoso scultore Vincenzo Defilippis, direttore della Scuola d’Arte di Grottaglie, dono alla cultura in cui ha sempre creduto e idea creativa e unica a  rappresentazione dell‘identità di una città. Ma da dieci anni la Pinacoteca è chiusa per i lavori di completamento della ristrutturazione del Castello  e mai aperta, anche dopo che alla roccaforte medievale è stato consentito l’accesso dei turisti, così che le opere della collezione restano “sotterrate” nei locali del Museo Archeologico di Metaponto. Così che una idea che doveva partire dalla Pinacoteca per promuovere una attività culturale in grado  di allargarsi agli altri fatti della cultura e collegarsi ad una rete di eventi ( la delibera del sindaco Petrocelli andava in questa direzione)  si è dissolta  nel nulla , complice l’insipienza politico-amministrativa. Sette anni di amministrazione Tataranno non sono bastati per programmare e attuare un rilancio della Pinacoteca, a rimuovere gli ostacoli anche probabilmente di tipo relazionale, a riaprire un contenitore culturale magari anche ricorrendo a qualche finanziamento privato o alla contribuzione regionale.  Ora, è paradossale, che dopo anni di insipienza e noncuranza si sia proceduto ad un cambio di logo chiamando in causa Pitagora e il Metapontino, quasi come una concessione alla comunità bernaldese che vive sulla costa metapontina e che ha bisogno di cose molto più concreta di una lavata di faccia, a giudicare dai problemi enormi di vivibilità e di precarietà che quei cittadini che ogni anno rovinano le vacanze di migliaia di persone. per non parlare della situazione di precarietà che gli imprenditori dei lidi vivono a causa della incapacità regionale di assumere una decisione ferma e chiara. Sostituire  il vecchio simbolo della Pinacoteca di riconosciuto pregio artistico con uno nuovo di fattura digitale, è una operazione superficiale, di pura esteriorità che contrasta vistosamente con la inazione riguardante la riapertura e la messa in funzione del contenitore culturale in discussione. La si vuole aprire a metaponto, all’ìnterno del Museo provinciale: lo si faccia, anche se la comunità bernaldese lo continua a ritenere una disattenzione grave nei problemi della città. Ma cambiare la targa per una pinacoteca che è ancora relegata negli scantinati, non solo è una beffa,ma anche una offesa all’intelligenza delle persone. I contenitori culturali vuoti non servono e non si riempiono con  il cambio di simboli; si riaprono con giusti progetti e aspettative.Rocco Rosa

 

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Rispondi