Molti commentatori hanno messo in evidenza come il Potenza contro la Gelbison abbia offerto una buona prestazione e che poi alla fine sia stata sfortunata nel non aver raggiunto il pareggio che avrebbe sicuramente meritato. Siamo d’accordo solo su quest’ultimo concetto. Quando una squadra prende in casa tre gol e perde, non si può assolutamente dire, nella maggioranza dei casi, che ha giocato un buona partita. O perlomeno non si può affermare che sia stata messa in campo nelle migliori condizioni per arrivare al successo. La verità, purtroppo, è un’altra. E riguarda direttamente il tecnico Biagioni che fin qui ha completamente fallito. Perché in 5 gare sulla panchina del Potenza ha raccolto la miseria di due punti incassando tre sconfitte di cui due in casa con Nardò e Gelbison, una esterna nel derby di Picerno e una mezza sconfitta nella prima gara sul nuovo tappeto del Viviani quando la Vultur ha dominato sbagliando una caterva di reti che ancora gridano vendetta. Questa di Biagioni è una perfetta media punti per ritrovarsi, senza accorgersi, direttamente nel torneo regionale di Eccellenza. E finiamola con l’alibi dell’emergenza che non regge assolutamente. Nelle condizioni che lamenta Biagioni si è trovato per lungo tempo anche Pirozzi ma la squadra non è andata mai allo sbando. E addirittura Peppe Catalano a Bisceglie si è ritrovato, se possibile, ancora peggio, perché aveva solo 10 giocatori disponibili e un altro, Proietti, costretto a giocare dopo un’assenza per infortunio di oltre due mesi. E quello che più conta il modulo utilizzato dal buon Peppe ha permesso alla squadra rossoblù di non essere travolta dai nerazzurri pugliesi che sono tra i candidati principali al salto di categoria. Invece Biagioni, imperterrito, va avanti per la sua strada e non mostra segnali di voler recedere dalla sua integralista filosofia del calcio. Anzi ha peggiorato le cose perché contro la Gelbison, invece del 4/3/3, si è abbandonato ad un suicida 4/2/4. E se il Potenza ha creato tante occasioni da rete lo deve solo alla qualità individuale dei singoli come Pepe, Todino, Guaita che sono capaci di fare sempre la differenza nell’uno contro uno, sia che vengano marcati da difensori over che da ragazzi under. E certamente le stratosferiche giocate dei giocatori rossoblù in attacco non sono state assolutamente favorite dalla disposizione tattica predisposta da Biagioni.Non è assolutamente pensabile che si possa giocare con soli due centrocampisti in mezzo al campo di cui uno , il 98 Pagano, non è propriamente un centrale ma un tre quartista e poi dare una posizione talmente ibrida a Forgione che non si è capito bene se facesse la punta o il centrocampista. Il risultato è stato che ad ogni ripartenza la Gelbison che, in mezzo al campo aveva effettivamente tre centrocampisti di ruolo con buone qualità tecniche ed anche fisiche, ha trovato pochissima interdizione nella zona nevralgica del terreno di gioco. E il secondo gol della Gelbison sta ampiamente a dimostrarlo. Come crediamo che poco o nulla sia stato preparato in allenamento per ridurre al minimo la pericolosità della Gelbison sulle palle inattive che sono in questa stagione la sua arma in più. Come ormai è noto a tutti. Esperti e non. Ad una precisa domanda sulla rete di D’Orsi, Biagioni, seraficamente, ha risposto che i suoi hanno perso la marcatura. L’unica cosa che bisognava preparare e studiare in maniera feroce era solo una condizione: impedire a D’Orsi e Giordano con qualsiasi mezzo, ovviamente lecito, di poter colpire il pallone nell’area del Potenza. Adesso le prospettive di cominciare a fare vittorie non sono assolutamente buone se Biagioni non si rende conto che è arrivato il momento di fare non uno ma due passi indietro e di modificare tout court le sue convinzioni tattiche. E’ necessario ripartire, senza se e senza ma, dalla disposizione tattica di Peppe Catalano a Bisceglie: ovverosia il 5/3/2 equilibrato e molto poco rischioso e che tra l’altro rende la squadra più tranquilla e sicura in difesa e in grado di mantenere la porta inviolata. Poi le qualità elevate degli attaccanti avranno il compito di fare il resto. Cioè segnare le reti decisive per i tre punti. Gli elementi giusti per fare questo modulo ci sono a partire da Lucchese che con Pirozzi era un perno insostituibile e formava una buona cerniera con Esposito e D’Allocco e che Biagioni non considera proprio visto che lo ha relegato mestamente in panchina. E dando a Forgione un ruolo e compiti precisi. Non ci si può aggrappare nemmeno ad un altro alibi evocato domenica scorsa: la mancanza di una punta centrale. Visto che il sostituto di Villa non c’era contro la Gelbison e non si sa a questo punto se arriverà realmente, Biagioni avrebbe dovuto trovare qualche soluzione diversa nel gioco di Todino e Pepe che hanno effettuato tanti cross al centro pur sapendo che non li avrebbe raccolto nessuno. Cioè fare giocare più accentrati, a turno, i due frombolieri rossoblù per cercare più frequentemente le conclusioni personali. Che sono sicuramente nelle loro corde. Adesso che la classifica si è fatta molto preoccupante, è finito il tempo della filosofia e degli esperimenti. Bisogna cominciare a fare i punti necessari per conservare la categoria e l’unico modo per farlo, caro Biagioni, è quello di presentare in campo un Potenza il più equilibrato possibile e mai più spregiudicato.
BIAGIONI SI DIA UNA REGOLATA
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