Si stenta a credere che una coalizione che fino ad ieri ha dominato la Basilicata si prepari ad uscire di scena nella maniera peggiore, dimostrando mancanza di senso di responsabilità e disamore per il territorio . Un centrosinistra che si è avvitato in questi anni in una continua denigrazione degli avversari interni e nella ricerca di un colpevole che scontasse tutte le colpe e tutta la pena. Un modo per salvare la pelle in proprio, e per recuperare una catena di comando che si era persa in questi anni. Oggi si rincorrono gli appelli all’unità, ma sono appelli destinati a cadere nel vuoto, per il semplice fatto che la coesistenza tra Pittella da una parte e Leu e Lacorazza dall’altra è improponibile per tantissime ragioni, la più evidente delle quali è che la spaccatura creatasi cinque anni fa , nella lotta alle primarie , non si è mai chiusa e rimane a dividere due componenti che non sono andate al di là della sopportazione reciproca. Oggi, le elezioni regionali, hanno il valore di una resa dei conti: chi rimane all’inpiedi e chi sparisce dalla circolazione. Che senso ha la vittoria del tutti insieme, se poi il giorno dopo bisogna ricominciare con i veti, gli ostruzionismi, le compensazioni, il manuale cencelli, la continua ed eterna mediazione tra i tanti che magari hanno dato poco e pretendono molto?. Non è meglio ricominciare daccapo ma con una sola forza omogenea, in grado di sviluppare la politica e di mettere competenze indubbie al servizio anche di una sana opposizione?. Sono questi alcuni interrogativi che circolano e che in parte sarebbero condivisibili ove non si tenesse conto che il rischio di questo azzardo è la scomparsa del centrosinistra dalla scena politica, sia di quello che si chiama A che di quello che si fa chiamare B. Il sistema elettorale frettolosamente adottato offre due possibilità a chi vince e a chi arriva secondo. Il terzo non è contemplato . E vedere che una coalizione che aveva due terzi dei consensi al 2013, non riesce nemmeno ad essere la principale opposizione è davvero, davvero sconfortante per gli elettori che credono nella scelta di campo che hanno fatto. E in questa vicenda non può non evidenziairsi la irrilevanza della rappresentanza parlamentare lucana del centrosinistra, incapace di fare sintesi e di trovare soluzioni, per il semplice fatto che ognuno ha anteposto la carriera personale rispetto ad un problema che era di tutti e alcuni di loro hanno cavalcato la situazione in cui il Governatore era precipitato per toglierselo elegantemente di mezzo. Della serie, quanto sono fragili le amicizie politiche! E non sanno che una volta che gli elettori hanno preso un’altra strada ,non ce n’è più per nessuno. Gli elettori a chiamata, come i fattorini, non esistono. E senza la Regione , la sinistra può già incominciare a muoversi verso il deserto che l’attende. Rocco Rosa
BREVE RACCONTO DI UN SUICIDIO POLITICO
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