
Gerardo Acierno
Ricorre, in questo periodo, il terzo anniversario della morte di Bruno Mario Albano. Ricordarlo, tornando a scrivere di lui, non si può non partire da due versi illuminanti del poeta Davide Rondoni: “Ci sono notti gravi come stragi/e altre leggere come sogni”.
Bruno Albano le ha attraversate entrambe, vivendo con esse, fino in fondo, tutta la complessa e complicata vicenda che continuiamo a chiamare ‘Vita’. Di questa, a Bruno, è toccato uno dei finali più drammatici e dolorosi. Una sofferenza indicibile, un tormento senza alcuna possibilità di ritrovare un’estasi, nonostante l’incommensurabile amore familiare e quello dei tantissimi amici. Molte sono state le sue notti gravi, la più dura delle quali, nel maledetto agosto del 2011, si porta via per sempre il suo amatissimo ultimo figlio Francesco, poeta e artigiano della parola, che firmava le sue opere con lo pseudonimo di Yzu. Quella notte, è stata per Bruno, l’inizio della fine con la terribile sofferenza scaturita da un devastante ictus che lo ha poi condotto alla morte.
Bruno Albano nasce a Pignola nel dicembre del 1936. È l’ultimo dei dieci figli avuti da Domenico, sposato due volte. La sua è un’infanzia travagliata, segnata dagli anni duri della guerra e da numerosi, ravvicinati lutti familiari. Frequenta la Scuola Elementare a Pignola e la Media alla “Luigi La Vista” di Potenza. Il bar di famiglia e soprattutto la corretta, puntuale e rigorosa educazione ricevuta dalla mamma, Cristina Pessolano, e dal fratello maggiore Giuseppe, lo aiutano a superare qualsiasi difficoltà ambientale e scolastica. 
Si trasferisce a Salerno, nel collegio ‘Genovese’ dove porta a termine gli studi superiori, conseguendo l’Abilitazione Magistrale nel giugno del 1958. Ritorna a Pignola e come prima occupazione s’interessa di lavoro e di lavoratori. Partecipa al Concorso Magistrale, entra nel mondo della scuola, insegna un po’ dappertutto in provincia: a Savoia, a Brindisi, a San Chirico Nuovo e nelle frazioni di Pignola. Si sposa nel luglio del ’62 con la sua collega e compaesana Ninetta Perone dalla quale avrà quattro figli: Cristina, Maria Patrizia, Domenico e Francesco.
In quel tempo s’iscrive alla Democrazia Cristiana. S’interessa di sport e delle prime, nuove attività culturali del paese. Nel 1965 diventa vicesindaco di Pignola: sono anni difficili e controversi. L’emigrazione è pesante, il lavoro non rende il giusto ad una popolazione vogliosa di emergere, di lasciarsi alle spalle un passato di miserie e di fame; c’è voglia di cambiamento: il Sessantotto è alle porte. Il PCI, anche nel paese come in regione e nel resto della Nazione, fa sentire il suo peso, trascina in piazza le folle, incanala le proteste. Pignola non resta indenne da queste contestazioni. Famosi sono “I vespri dell’acqua” raccontati, allora, su “l’Europeo” dalla penna felice e profonda dello scrittore napoletano Luigi Compagnone. Sono soprattutto le donne a contestare l’Amministrazione comunale guidata anche da Bruno Albano. Reclamano la mancanza d’acqua nelle tubature e la forzata installazione dei contatori. Pretesti, sfilate, comizi e rivolte segnano, quella primavera del ’67, un pericoloso spartiacque nelle vite dei cittadini pignolesi e portano alle dimissioni della Giunta comunale.
L’azione politica di Bruno Albano, comunque, non cessa. Anzi. Alla fine degli anni Settanta si candida alla Provincia e ottiene un prestigioso successo nel suo paese; è uno di quei politici sempre vicini al popolo e da Rocco Rosa definiti, “costruttori di democrazia”; entra nella Giunta del Comitato Regionale della DC, guidata da Tonio Boccia; è eletto Segretario di Sezione; riporta il suo Partito al successo in paese; collabora alla ricostruzione post-sisma dell’80 e quando già si avvertono pericolose divisioni anche nella DC locale, lascia per dedicarsi completamente alla sua nuova ‘creatura’: la Pro-Loco – Circolo Culturale “Il Portale”.
Intanto non trascura nulla del suo mondo scolastico. Dedizione all’insegnamento e alta professionalità gli consentono di aprirsi al sociale in totale libertà e di consegnare alle sue scolaresche anni di proficuo apprendimento, di arricchimento culturale, di conoscenze nazionali ed estere.
Per venticinque anni ricopre la carica di Vicario scolastico. E’ sua l’idea di denominare Pignola, Comune d’Europa. Indirizza i suoi alunni verso la conoscenza e il rispetto delle regole. Programma la “Festa dello Sport”. Organizza viaggi sulle Alpi alla scoperta dello sci sportivo. Nell’Anno Internazionale del Bambino (1979) un gruppo di alunni, su suo suggerimento, scrive al Presidente del Parlamento Europeo, il lucano Emilio Colombo, manifestandogli il desiderio di poter conoscere bambini di altre nazionalità. Il Presidente risponde e si avvia, così, un valido scambio di visite con la Scuola Europea di Lussemburgo. Bruno favorisce, inoltre, nelle sue classi, l’istituzione di corsi musicali, di gruppi folkloristici e di ricerca ambientale. Anche la Rai nazionale s’interessa del lavoro di alcune classi da lui coordinate circa una ricerca storica sui portali e gli altri monumenti del posto.
Ritornando dal poeta Rondoni e alla sconfinata liricità delle sue parole, possiamo avvicinarci alla seconda parte del suo verso e aggiungere che anche Bruno ha avuto notti durante le quali i sogni, lievi e profondi, si sono fatti materia e sono diventati, poi, materia per tutti noi che lo abbiamo seguito, ascoltato, aiutato.
La parola che tutto ciò racchiude e conserva e che sempre farà rima con Bruno Albano è “IL PORTALE”. Con esso e dentro di esso, Bruno traccia un lungo sentiero, una via maestra al cui margine fissa pietre miliari per la crescita non solo culturale di Pignola, dei pignolesi e della Basilicata tutta.
In mezzo secolo, “IL PORTALE” organizza dibattiti culturali, presentazioni di libri, mostre di quadri e di sculture; prepara viaggi; realizza due porte di bronzo per due chiese del paese. Ospita personaggi famosi dello sport e dello spettacolo; gruppi internazionali di folk e tradizioni popolari; politici di rango e di tutti gli schieramenti, giornalisti e letterati, pittori e musicisti, vescovi e sacerdoti impegnati nel sociale; medici e professori di caratura internazionale, fino ad arrivare ad incontrare altissime personalità istituzionali: i Presidenti della Camera dei Deputati e della Repubblica Italiana.
Nel nome di questo splendido organismo, con i suoi soci, Bruno attraversa angoli di mondo: da San Pietro e il Vaticano a Parigi; e poi, villaggi scandinavi, favelas brasiliane, ordinati borghi tedeschi, fredde e pericolose piazze russe. Colora Pignola di un’alterità mai vista altrove, mai vista prima e poi purtroppo malamente imitata. Tutto questo ponendo al centro della scena ‘la gente’, le persone con la loro dignità, le loro storie, i loro sogni. Con “IL PORTALE” del presidente Bruno Albano, Pignola conosce il mondo. E uno spicchio di mondo, grazie al “IL PORTALE”, si ritrova qui da noi, a Pignola, in Basilicata.
Tre anni fa Bruno Albano ci ha lasciato. La sua inconsolabile Ninetta ha raccolto i ricordi della loro lunghissima storia d’amore in un volume che presto sarà dato alle stampe. Per chi ha conosciuto il maestro, il politico, l’animatore culturale Bruno Mario Albano sarà una piacevole, profonda lettura. Per quanto riguarda me, il mio ricordo di te, amico caro, si ferma qui. E come ti salutai tre anni fa il giorno del tuo funerale, ti dico oggi: “Fai un bel viaggio. Ci manchi.”
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