MARSICO: la CITTA’ verso MARSICO PATERNO

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    di antonio lotierzo

                                  

Preziosa e rivelante volontà è emersa dal DpR del Presidente Sergio Mazzarella (del 24/2/2021) che ha conferito a Marsico Nuovo il ‘titolo onorifico’ di CITTA’, su segnalazione del Ministero dell’Interno, suppongo con la motivazione del riconoscimento dell’importanza storica ed artistica del Comune, che può inserire nello stemma una ‘corona muraria’. Già sotto la monarchia assolutistica dei Borbone di Napoli e poi anche, dopo il 1861, nella monarchia costituzionale del Regno d’Italia, Marsico Nuovo ( o Marsicen) costituiva propriamente una città, se con i demografi consideriamo centro urbano un paese che abbia più di 6000 abitanti.                                    

                                                             

 E città restò per ancora un secolo, fino a che, durante il termine del sindacato democristiano di Michele Lotierzo, fra 1970 e 1972, non se ne distaccò la frazione di Paterno, in seguito ad un desiderio di ‘autonomia amministrativa’ che (non senza incoscienza) assecondai, legandomi al movimento, antiproprietario certo, guidato da convergenti interessi (dall’amico pedagogista Emilio Lomanto al medico G. Cunetta, da insegnanti esterni come Taddeo a cittadini provenienti dal Vallo di Diano come Comuniello e Bitetti), che motivarono una separazione che intendeva riscattarsi dai comportamenti feudali scorretti  e valorizzare in maniera diversa le possibilità economiche della pianura  (da una espansione edilizia, schiacciata nei centri storici, alla valorizzazione del commercio, ad es., dei fagioli e dei latticini, di qualità varia ed elevata). Il ruolo giocato dal nascente Ente Regione, fra V. Verrastro e F.Schettini, contribuì a scindere quell’unità urbana (si ritenne questo nel clima del decentramento e della sussidiarietà) che spero si possa ricostituire, anche utilizzando questo presidenziale attestato di ‘città’.  Non credo che si possa sostenere che esista una ‘autonomia culturale’ fra questi centri che dovranno costituire una continuità geografica, se solo l’urbanistica fosse guidata in tale senso dai nostri politici di professione. La concattedrale è dei Marsico Paterno; gli istituti superiori formano stessi giovani; il dialetto dell’area unisce queste colline e aree pianeggianti; i boschi e l’alto demanio sono in comune; molti matrimoni cementali tale fusione d’affetti ed intrecciano parentele. L’arte romanica e quella moderna venne edificata col sacrificio di maestranze comuni e di tassazioni pagate da cittadini di Marsico Paterno, i cui cognomi da secoli si ricompongono, salvo nuovi ingressi. Di separazione amministrativa si trattò ma non di separazione antropologica e di costumi. I valori sono restano gli stessi, fusi da un’identica religione. Scrivo di questo, perché pochi anni fa, il governo nazionale, mirando ad un risparmio della spesa pubblica, pose il problema del riaccorpamento di alcuni paesi, come questi. In quest’ottica si ripropone una felice fusione, nel nuovo comune da denominare ‘MARSICO PATERNO’, anche al fine di rendere concreta e non solo onorifica la denominazione di CITTA’, con cui si intende un agglomerato di oltre seimila abitanti, le cui famiglie siano occupate in prevalenza nei servizi e nell’industria più che nell’agricoltura. Credo si tratti di una direzione di marcia che sia utile e vantaggiosa per entrambi i borghi e tale da valorizzare anche col turismo una ricompattata area collinare, che vive sul crinale appenninico lucano-salernitano ed è sempre stata luogo di scambio di prodotti agropastorali ed artigianali (per la bellezza dei luoghi si consulti sul web  almeno la produzione fotografica intensa di Emiddio G.M.Votta).

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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