CAEN E VENOSA, DUE CITTA’ CON LO STESSO DESTINO

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VITO TELESCA

Cosa potrebbero mai avere in comune due città, una francese ed una italiana, distanti quasi 2mila chilometri l’una dall’altra? All’apparenza nulla. Ma a ben guardare di cose in comune ne hanno parecchie e riconducibili alla loro importante storia. Sono Caen in Francia e Venosa in Basilicata.

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Caen era la seconda città più importante dei normanni di Francia, dopo Rouen. Era considerata la città della contemplazione, del riposo, dello spirito. La sua origine è molto antica, infatti le ricerche archeologiche effettuate hanno riportato alla luce un passato che risale agli antichi galli con una dominazione romana. Gli scavi sono stati effettuati  intorno all’area dell’Abbazia “degli uomini” e riguardano un villaggio fortificato che nell’alto medioevo, prima della sua grande espansione, aveva al centro una chiesa, secondo gli esperti intitolata a San Martino o a San Michele.

Fu grazie ai normanni che la città francese conobbe il suo momento di massimo splendore. Infatti Caen è la “patria” di Guglielmo il Conquistatore (anche se nato a Falaise), che governò l’Inghilterra dopo la battaglia di Hastings. A Caen infatti Guglielmo edificò le due Abbazie (“delle donne” e “degli uomini”) per farne il suo Pantheon. Caen venne pertanto fortificata nuovamente, venne dotata di un castello e conobbe un periodo di prosperità. A Caen inoltre si fondevano le campane per le abbazie e per le chiese delle Normandia. La moglie di Guglielmo, Mathilde di Fiandra, venne sepolta nell’Abbazia delle donne (1083), collegata da una strada, quasi un rettilineo, direttamente con quelle degli “uomini”, all’epoca disposta dalla parte opposta della città. Qualche anno dopo vennero portate nell’Abbazia degli uomini anche le spoglie del marito, morto a Rouen nel 1087. La strada che unisce idealmente le due abbazie rappresenta la sintesi dell’amore che ha unito i due coniugi, quasi sempre distanti: in vita e in morte!

alberarda.

Allora? Cosa hanno in comune con Caen e Venosa? La città lucana, è risaputo, era un Municipium romano. Inutile citare fonti scritte, “personaggi” e trace archeologiche. La città è piena di segni legati al suo passato romano. Venosa nell’alto medioevo era sotto il controllo longobardo e pare che anche la fondazione della prima abbazia risalga a quel periodo. Il Chronicon Cavense ci riferisce che nell’anno 942 Gisulfo, principe di Salerno, fece costruire un monastero nei pressi della SS. Trinità. Chiesa che pertanto esisteva già nel X secolo come testimoniato dagli importanti scavi archeologici compiuti nell’area e che datano il pavimento, muri e molto altro al VI secolo. A questo impianto si collega l’Abbazia del nucleo longobardo. Inoltre gli stessi scavi hanno rinvenuto due fosse con un “maschio” di forma troncoconica, ovvero l’anima nella quale veniva versato il metallo fuso per la produzione delle campane in bronzo. Anche Venosa aveva la sua “officina campanaria” e ben si lega con quella prestigiosa scuola fusoria lucana che tra XII e XIII secolo ha abbellito numerose cattedrali e chiese, vedi ad esempio l’attività di “Rogerius Melfi e Campanarum”, operante in zona (specie a Canosa) agli inizi del XII secolo.

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Inoltre anche Venosa ebbe nuovo impulso  sotto i normanni. Pure qui troviamo un Guglielmo, detto ‘Bracciodiferro’, che nel 1043 prese la contea di Melfi, sulla carta ancora longobarda, che diede il via alla veloce conquista dei Normanni nel sud Italia. A Guglielmo successero Drogone (nel 1046) ed Umfredo (1051). A questi ultimi due duchi normanni si fanno risalire i lavori di ampliamento e progettazione della “nuova” SS. Trinità. Questa prevedeva schemi, forme e impianti in tutto simili alle cattedrali normanne di Francia. Infatti la nuova abbaziale, seppur rimasta incompiuta, è caratterizzata da un maestoso impianto, con coro profondo a tre cappelle, e venne progettata seguendo modelli architettonici importati direttamente da monaci fatti giungere appositamente dalla Normandia. Questi portarono modelli e stili già adottati per la costruzione delle cattedrali di Conques, Tours, Vézelay, Bernay e nelle abbaziali di Caen!

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Questo stile venne poi definito “franco-normanno” e venne riprodotto nel nostro meridione anche per altri due edifici sacri di derivazione normanna: la cattedrale di Aversa (fondata da Riccardo Drengot) e il duomo di Acerenza. Fu però sotto Roberto il Guiscardo che essa divenne il mausoleo dei primi Altavilla. Qui infatti riposano le spoglie della prima moglie Alberada di Buonalbergo (mentre la seconda moglie Sichelgaita decise si farsi seppellire a Montecassino) ed anche le spoglie di Roberto il Guiscardo, “Hic terror mundi Guiscardus”, come recitava la sua lapide.

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Le loro tombe sono una di fronte all’altra, a vista, nell’antica Chiesa della Trinità di Venosa. Come per Guglielmo e Mathilde di Fiandra in quel di Caen. Probabilmente l’amore che Sichelgaita aveva per suo marito, non era pari a quello (tradito) della prima moglie Alberada che non volle rinunciare a stare vicino al suo Roberto, nonostante tutto. Amore testimoniato anche nei confronti del loro figlio, Boemondo, Principe di Taranto e di Antiochia, per il Guiscardo considerato molto di più rispetto a Ruggero Borsa, nato dal rapporto, più politico che d’amore, con la longobarda (e distante) Sichelgaita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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