CAIATA: IL PRESIDENTE VISIONARIO

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Cosi si è definito il presidente Caiata nel corso  di un’intervista rilasciata ad una trasmissione sportiva  via web di radio tv Carina: un visionario.
Un presidente, lontano dall’adrenalina che produce il dopo partita, dimostra sempre compostezza, saggezza, analisi lucide e corrette.
Questa sera è apparso in video con un viso insolito, inespressivo,  non ha trasmesso quella positività che i tifosi si sarebbero aspettati:   sempre sorridente, ilare, ottimista,  combattivo e dalla battuta facile.
Niente di tutto ciò.
È sembrato un presidente sopraffatto più dalla delusione, dall’amarezza che dalla voglia di andare avanti per portare la nave in porto.
Condizionato molto dai rumors dei soliti detrattori, da un ambiente ostile a cambiamenti radicali, più propenso a mantenere lo status quo che a favorire le energie per lo sviluppo e il progresso del calcio professionistico in città.

Secondo alcuni, un’esigua minoranza, il presidente nella logica del dare-avere  avrebbe chiuso il suo bilancio personale in positivo, lavorando più  per se stesso che per la comunità sportiva . Un giudizio molto ingeneroso che esprime al top l’ingratitudine umana, come pure la perfidia di certi ambienti politici che male hanno digerito l’ascesa elettorale del presidente. Se facciamo parlare i fatti , allora il quadro è  esattamente diverso.

Ha centrato in quattro anni tutti i risultati che un presidente di calcio di una città dormiente, come la nostra, potesse raggiungere: dal nulla, ha creato una società con risultati economici in sostanziale pareggio e conseguendo risultati sportivi ineguagliabili,compresa la salvezza che, secondo me, otterremo a maggio: un autentico miracolo.
Di certo sono convinto, sebbene con un pizzico di amarezza, che la città e la tifoseria sarà sempre dalla sua parte, comunque  egli decida del suo destino a maggio prossimo.

La sua immagine non sarà scalfita da un eventuale ritiro dal calcio, né passerebbe nell’oblio, perché il suo profilo di imprenditore e politico è  ricco di successi che vengono da lontano e proseguiranno nel futuro.

La sua gestione e la  costante presenza in società ha già guadagnato l’iscrizione negli annali della lunga storia del Potenza.
Concordo su un fatto oggettivo che la società del Potenza ha sempre posto come condizione necessaria e indispensabile per programmare un calcio sostenibile nella città di Potenza: il potenziamento dell’impiantistica sportiva.
Da quattro anni non si è visto mettere nero su bianco alcuna decisione del potere politico o produrre un atto amministrativo: solo affermazioni di principio e chiacchiere al vento.
Su questo fondamentale aspetto, piuttosto che sui pettegolezzi dei suoi detrattori invidiosi, il presidente Caiata che non è abituato a campicchiare, ha perso speranze e sogni tipici di un visionario come lui.

E come dargli torto?

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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