CAPODANNO RAI , TANTO DI CAPPELLO

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Sono stato incollato alla televisione dalle 9 alle tre di notte e non ho perso un solo istante della diretta RAI Uno sull’”anno che verrà.” Dopo tutte le discussioni pro e contro, le polemiche campanilistiche e i soliti giudizi tranchant di chi sa tutto di tutto, mi sembrava doveroso farmi un’idea dell’evento, della sua organizzazione e dei suoi effetti. Premetto che sono stato sempre d’accordo sull’idea che la Basilicata va fatta conoscere con i mezzi di comunicazione di massa e non ho visto l’ora che le Istituzioni abbandonassero quel circuito secondario di manifesti,  riviste specializzate, inserti di grandi giornali, reportage che parlano spesso a chi già sa molto di turismo e di cose da vedere e che costano molto e producono poco. Ma questa volta non ho visto solo il contributo alla Rai per l’organizzazione di un grande evento, ma un progetto di promozione pensato insieme da Regione e Rai e svolto punto per punto con diligenza e professionalità. La Rai è stata grande dall’inizio alla fine: dalla organizzazione di un palco modernissimo , coinvolgente, accattivante, incastonato in quella splendida piazza come se ne fosse parte integrante , ha portata la maestria dei tecnici a livelli di sforzi notevolissimi, al freddo e sotto la neve. E’ bastato dare un’occhiata alla concorrenza per capire subito di quale scatto tecnologico la rai sia stata capace.  E lo spettacolo è stato all’altezza: sobrio, senza sbavature, con un cast di artisti amato dal pubblico giovane e con i volti emergenti di quella speciale trasmissione di tale e quale che sta diventando l’asse portante del palinsesto di Rai Uno. Un plauso particolare per Arisa che è stata semplicemente fantastica con una prestazione in cui ha messo insieme alla sua bella voce tutta la sua emozione per trovarsi Stella di prima grandezza in casa sua. E poi,  Arbore, sempre amato da queste parti e  Teocoli, con quel suo modo elegante di sfottere, mai volgare e superbravo in quel suo invito a Ballotelli a giocare nel Potenza Calcio. Ma , a differenza dello scorso anno, c’è stato un Amadeus che si è superato , con una conduzione veloce, ben preparata, fatta di dialoghi corti e di presentazioni efficaci dove non sono mancate parole di vero apprezzamento per questa Basilicata che tiene nascosti i suoi tesori e le sue sorprese. Bella la progettazione di interventi da Matera e di servizi preparati da Colobraro, Pisticci, Aliano, Castelmezzano in un racconto efficace, da parte di una giornalista lucana doc,  di una Basilicata che è stata crocevia di  storia, quella con la S maiuscola, che poi si fa cultura, radici, tradizioni.  E soprattutto c’è stata l’attenzione a presentare questa regione nel suo insieme, questa regione che vede Matera come bandiera del turismo unico, ma che non è un locomotore senza vagoni, perché corrono insieme località come Venosa, Maratea, Melfi, Policoro, il Pollino. Ecco , questa impostazione è stata capace di fare giustizia di tante sciocchezze che si sono dette e ha premiato finalmente una politica turistica che intende mettere a frutto tutte le sue risorse. I complimenti a chi alla Regione ha fortemente voluto questo evento, a chi lo ha voluto come un fatto identitario di tutta la Basilicata , a chi ha lavorato fino alla fine per dargli il successo che meritava, attraverso l’organizzazione logistica, la sicurezza, e perchè nò il completamento di una bella notte di festa con fuochi di artificio che finalmente sono stati messi davanti agli occhi di una intera città. Poi c’è stato Giovanni Rana che da noi non fa solo i tortellini . Ma ognuno con i soldi suoi può fare quello che vuole. rocco rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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