Gira e rigira la questione politica di queste elezioni si incentra sulla risposta che città di Potenza darà il 4 marzo. Si sono incastrate tante coincidenze che hanno finito col creare uno scenario del tutto impensabile solo alcuni mesi fa: la delusione per la conduzione dell’Amministrazione comunale, l’entrata in campo dello sport come fattore politico, la collocazione di Benedetto nelle fila del Centrodestra, la scelta di Viceconte a candidato all’uninominale per conto della coalizione. Tutte cose che hanno reso infido il terreno su cui fino ad ieri si era camminato per quelle forze che pensavano di drenare consenso nel capoluogo. A questo si aggiunge, se ve ne fosse bisogno, la minaccia, in piena competizione, di Santarsiero , ex Sindaco della città, di non muoversi dal punto di vista elettorale se prima il Pd non fa chiarezza dell’anomalia esistente al Comune capoluogo dove, ad un Sindaco che si è chiuso nella stanza sperando che spiova, ci sono assessori che si piazzano sullo scenario politico in direzioni diverse ed opposte. Le elezioni regionali sono alle porte e qualcuno incomincia a scegliere il colore da portare, alcuni-dicono- addirittura facendo l’occhiolino al bianco di Salvini, che , in base alla Costituzione, il bianco non avrebbe diritto a portare giacchè il nero gli si addice enormemente di più. E’ evidente che una posizione ambigua del primo cittadino, finirebbe col buttare sale sulle ferite di quelli che quel Sindaco l’hanno voluto, da Speranza a Pittella a Polese, dando fiato a tutte le spiegazioni semplici o semplicistiche che i cittadini stanno trovando per un voto in altra direzione: quello non ci rappresenta, almeno quell’altro ci da soddisfazioni sul campo, dove sono i potentini? Ecco, forse l’ultima è la domanda più interessane dal punto di vista politico: dove sono i potentini!. Una decina di consiglieri regionali e nessuno che porti una bandiera della città, un Sindaco che non coglie l’occasione per far parlare dei problemi della città, dei parlamentari in corsa che parlano ripetendo le cose che Grasso o Renzi o Gentiloni dicono a Roma e senza minimamente sforzarsi di dare un messaggio territoriale per questa parte della Basilicata che è rimasta indietro, molto indietro. Le elezioni sono fatte per credere in un passo avanti o per esprimere la delusione per i sogni non realizzati. Vedete un po’ voi, quale parte volete assumere signori candidati.
IL CAPOLUOGO ARBITRO DEL RISULTATO ELETTORALE
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