

by LEONARDO PISANI
Scipione Cerreto disse di lui: «È un raro suonatore di molti strumenti e del liuto in special modo. Nelle composizioni è superiore a tutti i musici suoi contemporanei. Tiene a sue spese molti suonatori e compositori e cantanti. Se questo signore fosse vissuto all’epoca dei Greci, gli avrebbero fatto una statua di marmo e d’oro».
Come musicista un innovatore, definito da qualcuno come l’ultimo rinascimentale da altri il primo barocchi sta, famoso per i suoi madrigali ,le sue stupefacenti invenzioni artistiche ( – cui procedimenti, però, si fondano sulle classiche leggi del contrappunto antico) – gli permisero di creare una musica eccelsa da meritare il titolo di Principe dei musici.
Carlo Gesualdo nacque a Venosa in Basilicata l’8 marzo 1566, da Fabrizio II e Geronima Borromeo, sorella di San Carlo Borromeo, crebbe in un ambiente religioso essendo nipote di due cardinali di cui uno Santo – Alfonso Gesualdo e appunto San Carlo Borromeo,- ma allo stesso tempo grazie al padre amante delle arti e musica potette approfondire sia gli studi letterari che quelli musicali a Napoli con i maestri con Pomponio Nenna, Stefano Felis, Scipione Stella e altri eccellenti musicisti dell’epoca. Genio musicale, ebbe una grande influenza su diversi compositori della sua era, come Sigismondo d’India, Antonio Cifra, Michelangelo Rossi, Giovanni de Macque, Scipione Dentice e Girolamo Frescobaldi,seppur dimenticato negli anni e riscoperto successivamente infatti anche il grande Igor Stravinsky, ammiratore di Gesualdo, arrangiò il madrigale Beltà, poi che t’assenti per lo spettacolo Monumentum pro Gesualdo (1960) del New York City Ballet; Alfred Schnittke e Brett Dean scrissero rispettivamente le opere Gesualdo (1993) e Carlo (1997) in onore del compositore venosino. Altre opere a lui dedicate sono Tenebrae Super Gesualdo (1972) di Peter Maxwell Davies, Maria di Venosa di Francesco d’Avalos(1992)Gesualdo (1998) di Franz Hummel, Tenebre(1997) e The Prince of Venosa (1998) di Scott Glasgow, Gesualdo (2010) di Marc-André Dalbavie e Richard Millet. Peter Eötvös, che considera Gesualdo colui che influenzò i suoi madrigali, diede pubblica lettura del testo di un suo madrigale, dopo aver ricevuto il Leone d’oro alla carriera il 24 settembre 2011. Salvatore Sciarrino riarrangiò diversi madrigali nel disco Sciarrino, Gesualdo, Fedele: Fuoco e Ghiaccio (2002).
Tralasciamo per ora la vicenda del duplice assassinio perpetuato dal principe Venosino per scrivere qualcosa sulla sua famiglia ed origine. Del Resto lo stesso principe dei Musici ne andava fiero tanto da fare scrivere sotto il cornicione, a lettere cubitali
“CAROLUS GESUALDUS EX GLORI ROGERII NORTMANNI APULIAE ET CALABRIAE DUCIS GENERE CONPSAE COMES VENUSII PRINCEPS ETC EREXIT” (Carlo Gesualdo, discendente dal glorioso Ruggero il Normanno, Duca di Puglia e Calabria, Conte di Conza, Principe di Venosa, ecc. eresse).
Ebbene si i Gesualdo sono discendenti degli Altavilla e precisamente di Roberto il Guiscardo – ironia del Fato il Guiscardo scelse proprio la SS Trinità di Venosa ed è sepolto lì assieme ai suoi fratelli.
Secondo antiche cronache e ampia bibliografia la Famiglia Gesualdo ah come capostipite Guglielmo, primo signore di Gesualdo (dal quale feudo trasse il cognome, che sposò Alberada figlia di un Goffredo I conte di Lecce. Guglielmo era figlio naturale del Duca di Puglia e Calabria Ruggero Borsa, nato dal matrimonio di Roberto il Guiscardo e Sichelgaita principessa longobarda di Salerno, anche i normanni d’italia mantenevano dopo secoli il costume del more danico cioè l’unione fuori dal matrimonio considerata legittima – altro caso fu Re Tancredi figlio naturale del Duca di Puglia Ruggero III, Goffredo conte di Ragusa ed il condottiero Giordano figli naturali di Ruggero I.
Queste le testimonianze
Giovanni Battista di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti volume I pagina 469, Arnaldo Forni, ristampa anastasica, 2011.
«Originata nel 1152 da Guglielmo figliuolo naturale del duca di Puglia Ruggiero normanno».
- Lanfranchi, Carlo Gesualdo, Dizionario biografico degli italiani, Roma,Istituto dell’Enciclopedia italiana Treccani.
«Secondo alcune cronache del tempo i Gesualdo “vennero di Francia…” mentre altre, più correttamente, propendono per la discendenza da un Guglielmo – figlio naturale di Ruggero il Normanno: come del resto è testimoniato dall’iscrizione che ancor oggi si può leggere sulle mura del castello di famiglia nella cittadina di Gesualdo: […]».
^Pietro Misuraca, Carlo Gesualdo principe di Venosa volume 6 di Constellatio musica pagina 27, L’Epos, 2000.
«[…] il primo Signore di Gesualdo di cui si ha notizia è il normanno Guglielmo, figlio naturale di Ruggero I, duca di Puglia e Calabria (quest’ultimo figlio di Roberto Guiscardo-l’eroico conquistatore dell’Italia meridionale-non va confuso col conte Ruggero di Sicilia che del Guiscardo è fratello)».
Società di storia patria per la Sicilia orientale, Archivio storico per la Sicilia orientale volume 9 pagina 337, La Società, 1912.
«Nell’albero genealogico, tra i figli di Goffredo I, manca Alberada che sposò Guglielmo, figlio naturale di Ruggiero duca di Puglia, che va inteso col nome di Guglielmo de Gesualdo».
Salvatore de Renzi, Storia documentata della Scuola medica di Salerno pagina 311, Ripostes, 2000.
«[…] ed il Duca Ruggiero, figlio di Roberto Guiscardo, lo aveva assegnato al suo figlio naturale Guglielmo Signore di Gesualdo e di Paternò, il quale nel 1116 lo donò alla Trinità della Cava presso Salerno, come apparisce da due diplomi conservati nell’archivio della Cava».
^Antonio Vaccaro, Carlo Gesualdo, principe di Venosa: l’uomo e i tempi edizione III pagina 14, Osanna, 1998.
«Scipione Ammirato ritiene che la famiglia abbia avuto origine da un Guglielmo, figlio naturale del duca Ruggiero il Normanno. Cfr S. Ammirato, Delle famiglie nobili napoletane, in Fiorenza, Apresso Giorgio Marescotti, MDLXXX. E, inoltre, G. Lamattina, Caggiano e il suo casale di Petrosa, Caggiano 1975, p. 93; G. Gargano,
Berardo Candida-Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d’Italia volume II pagina 53, Arnaldo Forni, ristampa anastasica, 1995.
«Questa famiglia fu originata nel 1152 da Guglielmo figliuolo naturale del duca di Puglia Ruggiero normanno. Guglielmo fu gran contestabile e signore di Gesualdo, dalla quale terra prese il nome che conservarono i suoi discendenti».
Lanfranchi. (IT) Carlo Gesualdo, Dizionario biografico degli italiani Roma, Istituto dell’Enciclopedia italiana Treccani. URL consultato il 1 novembre 2011. «Secondo alcune cronache del tempo i Gesualdo “vennero di Francia…” mentre altre, più correttamente, propendono per la discendenza da un Guglielmo – figlio naturale di Ruggero il Normanno: come del resto è testimoniato dall’iscrizione che ancor oggi si può leggere sulle mura del castello di famiglia nella cittadina di Gesualdo: […]».
Berardo Candida-Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d’Italia, volume II, p. 53 (in it), Arnaldo Forni, ristampa anastasica, 1995. «Questa famiglia fu originata nel 1152 da Guglielmo figliuolo naturale del duca di Puglia Ruggiero normanno. Guglielmo fu gran contestabile e signore di Gesualdo, dalla quale terra prese il nome che conservarono i suoi discendenti».
Giovanni Battista di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, volume I, p. 469. Arnaldo Forni, ristampa anastasica, 2011. «Originata nel 1152 da Guglielmo figliuolo naturale del duca di Puglia Ruggiero normanno».
Carlo amò molto il castello di Gesualdo, li si rifugiò quando commise il duplice omicidio di sua moglie Maria d’Avalos, nata da Carlo conte di Montesarchio, e da Sveva Gesualdo e del suo amante il duca d’Andria Fabrizio Carafa Un matrimonio avvenuto con dispensa papale di Sisto V, dato che erano cugini essendo Maria figlia di Sveva Gesualdo. Carlo venne a sapere della relazione anche per gli stessi atteggiamenti incauti dei due, che si vedevano anche a Gesualdo; e meditò la vendetta d’onore. Accadde a Napoli, il l 16 ottobre 1590 il principe avvertì Maria che sarebbe andato a caccia, restando lontano per due giorni. Nella notte ritornò cogliendo i due amanti in flagrante adulterio nella camera da letto di Maria e li uccise. Gesualdo si rifugiò nel suo castello, dove restò fino alla veloce archiviazione del processo per ordine del il viceré Miranda, dal quale Carlo si recò immediatamente dopo gli omicidi e che ,gli suggerì di abbandonare Napoli non per sfuggire alla legge dato che era un delitto di onore ma per non esasperare il risentimento delle famiglie degli uccisi.
Gesualdo si risposò Il 21 febbraio 1594 con Eleonora d’Este, cugina del duca di Ferrara Alfonso II. Trascorrendo molto tempo nel castello di Gesualdo componendo musica, dopo un breve soggiorno a Ferrara, ritornò a Gesualdo, dove ormai ristrutturato il castello da inaccessibile fortezza aveva preso l’aspetto di una bellissima dimora, capace di accogliere una fastosa corte canora, radunata nel vago e vano tentativo di emulare quella di Ferrara, divenendo uno tra i più importanti centri musicali del tempo, frequentato da appassionati e letterati, tra questi anche Torquato Tasso. In quel periodo il principe poté dedicare molto del suo tempo alla musica, per cui oltre ai 4 libri di Madrigali già pubblicati, compose altri 2 libri che fece stampare nel 1611 a Gesualdo nella tipografia che il tipografo Gian Giacomo Carlino installò nel castello. Compose inoltre altri Mottetti, un libro di Responsori, un Benedictus, un Miserere, un libro di Sacrae Cantiones a cinque voci e uno a sei voci composte
Il principe morì, all’età di 47 anni, l’8 settembre 1613, nel suo castello: fu sepolto nella cappella di famiglia della chiesa del Gesù Nuovo .