CARLOS FRANCA, UN BOMBER DI RAZZA

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Giovanni Benedetto

La lunga carriera di Franca è ricca di tante esperienze che ha fatto prima nel suo paese natio, il Brasile, nelle giovanili del glorioso club del Santos, squadra in cui milito’ anche Pelé, poi in Europa, in Spagna, ritorno forzato in Brasile nel 2007, dove si ferma per diciotto mesi per sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico alla schiena e ad un lungo e faticoso periodo di riabilitazione.

Riprendere a giocare a quasi 29 anni con i medici che non avevano certezza di come potesse reagire la sua schiena e con le società di calcio che gli avevano chiuse le porte, per Carlos non è stato un periodo facile.

Egli è sempre stato fiducioso dei suoi mezzi e animato dalla forte passione per il calcio, con umiltà e con l’aiuto della fede in Dio si è rimboccato le maniche e ha ripreso a calciare il pallone a Chicago dove per un anno ha giocato in una squadra di calcio a sei, ma il suo desiderio era quello di spostarsi in Italia e grazie ad un suo cugino, anch’egli calciatore, della Virtu Entella di Chiavari, fu possibile raggiungere il sogno del bel paese.

Parte umilmente dalla eccellenza ligure, regione di nascita dei suoi nonni, con la Carpenese dove segna 28 gol in 28 partite.

Nel campionato successivo si sposta nel Chiavari in serie D e rimane nella stessa categoria fino ad oggi, cambiando ogni anno una città, con la Triestina l’anno scorso ha conseguito la promozione in serie C siglando 23 reti.

Dal campionato 2009-10 ad oggi Carlos Franca ha realizzato numeri da record basti pensare che se fotografiamo gli ultimi anni di serie D in cui Carlos ha militato nel Rapallo, Cuneo, Lecco, Triestina e Potenza ha realizzato 122 gol in 146 presenze, sono numeri impressionanti se li rapportiamo anche ai campionati maggiori.

Molti tifosi sono tentati di paragonarlo ad altri centravanti che hanno vestito la maglia del Potenza, ma Carlos nonostante le sole quattordici partite che ha giocato in maglia rossoblu è già passato alla storia, dimostrando che è unico, non paragonabile a nessuno per l’eleganza, la tecnica, la forza atletica la qualità dei gol e la correttezza in campo e fuori.

Sono pregi che è difficile trovarli tutti insieme in un calciatore.

Poi ad ogni commiato di fine anno con i propri tifosi assistere a scene di commozione con le lacrime che scendono visibilmente, capita molto raramente, solo i grandi campioni come Totti, Baggio, Del Piero, suscitano tali emozioni e Franca nel suo piccolo è uno di questi.

Rivedendo la fattura dei suoi gol sono tutti realizzati con gran classe è difficile che realizzi il cosiddetto gol di rapina o il tiro fortunoso su respinte corte o a porta vuota, no, sono quasi tutti frutto della sua classe, tecnica e abilità atletica: di testa, in elevazione, anticipando l’avversario, di potenza, in acrobazia e per non parlare dei calci piazzati, insomma un goleador completo che tutti coloro che lo vedono giocare si chiedono: ” ma cosa fa in serie D?” e lui di risposta dice che la serie D è la sua serie A.

Le soglie del professionismo l’ha sfiorato più volte sia col Barletta, fallito, che con l’Akragas quando ad allenarlo c’era Legrottaglie, esonerato, ma Carlos non ha mai fatto un problema perché sa che dovunque va trova sempre i suoi gol e i suoi tifosi.

Fa parte di quei campioni che hanno qualcosa in più degli altri e quando sono evidenti ed espresse con umiltà e  rispettando il lavoro e la funzione dei compagni di squadra che concorrono al  successo, viene spontaneo al gruppo stesso riconoscerlo come leader.

Credo senza ombra di dubbio che Carlos, per una squadra di serie D come il Potenza, sia un grande privilegio ed il valore aggiunto di una compagine già di per se stessa forte e completa. da qui nasce la fiducia  della tifoseria potenzina di un esito finale da sogno. o, meglio, da favola

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Sull' Autore

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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