Mentre si va lentamente esaurendo il via vai straordinario di cittadini all’Ufficio tributi per contestare le cartelle pazze emanate dal Comune, l’opposizione consiliare chiede conto di questa “operazione gennaio”, del come è stata organizzata e del come è stata condotta, nonché dei risultati che essa ha ottenuto. Si tratta – hanno detto al Municipio- di importi non versati o versati parzialmente della tassa dell’Imu del 2012. Come si sa,le verifiche arrivano puntuali al termine dei cinque anni che la legge consente agli enti per rivendicare il dovuto e, come sempre capita, qualche giorno prima delle prescrizioni scattano le cartelle. Un rito che si ripete ogni anno puntualmente, senza che gli uffici riescano a smaltire qualcosa in più degli anni successivi. Del resto la stessa cosa la fa L’Agenzia dei tributi, la Regione per il bollo auto ecc. L’orologio dell’Italia porta l’ora della revisione e della contestazione ogni cinque anni. Le cartelle spedite sono state 6500 di cui il 10% ,c’è chi dice di più, con dati e importi sbagliati. L’arrivo delle cartelle ha creato ansia e preoccupazione tra la gente sopratutto in coloro che erano convinti di avere pagato puntualmente il tributo. Già da alcune settimane gli sportelli degli uffici comunali sono stati assaliti dalla gente con code interminabili e con tanta perdita di tempo per chiarire la propria posizione. Successivamente per accorciare le code e i tempi di attesa il comune ha allungato il tempo di apertura al pubblico degli sportelli dalle 09.00 alle 19.00 e si è spinto a fare una cosa che non ha potuto mantenere, a dimostrazione della superficialità con cui si consentendo ai contribuenti di chiedere spiegazioni anche tramite mail, salvo che la risposta non è mai arrivata e che il cittadino, capita la situazione, si è dovuto recare lo stesso agli uffici di sant’Antonio La Macchia. Sulla questione i consiglieri di Lista Civica e di F.lli d’ Italia hanno tenuto una conferenza stampa, per denunciare il disservizio registratosi e per capire i motivi di tanti errori registrati nelle notifiche comunali. Sembra che la causa degli errori è stata dovuta sostanzialmente a un disallineamento delle banche dati delle due concessionarie che hanno gestito in periodi diversi le cartelle esattoriali: i dati con la virgola gestiti dalla prima erano considerati senza virgola dalla seconda quindi un 0.87 diventava 87 con le ovvie conseguenze disastrose, non solo, contribuenti che hanno ricevuto richieste di pagare due volte l’Imu per la stessa abitazione. Incredibile!! È stata una seconda causa a peggiorare la situazione: il mancato aggiornamento dei dati catastali. Ciò ha comportato di chiedere la tassa ad ex proprietari dell’immobile dopo che avevano già incassato l’imu dai proprietari subentranti. Eppure gli uffici comunali hanno avuto cinque anni di tempo per le verifiche e già dal mese di dicembre, se non prima, sapevano che molti conti non tornavano ma hanno preferito scaricare sul cittadino l’onere della regolarizzazione dei maggiori tributi richiesti, nonostante quest’ultimo sia risultato solo la vittima dell’incapacità organizzativa della macchina comunale. Quest’ultimo disservizio pone una domanda per un servizio importante come la riscossione dei tributi, è proprio necessario affidare a una ditta esterna questo delicato compito? Credo di no, un ufficio organizzato interno, farebbe meglio a un costo più basso e un’affidabilita’ maggiore. I secoli scorrono, ma certi metodi ritornano, come l’antipatico vizio di far ricadere sul cittadino l’onere di dimostrare l’infondatezza di un errore del Municipio. Assurdo!!” giovanni benedetto
CARTELLE PAZZE A POTENZA, I CONSIGLIERI CHIEDONO CONTO
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