Dalle macerie dell’ennesimo territorio italiano, nasce forse la prima legge organica perla rottamazione del patrimonio edilizio fatiscente. La chiamano Casa Italia , con quel poco sforzo di fantasia che porta ad usare il nome del Bel paese in molte operazioni di consenso di massa. Qualunque sia il nome, occorre però che non lo si prenda a scatola chiusa, nel senso che a questa legge è legata non solo il contrasto agli effetti delle calamità sismiche ma anche il rilancio dell’economia italiana. E tra chi deve vigilare più degli altri ci sono i nostri politici i quali hanno maturato una esperienza sul campo e sono in grado di migliorare il testo legislativo e renderlo veramente efficace. A prima vista, il meccanismo del contributo statale può funzionare per quelli che vogliono lasciare l’alloggio e comprarsene uno nuovo, ma non per quelli che, rimanendoci, intendono consolidare e ristrutturare la propria abitazione. Per i primi bisognerebbe trovare meccanismi di decisioni condominiali che evitino posizioni ostruzionistiche da parte di chi non intende muovere un capello: un obbligo ad uniformarsi alle leggi entro un certo tempo. Questo insieme al contributo per chi si va a trovare un altro alloggio potrebbe consentire di demolire e ricostruire interi quartieri , a partire da quelli più vetusti. Più difficile intervenire nei centri storici, dove alla polverizzazione delle proprietà si aggiungono ostacoli diversi : da uno spropositato allargamento delle Soprintendenze a tutto quello che sa di vecchio pur non essendo storico ( vedi il caso del lagonegrese, dove non si riesce a e un chiodo) alla consapevolezza che il più delle volte si tratta di case abbandonate da proprietari che si sono trasferiti in città e che per conservare quel patrimonio di bellezza e di estetica hanno bisogno di non rimetterci l’osso del collo. L’attuale normativa che non incentiva le seconde abitazioni ha di fatto bloccato ogni tentativo di riaggiustare la casa avita, la dimora paterna, con grave nocumento per i nostri paesi in gran parte disabitati. Rispetto a questo problema ci si deve comportare diversamente, offrendo anziché un contributo, l’accesso ad un mutuo speciale a tassi speciali. Insomma, piccoli e grandi problemi che noi conosciamo da vicino e che è nostro dovere, oltre che nostra convenienza, rendere presenti con una posizione ufficiale della Regione. Non lasciamoli soli, questi parlamentari.
CASA ITALIA, AIUTAMOLI AD AGGIUSTARLA
0
Condividi